Gli alloggi di edilizia residenziale pubblica e i quartieri popolari

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Intervento all'Assemblea nazionale dei comitati inquilini degli alloggi di edilizia residenziale pubblica organizzata dal Sunia (video).

Ringrazio il SUNIA e il Segretario Stefano Chiappelli per l’invito e per aver organizzato questo momento di riflessione che mi pare molto importante.
Ci sono diversi temi da discutere.
Credo che sul tema dell’abitare, che è fondamentale per i diritti sociali dei cittadini, ci sia ancora troppo poca attenzione.
Il tema della casa non è una priorità che viene posta all’opinione pubblica dall’informazione e, quindi, non diventa neanche una priorità per la politica. La politica, invece, al di là di inseguire le cose che vanno sui giornali, dovrebbe sapere che il tema dell’abitare è fondamentale per garantire i diritti dei cittadini.
So quanto i comitati degli inquilini e i comitati per le autogestioni siano importanti nei quartieri popolari e facciano la differenza, soprattutto dove il gestore pubblico è inadeguato.
Dove l’amministrazione pubblica è disattenta, i comitati sono l’unico presidio e l’unico punto di riferimento per i cittadini. Come veniva raccontato da molti compagni che sono intervenuti, i comitati sono un riferimento che garantisce che migliori la vivibilità del quartiere e si esca dalla solitudine e dal degrado in cui spesso si trovano tanti cittadini; non sono solo chi fa le cose ma anche l’idea che c’è una comunità, che c’è solidarietà. Questo è fondamentale anche rispetto alla sicurezza.
Abbiamo presentato una proposta di legge che riassume una parte importante delle proposte che sono state espresse anche nel corso di questa assemblea.
C’è un tema serio che riguarda la casa come materia concorrente: questo è un problema serio e contribuisce ad alimentare una situazione normativa che evidentemente continua ad esserci. Non capisco, però, come l’equivoco sulla questione dell’IMU possa esistere ancora. Sono stato relatore di una legge che ha chiarito che tutta l’edilizia sociale, comprese le cooperative a proprietà indivisa, non paga l’IMU. Non capisco, quindi, perché ci sono tanti contenziosi e perché ci sono commissioni tributarie che non tengono conto della legge. La legge è chiarissima nella definizione di alloggi sociali e del fatto che non devono pagare l’IMU.
La questione aperta riguarda pochi Comuni.
Su questo, comunque, è possibile presentare un’interrogazione al Governo chiedere di dare una versione chiara più della legge, come già era stato fatto per chiedere un chiarimento rispetto alle detrazioni previste per tre anni per chi ha redditi bassi e abita in alloggi sociali.
Dall’assemblea del SUNIA sono emersi sostanzialmente tre bisogni.
Il primo enorme bisogno è quello della lotta al degrado. Il degrado di gran parte degli edifici pubblici è un problema molto serio.
Un’altra questione riguarda i costi dell’abitare, che non sono gli affitti.
C’è un’insopportabile interpretazione secondo cui chi vive nelle case popolari è un privilegiato per via degli affitti bassi e forse questo viene utilizzato troppo spesso per giustificare il degrado in cui vengono lasciati gli abitanti di quelle case. La casa, invece, è un diritto.
Il tema del costo dell’abitare, invece, è serio.
Moltissimi inquilini fanno fatica a pagare le spese.
Un’altra questione riguarda il fatto che ci sono troppi alloggi lasciati vuoti a fronte di una richiesta abitativa forte.
Queste tre cose oggi si possono affrontare, sapendo che non c’è un problema di soldi in questo momento.
Il superbonus del 110% - che verrà prorogato fino alla fine del 2023 - consente la ristrutturazione, l’efficientamento energetico, il risparmio energetico attraverso strumenti meno costosi.
Il superbonus, però, va utilizzato.
Negli anni passati sono stati comunque messi a disposizione degli ecobonus e andavano usati mentre non è stato fatto da molte aziende pubbliche.
Continuare a dire che non ci sono i soldi è falso.
L’utilizzo del superbonus del 110% può risolvere almeno due problemi: quello del degrado e quello dei costi.
È evidente che se si rifà il cappotto o l’impianto di riscaldamento, poi tutto costa meno.
Dalle notizie che ho, mi risulta che pochissime aziende pubbliche stanno utilizzando i bonus a disposizione e stanno presentando progetti per ottenere il finanziamento del superbonus del 110%. MM, che gestisce i beni del Comune di Milano, ha presentato dei progetti e con quei finanziamenti ristrutturerà circa 4.000 appartamenti.
Un altro aspetto riguarda il PNRR. Ci sono 2 miliardi e 800 milioni che sono già stati stanziati per intervenire sul degrado dei quartieri popolari, sulla base di progetti. Qui, quindi, c’è un’altra sfida da mettere in campo: i Comuni e le aziende devono mettere in campo i progetti per utilizzare le risorse del PNRR e non c’è molto tempo per farlo, in quanto tutto deve essere realizzato entro il 2023.
Un’altra sfida è la legge sulla rigenerazione urbana che finalmente dovrebbe concludere il suo iter al Senato nelle prossime settimane e che fissa una serie di norme che consentono e velocizzano gli interventi sui quartieri più problematici, con la partecipazione di pubblico e privato, per consentire una rigenerazione che non sia soltanto edilizia ma anche sociale e viabilistica o dei servizi. È, quindi, una grande opportunità per i Comuni e anche qui saranno considerate tutte le risorse che oggi sono sparse nel Bilancio dello Stato e che riguardano la casa e che possono essere utilizzate, oltre agli incentivi anche per i privati che vogliono partecipare ai progetti di rigenerazione urbana.
Il messaggio che voglio dare è questo.
Questo, quindi, è un momento storico in cui i soldi ci sono. Non sarà sempre così perché il superbonus scade nel 2023, così come i progetti per il PNRR vanno presentati e fatti accettare entro il 2023.
Questa, al di là della necessità di fare una legge quadro, quindi, è un’urgenza e le Regioni devono fare uno sforzo. Occorre fare un po’ di pressione perché non si perda questa occasione nell’interesse dei cittadini e di chi abita nelle case popolari. Si possono creare le condizioni per risolvere molti dei problemi detti, cogliamo questa opportunità.

Video dell'intervento»

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