Un maggiore impulso verso l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti rinnovabili

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Articolo pubblicato da Abitare nei Quartieri.

La scelta della federazione russa di intervenire militarmente in Ucraina, violando i confini di quel Paese e le più elementari norme del Diritto internazionale è grave e ci spaventa.
E' giusta la condanna espressa dal nostro Governo e dalla comunità internazionale e sono giuste le iniziative intraprese per penalizzare la Russia e aiutare il popolo ucraino.
Dopo più di 80 anni ritornano a muoversi gli eserciti e a risentirsi le armi nel cuore dell'Europa. Oggi la comunità internazionale giustamente deve unirsi per ristabilire la Pace e difendere i diritti e le libertà del popolo ucraino.
Questa guerra ci riguarda direttamente per tante ragioni e avrà effetti economici molto significativi, prima di tutto sul fronte energetico.
Ancora una volta si sta ponendo, come in passato, il tema della dipendenza energetica del nostro Paese.
Questione che le conseguenze del conflitto rendono sempre più stringente di fronte all'aumento dei prezzi delle materie prime e alla riduzione delle forniture di gas da cui dipendiamo.

Valorizzare e incentivare l'affitto, sostenendo la proprietà

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Intervento alla Convention Nazionale di Confabitare.

Ringrazio Confabitare dell’opportunità e dell’invito perché credo che tutte le iniziative come questa - che mettono al centro un tema come quello della casa, importante per la vita di tante persone, e costringono anche la politica a misurarsi con questo problema - debbano essere valorizzate.
Viviamo in una fase storica dove ci sono stati e ci sono mutamenti molto importanti.
La pandemia ha cambiato e cambierà il modo di essere delle nostre città e il nostro modo di abitare le città.
Certamente lo Smart Working non scomparirà e molti degli uffici saranno ridimensionati; parti di città dovranno cambiare.
Quando parliamo della legge sulla rigenerazione urbana, a cui stiamo lavorando al Senato, parliamo anche di questo: bisogna sapere che le città devono mutare perché cambierà lo stile di vita e il modo di lavorare.
Inoltre, è cambiato comunque il mercato del lavoro e questo ha cambiato le abitudini: il vecchio modello per cui si comprava la casa vicino al posto di lavoro, dove si sapeva che si sarebbe stati per tutta la vita, è un modello che non c'è più.
Allora, forse, anche la risposta che si dava un tempo, quella dell’80% di famiglie che in nome di quel modello acquistano la casa non funziona più: bisogna ragionare su risposte diverse.
Noi dobbiamo sapere che c'è anche un altro grande tema che riguarda la difficoltà della stragrande maggioranza delle famiglie di lavoratori dipendenti con salari medi, di trovare sul mercato case in affitto e ancora di più case da acquistare, soprattutto nelle grandi aree urbane.

Inerzia di ALER e Regione Lombardia sono le cause del degrado in via Bolla

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Via Bolla, al di là dell’incendio dell’altra sera, è da tempo il simbolo dell’inerzia e della indifferenza di ALER e di Regione Lombardia di fronte a situazioni drammatiche di degrado in cui tanti cittadini sono costretti a vivere. Non è l’unica situazione, come giustamente ha ricordato Sala, anche la situazione di San Siro non è più tollerabile.
Basta andarci in quei posti, fare un giro, toccare con mano lo stato di abbandono in cui versano gli edifici per rendersi conto della situazione e poi degrado chiama degrado e alle crepe, alle infiltrazioni si aggiungono i vandalismi, le occupazioni abusive, la paura.
Volenti o nolenti ALER e Regione hanno la responsabilità di tutto ciò, perché è loro la gestione e sono loro quelle case, dire cose diverse è inaccettabile, cercare di scaricare su altri le responsabilità l’ennesimo modo per non affrontare i problemi.
Se invece Fontana pensa che il suo Ente stia facendo il proprio dovere ci spieghi perché dopo decine di anni non c’è un progetto di risanamento e di riqualificazione, perché nonostante i tanti soldi messi a disposizione dai Governi in questi anni tra finanziamenti e bonus vari non si sia previsto di spendere nulla in una realtà che è unanimemente riconosciuta come una situazione limite.

Diritti dell’abitare: per una società più giusta, sostenibile e inclusiva

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Intervento svolto alle Agorà Democratiche (audio dell'evento).

Durante la discussione mi pare che sia emersa tutta la complessità di un tema che non riusciremo ad esaurire oggi.
Sono molto convinto che ci sia un tema che riguarda certamente la necessità di mettere in campo risorse economiche pubbliche ma credo, però, che in questo momento ci sia soprattutto il tema di mettere in campo politiche pubbliche, decidendo quale indirizzo vogliamo dare ad esse.
Per capire questo abbiamo bisogno di guardare alla domanda.
Nel corso del dibattito sono state poste alcune questioni giuste, tra cui quella dei giovani, quella di tante famiglie di lavoratori dipendenti che fanno fatica a trovare casa nelle grandi città, aggiungo le problematiche degli studenti universitari fuori sede che difficilmente trovano alloggio.
È ormai saltato un modello, che era quello del lavoro legato al territorio, per cui le persone compravano la casa vicino al luogo di lavoro e stavano lì fino alla pensione.
Quel modello è saltato e oggi la risposta che è stata data negli anni precedenti - per cui l’80% delle famiglie ha una casa di proprietà e ci sono poche case in affitto, spesso destinate ai soggetti più deboli, quindi in edilizia residenziale pubblica - non risponde più alle nuove domande.
Credo, quindi, che dobbiamo dirci con grande chiarezza che il tema delle politiche pubbliche debba essere quello di mettere a disposizione case in affitto a canoni accessibili per le famiglie.