Camminare a piedi nudi accanto alle donne. Il ruolo dei territori e delle istituzioni

pubblicato il .

Intervento al Circolo PD del Giambellino (video).

È giusto che si sia parlato di Afghanistan e della necessità di mettere in campo un’iniziativa a sostegno delle donne afghane ma anche di tenere viva l’attenzione sulla questione afghana, che ci ricorda che i diritti non sono mai acquisiti per sempre. Purtroppo questo lo vediamo anche nell’Est Europa, dove i diritti e alcuni valori democratici non sono acquisiti per sempre e, quindi, è una battaglia va sempre messa in campo.
Dentro a questo ragionamento, che cerca di far crescere la società, facendo crescere i diritti, i valori di convivenza forti anche nelle nostre comunità, anche in quartieri difficili come il Giambellino, il lavoro svolto da alcune associazioni è molto importante.
Abbiamo già avuto modo di confrontarci sul tema del carcere e lì c’è una questione di civiltà.
Abbiamo vissuto una fase in cui sembrava che l’unico obiettivo fosse quello di fare più carceri e buttare via le chiavi.
Oggi, invece, mi pare che stiamo facendo passi avanti positivi.
La riforma del processo penale che abbiamo recentemente approvato pone il tema del carcere come estrema ratio e non come l’unico modo in cui si sconta la pena, proprio perché rischia di alimentare solo recidività e insicurezza. Si incentivano infatti tutte le misure alternative e si introduce la giustizia riparativa che coinvolge anche le vittime.
Queste sono cose che fanno avanzare anche la nostra riflessione.
Io penso che sia importante che ci sia una rete di associazioni sul territorio che si occupi di non lasciare sole le persone in difficoltà e in questo caso le donne vittime di violenza. Il loro ruolo è insostituibile ma non è, però, un ruolo che può sostituirsi a ciò che invece devono fare le istituzioni. Bisogna costruire una rete e una connessione rispetto alla costruzione di una strategia comune che valorizzi tutte queste esperienze. Questo è decisivo; lo si sta facendo e bisogna continuare.
C’è anche il problema di migliorare dal punto di vista legislativo, soprattutto per prevenire i femminicidi: evidentemente c’è da fare un cambio culturale ma è altrettanto evidente che non basta quello che stiamo facendo. Abbiamo fatto una legge importante, quale è il Codice Rosso, ma deve funzionare meglio.
Stiamo introducendo alcune ulteriori norme per la formazione delle forze dell’ordine perché non si ripetano i casi per cui una persona che si è rivolta alle forze dell’ordine ha visto sottovalutato il proprio problema e poi è stata vittima di femminicidio. Credo che ci sia bisogno di maggiore attenzione e di applicare fino in fondo la legge.
Il cambio culturale deve anche portare le donne a denunciare perché sono ancora troppe quelle che non denunciano.
Questo è un fenomeno che attraversa la società, al di là del livello di reddito e del livello culturale. Certamente, nelle fasce più deboli della popolazione ci sono meno anticorpi e, quindi, è più possibile se non probabile che si arrivi ad effetti drammatici.
Si sta facendo un ragionamento in diverse Regioni sulla necessità di creare centri di recupero anche per gli uomini che praticano la violenza, che è uno strumento che la legge può utilizzare per prevenire i femminicidi.
Con l’ultima riforma del processo civile ci siamo occupati anche del diritto di famiglia ed è un tema che sicuramente va affrontato ed è tutt’altro che peregrino. È evidente, infatti, che gli autori dei femminicidi hanno problemi che vanno affrontati, sia dal punto di vista securitario ma anche andando a cercare il modo di risolvere i loro problemi, di recuperarli per la società e per loro, per una vita migliore.
La prevenzione, quindi, è il tema centrale, innanzitutto perché dobbiamo evitare che le persone muoiano.
La prevenzione, inoltre, deve essere a tutto tondo perché c’è anche un problema di sicurezza e di tutelare le donne vittime e questo è il tema su cui ci dobbiamo soffermare.

Video dell’intervento»

Pin It

Nascondi modulo commenti

 10000 Caratteri rimanenti

Antispam Aggiorna immagine Case sensitive