Il nuovo Piano Casa

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Intervento svolto al Giambellino (video).

Sulla questione della casa abbiamo raccolto tutte le risorse disponibili e abbiamo stanziato un miliardo, con l’idea di implementarlo nei prossimi anni. Con quell’investimento rimettiamo in campo politiche che da molto tempo non si facevano in Italia. Per molto tempo, infatti, abbiamo ragionato di casa soltanto in termini di emergenza. L’ultima legge sulla casa votata a livello nazionale, di cui ho fatto il relatore, è stata approvata nel 2014 e si richiamava proprio all’emergenza abitativa.
Noi abbiamo bisogno di rimettere in campo politiche per la casa che rispondano ad una domanda abitativa molto forte e anche una domanda di qualità.
Nelle prossime settimane la Ministra presenterà il Decreto attuativo del Piano Casa ma già sappiamo qual è l’idea: realizzare soluzioni abitative non solo in housing sociale o in edilizia sociale a canoni contenuti ma anche in edilizia residenziale pubblica con canoni sociali - perché oggi c’è questa esigenza - e di farlo anche con il contributo dei privati e del terzo settore, finanziando progetti specifici.

Ciao Francesco

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Un brutto male ci ha portato via Francesco Di Gaetano.
Francesco era un dirigente del sindacato SUNIA-Cgil e Presidente del Comitato di Autogestione delle Case Popolari di Viale Ca’ Granda/Val Maira, oltre che iscritto del Circolo PD Prato-Bicocca.
Ci mancheranno la sua passione e la sua simpatia.
Il suo impegno politico insieme a quello nel suo comitato di quartiere non sono mai venuti meno e anche negli ultimi giorni c’era, col sorriso e pensando al futuro.
Ciao Francesco, ci mancherai!


Le norme contenute nella Legge di Bilancio riguardanti la casa

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Intervento svolto al tavolo casa organizzato dal PD del Municipio 4.

Con la Legge di Bilancio viene stanziato un miliardo di euro per creare nuove possibilità abitative e anche alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica dentro ad un ragionamento di rigenerazione urbana e di ristrutturazione di ciò che c’è.
Ci sarà la possibilità di avere i soldi per sistemare gli alloggi vuoti, per ristrutturare alcuni edifici di case popolari o per ridurre la pezzatura degli appartamenti e, quindi, di creare più possibilità abitative. Un problema, infatti, riguarda il fatto che negli anni ’70 sono stati costruiti appartamenti molto grandi mentre oggi servono in prevalenza case più piccole.
Lavorare sulla rigenerazione urbana, poi, significa che tutto ciò che viene costruito va fatto recuperando ex edifici, fabbriche o altro per consentire che si creino alloggi a prezzi contenuti, come prevede l’housing sociale. I Comuni mettono a disposizione il terreno, lo Stato rende disponibili delle risorse, si abbassano i costi di costruzione e in cambio si deve garantire che gli appartamenti vengano affittati a canoni sostenibili.
C’è, infatti, da investire molto sull’affitto.

Il tema Casa torni a rivestire la centralità che merita

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La delega del tema Casa alle Regioni ha creato un equivoco sul fatto che lo Stato non debba occuparsene.
Io credo però che non possa essere solo tema regionale proprio perché attiene a diritti primari dei cittadini.
Penso si debba fare un lavoro in Parlamento perché serve una legge su questo tema, serve un fondo per l’edilizia residenziale pubblica e un fondo per l’edilizia residenziale sociale e, se ci devono essere dei fondi per finanziare questi interventi, è necessario che questi temi, vengano assunti in una legge, votata e discussa, perché resti e garantisca il salto di qualità che ci porti fuori dall’emergenza e costruisca una politica abitativa per il futuro degna di questo Paese.

Via Gola: farò una nuova interrogazione per imporre ad Aler di ripristinare legalità e sicurezza nelle proprie case

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Quasi un anno fa ero stato a fare un sopralluogo nella zona di Via Gola, Via Pichi e via Borsi, dove si trovano case popolari di Aler riportate al centro delle cronache del Capodanno milanese per l’assalto ai vigili del fuoco e che da tempo si trovano in una situazione di forte degrado, con il 40% degli alloggi occupati abusivamente e dove agiscono stabilmente persone dedite ad attività illecite e che controllano il territorio.
Per chiedere di ripristinare legalità e sicurezza nel quartiere avevo presentato un’interrogazione in Senato all’allora Ministro degli Interni Salvini, che però non ha mai risposto.
Nel frattempo, il Comune di Milano ha stabilito interventi per il rifacimento dell’arredo urbano per consentire di recuperare spazi comuni e creare luoghi di incontro e socialità e ora, con il nuovo Ministro Lamorgese, sono state fatte molte e positive operazioni delle forze dell’ordine, ma se Aler e Regione Lombardia non risolvono il degrado drammatico delle abitazioni, lasciate nel più completo abbandono, con ponteggi pericolanti per ristrutturazioni mai portate a termine, e dove imperversano le occupazioni abusive non arriveranno le risposte che i cittadini attendono.
Riproporrò, quindi, l’interrogazione per chiedere al Governo di imporre ad Aler il ripristino della sicurezza e della legalità all’interno del proprio patrimonio abitativo e consentire ai tanti cittadini per bene di non vivere più nella paura.

Le case popolari di Roma

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Intervento a Tagadà - La7 (video).

Non difendo Virginia Raggi perché credo che Roma sia governata malissimo e sia degradata non soltanto nelle periferie. C’è un’evidente incapacità di governo.
Sulla vicenda delle difficoltà delle periferie e del degrado delle case popolari, però, il problema non riguarda solo Roma. Su questo bisognerebbe evitare di fare ragionamenti generici ma cominciare a dire che ci sono delle responsabilità. Chi gestisce le case popolari a Roma? Le gestisce una società pubblica che avrà dei vertici che non possono non essere mai messi in discussione. Non è possibile che stiamo ragionando su togliere le concessioni ad Autostrade per ciò che è successo a Genova e ciò che sta succedendo in Piemonte ma dall’altra parte continuiamo a lasciare gestire le case popolari a Enti che si sono rivelati incapaci di farlo.
In Lombardia la gestione di ALER ha 800 milioni di debiti e che non è più in grado di fare nulla tant’è vero che il Comune di Milano ha tolto la gestione del proprio patrimonio abitativo da ALER perché non era capace di gestirlo. Questo è ciò che bisognerebbe cominciare a fare anche altrove.

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