Tutti abbiamo la responsabilità di evitare di aiutare il virus a diffondersi

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Intervento a Radio Lombardia.

Bisogna invitare le categorie più a rischio e gli anziani a limitare gli spostamenti, come dicono oggi i medici di base, e soprattutto a limitare gli incontri e le frequentazioni o di trovarsi in luoghi dove può circolare il virus.
Dire di lasciare liberi i giovani perché non si ammalano o, se si ammalano, avviene in forme meno gravi è demagogico: si è dimostrato che i giovani hanno la stessa possibilità di ammalarsi degli altri. Inoltre, tutti, giovani o anziani, abbiamo la responsabilità di evitare di aiutare il virus a diffondersi, per cui dobbiamo sapere che ancora per qualche mese dovremo tenere dei comportamenti attenti e corretti, evitare gli assembramenti, tenere la mascherina, lavarsi le mani.
Credo che De Luca, in Campania, abbia fatto una scelta drastica: io penso che la scuola sia l’ultima cosa da chiudere, oltretutto sono luoghi in cui tutto è più controllato che altrove.

La sanità in Lombardia e le RSA

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Intervento in tv a 7Gold (video).

Ogni tanto bisogna ricordarsi che la Sanità è una competenza esclusiva delle Regioni. Non si può rivendicare l’autonomia quando le cose vanno bene e invece scaricare tutti gli oneri e tutte le responsabilità sullo Stato quando le cose vanno male.
Su questo dovremo discutere.
La vicenda delle RSA è molto grave.
Abbiamo presentato un’interrogazione, come parlamentari lombardi, sia alla Camera che al Senato, per capire cosa sta avvenendo.
I luoghi istituzionalizzati come le case di riposo sono stati veicoli di contagio in tutta Italia ma non come in Lombardia. In Lombardia si sono assunte delle decisioni francamente discutibili e su cui credo che sia utile fare un approfondimento per evitare che si facciano altri errori, come la circolare regionale che dava il mandato alle RSA di ospitare persone malate di coronavirus nella quarantena post-ospedaliera, o al fatto che non si sia provveduto a garantire gli strumenti di protezione necessari o alla vicenda dei mancati tamponi.

Coronavirus: i controlli, l'Europa e ripensare la Sanità lombarda

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Intervento in tv a 7Gold (video).

Penso che i numeri positivi degli ultimi due giorni per la Lombardia vadano confermati. Sono numeri che inducono ad un piccolo ottimismo anche perché vengono dopo un periodo congruo da quando sono state introdotte le misure di chiusura delle città, delle Regioni e dai provvedimenti presi dal Governo per chiudere di fatto una parte importante del Paese. C’è qualche risultato, quindi, e speriamo che si confermi.
È importante che questi risultati siano basati sui numeri dei ricoveri, sul numero dei ricoveri in terapia intensiva e sul numero dei morti perché questi sono i dati oggettivi purtroppo e, ad oggi, sono dati che indicano una frenata al trend di crescita del virus che sembrava inarrestabile.
Forse si vede la luce in fondo al tunnel, però, questo non deve spingere nessuno a pensare di rendere meno rigide le regole che ci siamo dati e che abbiamo reso ancora più rigide con l’ultimo provvedimento del Governo, con cui si è chiuso gran parte delle attività produttive che ancora erano aperte.