Sui diritti civili, la Lega deve uscire dall'ambiguità

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Intervento a Radio Lombardia (video).

La vicenda che si sta consumando attorno alla Legge Zan è stucchevole.
La Camera dei Deputati ha finalmente approvato un testo che punisce l’omotransfobia, che costituisce un’aggravante per chi istiga per ragioni di odio ad atti di violenza e c’è la pretesa da parte della Lega di non cominciare neanche la discussione al Senato. Io credo che questo sia grave. Intanto è grave perché le motivazioni che vengono addotte sono francamente risibili: la Legge Zan è un’iniziativa parlamentare e il Parlamento decide a maggioranza cosa portare avanti o meno, non può esserci l’utilizzo dell’appartenenza allo stesso Governo come ricatto per impedire di approvare una legge di civiltà.
Credo che ci sia anche il tentativo da parte della Lega di nascondere le reali ragioni di questa volontà di non iniziare la discussione. Sul merito evidentemente la Lega vuole mantenere un’ambiguità proprio sul terreno dei diritti civili e una discussione in cui dovesse prendere una posizione chiara la renderebbe difficile.

La situazione è sottocontrollo, evitare di dare spazio alle strumentalizzazioni

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Intervento a SkyTg24 (video).

Penso che un eccesso di prudenza sia giusto e accettabile in questa fase. Dobbiamo dare il tempo oltre che fare tutto ciò che si può per garantire che il coronavirus non si espanda nel nostro Paese. Mi pare che la prevenzione si stia facendo bene: anche i dati che arrivano quotidianamente dicono che la situazione è tenuta sotto controllo.
Credo, quindi, che in questo momento sia doveroso anche evitare di dare spazio alle strumentalizzazioni che tendono a cavalcarle le preoccupazioni delle persone e poi producono episodi di intolleranza, che come sempre si manifestano quando si accendono le paure o si cerca di scaricarle su qualcuno.
Ha fatto benissimo il Presidente della Repubblica ad andare a trovare i bambini a scuola e spiegare che i bambini non c’entrano niente e non ha nessun senso creare contrasto alla comunità cinese.
C’è poi un tema che riguarda l’impatto che può avere il coronavirus sull’economia mondiale ed è chiaro che un Paese che vive di esportazioni come il nostro può subire delle conseguenze.
Il tema, quindi, diventa quello di come avviare una fase di crescita ed è la questione principale che si porrà il Governo, che oggi si riunirà a discutere le nuove priorità, e per il PD c’è il tema degli investimenti nell’economia verde, che oltretutto, in questa fase possono aiutare a evitare lo scenario drammatico che alcuni annunciano.

I ritardi sulle vaccinazioni sono dovuti anche ai problemi di approvvigionamento dei vaccini

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Intervento a Radio Lombardia (video).

È evidente che ci sono stati dei ritardi nelle vaccinazioni anche per dei problemi di approvvigionamento dei vaccini in Europa.
È evidente che l’Europa ma anche altri Paesi ricchi del Pianeta avevano anche l’onere di mettere in sicurezza prima la propria popolazione anche per poter mettere in sicurezza una parte importante del mondo.
L’OMS dice che solo il 10% dei cittadini europei sono stati vaccinati, in Italia la percentuale è più alta però è evidente che ci sono stati ritardi negli approvvigionamenti.
Mi pare di capire che, comunque, più andiamo avanti e più questo problema si supererà. Sono convinto, quindi, che sia perseguibile l’obiettivo di raggiungere l’immunità di gregge prima dell’estate, vaccinando il 60/70% dei cittadini, soprattutto quelli delle fasce più deboli.

Video dell'intera intervista»

Tutti abbiamo la responsabilità di evitare di aiutare il virus a diffondersi

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Intervento a Radio Lombardia.

Bisogna invitare le categorie più a rischio e gli anziani a limitare gli spostamenti, come dicono oggi i medici di base, e soprattutto a limitare gli incontri e le frequentazioni o di trovarsi in luoghi dove può circolare il virus.
Dire di lasciare liberi i giovani perché non si ammalano o, se si ammalano, avviene in forme meno gravi è demagogico: si è dimostrato che i giovani hanno la stessa possibilità di ammalarsi degli altri. Inoltre, tutti, giovani o anziani, abbiamo la responsabilità di evitare di aiutare il virus a diffondersi, per cui dobbiamo sapere che ancora per qualche mese dovremo tenere dei comportamenti attenti e corretti, evitare gli assembramenti, tenere la mascherina, lavarsi le mani.
Credo che De Luca, in Campania, abbia fatto una scelta drastica: io penso che la scuola sia l’ultima cosa da chiudere, oltretutto sono luoghi in cui tutto è più controllato che altrove.

La battaglia culturale per contrastare la violenza sulle donne è necessaria

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Intervento in Tv a 7Gold (video).

La battaglia culturale per contrastare la violenza sulle donne è necessaria e si deve combattere in ogni luogo.
E' una battaglia che deve impegnare tutti e che non possiamo ricordarci di combattere solo una volta all'anno, il 25 novembre. Ci sono spesso comportamenti visibili, anche se in apparenza insignificanti, che denotano un'idea del rapporto uomo-donna che è pericolosa perché estremizzata può portare a violenze come quelle riportate dalle cronache. Penso, quindi, che non si debba restare indifferenti di fronte a situazioni di questo tipo, neanche nel privato, in ambiti familiari e amicali.
Sul contrasto alla violenza alle donne ci sono ancora molte cose da fare.
Il Codice Rosso, recentemente approvato, è una legge importante perché nel nostro Paese le questure non erano attrezzate per affrontare il problema delle violenze sulle donne e ha inserito la possibilità di formare il personale e dare le priorità alle donne che si presentano per denunciare.