Ce la metteremo tutta per approvare la legge Zan

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Intervento svolto all'Agorà Democratica per rilanciare la legge Zan (video).

Ce la metteremo tutta per approvare la legge Zan.
La Commissione Giustizia del Senato è una commissione difficile; c’è un Parlamento difficile.
Credo, però, che non si possa fermare qui una battaglia. Questo l’ho pensato guardando le piazze piene il giorno dopo l’affossamento del DDL Zan in Senato la volta precedente, stando alla manifestazione all’Arco della Pace a Milano.
La battaglia non può finire qui perché non può vincere non solo chi ha sguaiatamente festeggiato l’affossamento della legge ma non può vincere anche chi su questa questione - che riguarda i diritti e la vita di tante persone - ha deciso di dividere il Paese, di dividere il Parlamento, di radicalizzare lo scontro contro questo, non proponendo un’altra legge o un altro modo di garantire i diritti delle persone ma contro i diritti delle persone. Questa cosa non può essere lasciata passare.
Da domani, la prima cosa che ci diranno è “avete presentato il disegno di legge così com’è e, quindi, non volete discutere, non volete confrontarvi” ma noi avevamo chiesto fin dall’inizio il confronto e abbiamo detto che eravamo disponibilissimi a discutere sulle preoccupazioni che c’erano rispetto all’articolo che riguardava la scuola; eravamo e siamo ancora disponibili a discutere rispetto all’articolo che ad alcuni appariva come un articolo che riduceva la libertà di opinione rispetto a questo tema.

Counselor: competenze, rappresentanza e libero mercato

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Intervento all'evento “Noi Counselor: competenze, rappresentanza e libero mercato” organizzato da REICO - associazione di Counselor per i Counselor, iscritta al CoLAP.

Voglio ringraziare REICO e COLAP perché la politica, sempre così discussa, ha bisogno di questi momenti anche per conoscere un’associazione e una professione che a volte resta sconosciuta.
Ringrazio anche perché un’associazione come REICO, che funziona da vent’anni, è un’occasione non solo per valorizzare una professione ma è una garanzia di serietà, professionalità, formazione su un tema tanto delicato per la vita delle persone.
Credo, quindi, che la politica abbia tutto l’interesse a interloquire con REICO.

A proposito dei discorsi sul cambiamento: il cambiamento c’è già. Penso che sia un cambiamento che ci spinga a cercare, se non vogliamo subirlo, un equilibrio e gli strumenti per governarlo, per mettere le persone nelle condizioni di governare i mutamenti e non di subirli. Professioni come quelle dei counselor, dunque, sono assolutamente necessarie.

Vergogna a chi ha voluto privare le persone dei diritti

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Tantissimi migliaia a gridare vergogna a chi ieri ha voluto privare tante persone dei loro diritti e delle loro libertà, a chi ha offeso il Paese intero festeggiando in parlamento volgarmente la cancellazione di una legge di civiltà.
Queste sono le persone vere che la politica deve rappresentare e a cui ieri il Parlamento è apparso distante anni luce.

Per una buona legge sul fine vita

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Intervento svolto ad un convegno dell'Associazione Luca Coscioni (video).

Il testo sul fine vita che è arrivato al Senato credo che sia il testo di una legge possibile; forse la legge possibile. Non è scontato perché i rapporti di forza su questi temi al Senato sono molto diversi rispetto alla Camera dei Deputati, lo dimostrano vicende come quelle riguardanti la legge contro l’omotransfobia.
Il punto prioritario mi sembra quello di evitare che ci sia una palude o che la discussione non si apra neanche.
Faremo la prima riunione delle Commissioni 2° (Giustizia) e 12° (Sanità) congiunte, in cui si dovrà lavorare alla legge. Mi pare comunque che ci sia una volontà comune; in Commissione Giustizia, questa legge è stata indicata come una delle due priorità da portare a termine (l’altra è la legge sull’ergastolo ostativo), che sono le due leggi che devono prendere atto delle sentenze della Corte Costituzionale. Conto, quindi, sul fatto che inizierà la discussione.
Non penso che la discussione si possa approcciare dicendo che questo è il testo e deve uscire così com’è. Non si può fare, innanzitutto perché bisogna valutare seriamente tutte le ipotesi di modifica e tutti i suggerimenti che vengono anche dalle associazioni che hanno fatto la battaglia su questi temi da tempo e che hanno fatto il massimo dell’approfondimento sul tema.

La Sanità in Valbormida

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Intervento ad un incontro in Valbormida (video).

Le questioni della Sanità sono molto serie, così come lo sono i rapporti con il territorio e bisogna conoscerli per poter intervenire.
È evidente che, dopo la pandemia, abbiamo bisogno di ripensare la sanità non solo in Valbormida o in Liguria. Abbiamo bisogno di ripensare il rapporto tra i territori e le strutture ospedaliere: c’è la necessità di avere più presidi territoriali in tutte le direzioni.
Il PNRR stanzia molti soldi al fine di diffondere su tutti i territori le cosiddette “case della salute” vicine ai cittadini, cioè presidi che non siano ospedalieri ma dove comunque è possibile avere assistenza e velocità di risposta, che è mancata in tutti i luoghi in cui la pandemia ha avuto all’inizio un effetto devastante, proprio perché i servizi territoriali erano stati di fatto cancellati.
Un altro grande strumento finanziato dal PNRR guarda anche ai territori come questo ed è quello della digitalizzazione, della telemedicina, dell’aumentare la possibilità per i cittadini di accedere più velocemente alle strutture sanitarie, avendo immediatamente un ritorno.

Camminare a piedi nudi accanto alle donne. Il ruolo dei territori e delle istituzioni

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Intervento al Circolo PD del Giambellino (video).

È giusto che si sia parlato di Afghanistan e della necessità di mettere in campo un’iniziativa a sostegno delle donne afghane ma anche di tenere viva l’attenzione sulla questione afghana, che ci ricorda che i diritti non sono mai acquisiti per sempre. Purtroppo questo lo vediamo anche nell’Est Europa, dove i diritti e alcuni valori democratici non sono acquisiti per sempre e, quindi, è una battaglia va sempre messa in campo.
Dentro a questo ragionamento, che cerca di far crescere la società, facendo crescere i diritti, i valori di convivenza forti anche nelle nostre comunità, anche in quartieri difficili come il Giambellino, il lavoro svolto da alcune associazioni è molto importante.
Abbiamo già avuto modo di confrontarci sul tema del carcere e lì c’è una questione di civiltà.
Abbiamo vissuto una fase in cui sembrava che l’unico obiettivo fosse quello di fare più carceri e buttare via le chiavi.
Oggi, invece, mi pare che stiamo facendo passi avanti positivi.
La riforma del processo penale che abbiamo recentemente approvato pone il tema del carcere come estrema ratio e non come l’unico modo in cui si sconta la pena, proprio perché rischia di alimentare solo recidività e insicurezza. Si incentivano infatti tutte le misure alternative e si introduce la giustizia riparativa che coinvolge anche le vittime.