Rigenerazione Urbana significa: alleanza, strumenti e risorse per promuovere cambiamento

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Intervento all'incontro "Rigenerazione Urbana significa: alleanza, strumenti e risorse per promuovere cambiamento" (video).

Conosco bene le vicende di Via Gola, su cui ho presentato anche delle interrogazioni parlamentari.
Nel corso dell’incontro si è parlato anche di Via Quarti e mi è venuto in mente che me ne ero occupato quando ero consigliere comunale a Milano, quindi, circa 25 anni fa e c’erano già le condizioni disastrose che persistono ancora oggi. In tutti questi anni, in Via Quarti non è cambiato niente per questo capisco quando si dice che i tavoli di lavoro non possono più essere la risposta; perché c’è un’urgenza di fare le cose e accelerare i processi anche se è difficile. Sicuramente la responsabilità della situazione non va cercata solo in ALER ma bisogna capire che c’è un’urgenza. È vero che bisogna uscire dalla logica dell’emergenza ma ormai c’è urgenza di affrontare queste situazioni, perché vicende come queste non si possono trascinare, in quanto ne va della credibilità delle istituzioni, della credibilità della democrazia e dell’impegno di tanti cittadini che provano a cambiare la loro condizione e, se non trovano risposta, poi ci mandano a quel Paese.
Penso, quindi, che si possa intervenire con urgenza anche grazie a degli strumenti importanti che sono stati messi in campo in questi mesi dal Parlamento e dal Governo, il cui scopo principale era quello di favorire con una manovra anticiclica la possibilità di far riprendere un pezzo dell’economia italiana dopo il lockdown, cioè il settore dell’edilizia.
Oggi ci sono due grandi opportunità che si possono usare per questi quartieri: una è data dal superbonus del 110% che vale anche per l’edilizia residenziale pubblica e, inoltre, una questione non secondaria è che può essere utilizzato anche in caso di abbattimento e di ricostruzione, ovviamente rispettando i criteri di efficientamento energetico.
Questo provvedimento è importante e fa venire meno un problema storico che è quello dei soldi. ALER già da un po’ di anni ha la possibilità di utilizzare dei bonus, ma questi avevano percentuali più basse e richiedevano comunque un investimento. Un superbonus del 110%, invece, significa che l’onere che resta a carico di chi gestisce, nel momento in cui decide un intervento di questo genere, è solamente quello della progettazione. Mi rendo conto di non dire una cosa semplice perché anche la progettazione è un tema che spesso dà complicazioni però, almeno, non c’è più il problema delle risorse.
Penso poi che non ci sia neanche più un problema solo di odine pubblico. Prefettura e forze dell’ordine, su vicende come quelle di Via Gola e Via Bolla, dicono di esser pronti a intervenire ma bisogna che però ALER dica cosa succede il giorno dopo l’intervento, perché fare gli sgomberi degli occupanti abusivi senza che il giorno dopo si sia in grado di intervenire concretamente diventa inutile, in quanto la situazione si riprodurrebbe all’infinito. Si possono fare tanti videomessaggi per far vedere che si è fatto uno sgombero ma poi il problema non si è risolto.
C’è, quindi, ancora di più l’urgenza di fare le cose.
Un altro provvedimento approvato in Parlamento è il Decreto Semplificazioni, in cui, all’articolo 10, si parla di rigenerazione urbana e si sostiene che, fuori dai centri storici e dalle Aree A, è possibile abbattere e ricostruire senza la richiesta del permesso a costruire ma semplicemente con la SCIA, la dichiarazione di inizio dei lavori.
Questa, dunque, è un’occasione per avviare un processo di rigenerazione urbana che abbiamo bisogno di avviare in tutte le città. Nei centri storici, questo processo deve essere giustamente governato dai Comuni ma è comunque necessario perché il nostro patrimonio abitativo, pubblico e privato, va rigenerato.
Questa è una grande opportunità che abbiamo per il futuro.
Al Senato abbiamo incardinato una legge sulla rigenerazione urbana, di cui sono Relatore, che non vuol dire solo abbattimento e ricostruzione ma significa stanziare risorse e mettere in campo uno strumento che consente di fare ciò che è necessario a partire dai prossimi mesi.
Le nostre città, in questa fase, sono già cambiate. Il lockdown ha cambiato le nostre città.
Smart working e digitalizzazione cambieranno i modelli di vita, il mercato del lavoro e, di conseguenza, le nostre città.
Il processo che sta avvenendo, anche con il rischio di desertificazione di un pezzo del centro storico (perché se si lavora da casa e chiudono gli uffici, restano fermi anche i servizi), va governato, altrimenti non si fa il bene dei cittadini.
La rigenerazione urbana è un’occasione per questo, perché vuol dire intervenire sulla sicurezza, sull’efficienza energetica degli edifici; capire come si interviene rispetto alle tipologie abitative di cui c’è bisogno in città, come gli affitti a prezzi calmierati o gli alloggi per gli studenti; ridurre al minimo o cancellare il consumo di suolo, pensare alla sicurezza. Servono, quindi, strumenti come questo.
Via Gola è un piccolo esempio di ciò che va cambiato e una progettazione deve tener conto di tutti gli aspetti. Oggi ci sono più strumenti per dare il via ai cambiamenti e c’è sicuramente una volontà politica da parte del Comune e del Municipio 6.
Credo che anche ALER non abbia alcuna convenienza a vedere un patrimonio come quello di Via Gola devastato e nelle condizioni in cui è adesso. Non bisogna, però, entrare nella logica dei tavoli: vanno bene le riunioni ma bisogna fissare dei tempi rapidi per dare il via ad azioni concrete.
Nel documento sul Recovery Fund approvato in Senato c’è la proposta di prorogare fino al 2023 la scadenza del superbonus del 110% ma questo non deve far pensare che si possa aspettare ulteriormente prima di intervenire, perché c’è un’urgenza sociale e anche democratica, per quanto riguarda il rapporto dei cittadini con le istituzioni, che va affrontata subito.

Video dell'intervento»

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