Audizione in Antimafia di Confesercenti

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Grazie al Presidente di Confesercenti Marco Venturi per i dati che ci ha fornito. Si tratta di dati importanti e preoccipanti. Valutando alcune inchieste, anche al Nord, è emerso che il tema della capacità della criminalità organizzata di penetrare nelle piccole e medie imprese utilizzando prevalentemente lo strumento dell’usura rispetto al racket, in una fase in cui la crisi ma soprattutto le banche hanno chiuso i cordoni della borsa, è diventato un fenomeno molto significativo in questi anni.
Partendo dal racket ma soprattutto partendo dall’usura, il lavoro della criminalità diventa poi quello di condizionare molto le imprese per rilevare gli esercizi commerciali e garantirsi una sorta di controllo del territorio e anche di pressione rispetto alle scelte che fanno le associazioni di via. Questo finisce per alimentare un ruolo delle organizzazioni criminali anche nella regolamentazione, oltre che nel presidio del territorio, acquisendo esercizi ma anche avendo un elemento di pressione rispetto alle scelte che vengono fatte sui territori e rispetto alle scelte dell’organizzazione del commercio.

Intervento in Antimafia durante l'audizione del Prefetto di Milano

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Vorrei dire due cose: la prima è che era prevista un’implementazione significativa del numero delle forze dell’ordine a disposizione sul territorio milanese in vista di Expo e vorrei capire se questo è un elemento che può aumentare anche le forze a disposizione della prefettura almeno per garantire gli accessi o per spostare risorse sugli accessi ai cantieri.
L’altra cosa è che continuo a pensare che ci sia un equivoco che è diventato materia di inchieste di stampa e vorrei un’opinione del Prefetto.
Quello che ho capito è che le modifiche previste dal terzo protocollo sono modifiche che attengono alla certificazione antimafia e ai controlli rispetto alle interdittive possibili delle aziende, quindi, non vi è alcun riferimento alle norme che definiscono l’assegnazione degli appalti.
Siccome è stato presentato come un protocollo che cambiava le regole sugli appalti e semplificava i controlli abbassandoli, credo che sia giusto chiarire che non è così.

Video dell'intervento»

Intervento in Commissione Antimafia durante l'audizione di Sala, DG di Expo

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Parto da un punto di vista che riguarda la Commissione Antimafia.
Continuo a pensare che vada sottolineato il fatto che, per Expo e per quanto riguarda gli appalti di Expo, ci sia stato un lavoro straordinario che prima non era mai stato fatto in Italia, rispetto alla costruzione dei controlli e dei protocolli. Questo lavoro è stato fatto con qualche ritardo ma con rigore e, oggi, se stiamo parlando comunque di 33 interdittive e 3 estromissioni è perché si sono messi in moto una serie di strumenti utili per impedire le infiltrazioni mafiose e, quindi, credo che dobbiamo dirci che è stato fatto un lavoro efficace.
Tra l’altro, le banche dati create in questa occasione resteranno utili per tutte le grandi opere. Lo dico, non perché ci sia bisogno di difendere qualcosa, ma perché vorrei porre una questione e vorrei provare a capire la situazione, anche grazie all’aiuto di Giuseppe Sala.
Penso che la necessità della velocità non giustifichi un abbassamento dei controlli rispetto a ciò che è stato fatto.
Sapendo che la prossima fase è una fase in cui arrivano gli altri Paesi con i prefabbricati, non c’è più alcuna movimentazione terra o altro all’interno dell’area, vorrei capire cosa significa allestimenti e eventi e se tutto si riduce lì.

Intervento in Antimafia durante l’Audizione del Magistrato Tribunale di Napoli, Del Balzo e del Magistrato del Tribunale di Bari, La Malfa

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Intanto ringrazio per le cose che ci avete raccontato e per le cose che fate e che ci confermano che c’è un problema della revisione della normativa su alcuni punti. Dopodiché non c’è solo un problema legato al fatto che probabilmente bisogna riformare l’Agenzia dei beni confiscati ma c’è anche un problema soggettivo di come è stata gestita l’Agenzia in questi anni e, su questo, credo che dovremmo produrre un atto della Commissione che riassuma le cose che abbiamo sentito e le valutazioni che abbiamo fatto sul modo in cui è stata gestita l’Agenzia dei beni confiscati e su come non sono state sfruttate le possibilità che l’Agenzia aveva. Oggi stiamo decidendo di modificare le norme per dare maggiori possibilità all’Agenzia e ai tribunali, ma ce n’erano già molte prima e non sono state sfruttate.
Pongo due questioni.