Lavoriamo per allargare il consenso sulla Legge Zan

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Intervento a SkyTg24.

Credo che dobbiamo avere grande rispetto per la discussione che c'è stata nei Cinque Stelle. Chi si augurava l'implosione dei Cinque Stelle credo che non tenesse conto dell'interesse del Paese non di M5S. L'implosione della forza che oggi ha la maggioranza relativa in entrambe le Camere non avrebbe aiutato il percorso che il Governo Draghi ha avviato, che he ancora molti passi da fare, come nel caso delle riforme della Giustizia, per dare tutte le garanzie necessarie rispetto alla concretezza dei progetti per ottenere i finanziamenti del Recovery Fund e tutto va fatto entro il 2023.
Comunque la si pensi, credo che dobbiamo essere contenti del fatto che si sia avviato un percorso in M5S che porterà finalmente il Movimento ad avere uno Statuto, che mancava e questo ha condizionato molto la loro vita.

La legge Zan è stata approvata alla Camera dei Deputati, ha un proprio percorso parlamentare che non coinvolge il Governo.
Noi, ad oggi, possiamo rivendicare il fatto che dopo 8 mesi in cui si è fatto di tutto per evitare e impedire che il disegno di legge andasse avanti con il proprio percorso legislativo, siamo riusciti a portarlo fuori dalla Commissione Giustizia e adesso a portarlo in Aula. È un provvedimento importante per molte persone, come ha spiegato la senatrice Masini nel suo intervento in Senato, che serve a proteggere molte persone.
Abbiamo portato il disegno di legge Zan in Aula, nella sede in cui si decide e ognuno si assume la propria responsabilità.
Noi lavoreremo per questo, lavoreremo per approvare la legge Zan. Sappiamo che i numeri sono complicati: lo sapevamo fin dall’inizio.
Per noi il testo della legge Zan non va modificato.
Per noi riportare il disegno di legge Zan alla Camera è un rischio molto concreto di affossarlo e, quindi, lavoreremo per allargare il consenso nell’Aula del Senato e, quando arriveranno gli emendamenti in votazione, lavoreremo per questo e per l’approvazione della legge.

Video dell'intervento»

Credo che sia utile sgombrare il terreno da una serie di interpretazioni della legge Zan totalmente campate in aria. Si racconta che la legge Zan apre all’utero in affitto mentre nel nostro Paese resta un reato e la legge Zan non ne parla assolutamente. Si racconta che questa legge impedisca di esprimere la propria opinione sulle coppie omosessuali o altro mentre c’è la Costituzione che garantisce la libertà di opinione.
Credo che servano, quindi, Ordini del Giorno per togliere di mezzo alcune di queste argomentazioni che vengono usate contro la legge Zan che, invece, è solo una legge che serve a proteggere le persone che per la loro natura o le loro scelte vengono discriminate o possono essere discriminate.

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Il Partito Democratico lavorerà per approvare le riforme della Giustizia nel più breve tempo possibile e facendo il meglio possibile. In Senato c’è la riforma del processo civile.
Non credo, quindi, che possa essere usata questa argomentazione basata su un’esigenza di riforme vera che ha il Paese e che è condizione per avere le risorse del Recovery Fund, come un pericolo per il lavoro sulla legge Zan.
Credo che sia miope parlare della legge Zan solo come una legge che introduce un’aggravante: questa è una legge importante, di civiltà, per cui introducendo nella legge Mancino queste modifiche si stabilisce che l’Italia punisce chi discrimina e usa violenza contro le persone per la loro condizione, per le loro scelte, per la loro natura. Penso, quindi, che la legge Zan sia molto di più di una legge che introduce delle aggravanti e non è un caso se in Europa Occidentale, dove ci sono i diritti, queste leggi ci sono. Io credo che in Italia questa legge ci debba essere.
Si parla di forzature e della necessità di dialogare ma siamo stati bloccati in Commissione Giustizia per 8 mesi. Per 8 mesi si è impedito che un disegno di legge approvato alla Camera potesse essere discusso e adesso dicono che bisogna dialogare e bisogna mediare. Vorrei, quindi, sapere su cosa bisogna mediare perché se il dialogo significa trovare soluzioni per decidere a chi togliere dei diritti che questo testo di legge garantisce oppure dobbiamo pensare che sia possibile trovare un punto di incontro con posizioni distantissime che mettono in discussione il fatto stesso che si debba riconoscere diritti alle persone omosessuali, come è emerso dal dibattito in Aula in questi giorni, non siamo d’accordo.

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Il disegno di legge Zan è arrivato al Senato a novembre e per riuscire a incardinarlo (cioè dire che bisognava discuterlo) in Commissione Giustizia siamo arrivati a marzo e votando a maggioranza perché il Presidente voleva fare di tutto perché non fosse neanche avviata la discussione.
Quando si parla di dialogo bisogna anche capire chi è l’interlocutore: se è la Lega, che ha firmato la carta dei valori di Orban, che ha fatto ostruzionismo e ha detto fino a pochi giorni fa che voleva affossare questo provvedimento, mi pare complicato pensare che sia possibile dialogare.
L’Aula è fatta di tante persone, ci sono tante posizioni diverse e penso che si debba lavorare per allargare il consenso attorno alla legge e riuscire a votarla con una maggioranza parlamentare più significativa rispetto a quella che si è espressa nei voti in questi giorni, che sapevamo essere risicati.

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Con la legge Zan mettiamo i reati contro gli omosessuali, i transessuali, i disabili e le donne tra i reati di odio previsti dalla legge Mancino. La legge Mancino è stata fatta proprio per punire i reati di odio (per ragioni raziali o religiose). Io penso che sia giusto allargare la protezione della legge Mancino ai soggetti che si vuole tutelare con la legge Zan: sarebbe un passo avanti politico e culturale per il Paese riconoscere che questi sono reati di odio e non solo da punire con aggravanti per futili motivi.
Oggi i reati commessi contro persone omosessuali, transessuali o due ragazzi che si baciano in strada e vengono aggrediti sono puniti come aggressioni e con aggravanti per futili motivi. La legge Mancino, invece, condanna con forza alcuni reati di odio (originati da ragioni etniche, raziali, religiose) e noi, con la legge Zan, chiediamo di aggiungere a questo anche i reati originati dalle discriminazioni dovute alle scelte sessuali, alla disabilità o altro.

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Oggi, quindi, il tema è se l’Italia si dota di una legge che dice esplicitamente che quelli sono reati di odio e condannati dalla società e dal Paese o se lasciamo nell’indeterminatezza e non prendiamo il coraggio di riconoscere che ci sono persone che, perché sono omosessuali, transessuali, disabili, donne o altro, vengono discriminate.

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L’idea che la legge Zan non si debba discutere perché è divisiva è sbagliata.
Il Sottosegretario Sisto è venuto in Commissione Giustizia più volte e le cose che sta dicendo vanno tutte in quella direzione: cioè che siccome la legge Zan è divisiva in questo momento va messa in un cassetto.
Io penso che questa legge debba andare in Aula, debba essere discussa e ognuno si prenderà le proprie responsabilità.
Continuare a dire che tutti vogliono la legge sui diritti però nessuno la vuole votare è una cosa insostenibile.


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