Nessuno in Commissione Antimafia conosceva i nomi nella lista degli impresentabili

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Confermo che né i membri dell’ufficio di presidenza, né i capigruppo e neanche nessuno, che io sappia, dei componenti della commissione Antimafia ha potuto leggere i nomi della lista prima che fossero annunciati alla stampa poiché, questa la motivazione addotta dalla presidente Bindi, si volevano evitare fughe di notizie. Avevamo detto dall’inizio di questa vicenda che attribuire all’Antimafia un ruolo di controllo delle liste prima del voto sarebbe stata una forzatura. La scelta di includere nella lista della commissione, a due giorni dal voto, la figura di un candidato presidente senza che vi fosse il tempo per approfondire le sue reali responsabilità, costituisce una forzatura ulteriore che rischia di condizionare indebitamente il risultato elettorale.

Lavoro dell'Antimafia è servito ed è un successo

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A Giarrusso del Movimento Cinque Stelle dico che la tesi secondo la quale il Pd sta lavorando per nascondere le vicende giudiziarie di De Luca è semplicemente ridicola. Da giorni, in questa campagna elettorale, si discute solo della Campania e della legge Severino. La verità è che probabilmente Giarrusso si aspettava di usare i risultati del lavoro della Commissione Antimafia come un'arma da utilizzare contro il Pd: capisco dunque la delusione, nel constatare che le liste del Pd sono pulite e composte secondo un codice etico più restrittivo di quello dell'antimafia.
Se Giarrusso partecipasse ogni tanto ai lavori della Commissione saprebbe che, sul fronte dell'analisi delle candidature, così come su molti altri aspetti, l'Antimafia ha compiuto un grande lavoro nella lotta alla criminalità organizzata. La battaglia contro la mafia non ha bisogno di grilli parlanti che la usano per fare propaganda elettorale, ma di serietà, di responsabilità e di atti concreti. Sono atti concreti le leggi che abbiamo approvato in questa legislatura, come la legge anticorruzione, quella sul voto di scambio e quella sull'autoriciclaggio, tutte normative approvate con il voto contrario del M5S.

Noi facciamo leggi contro la corruzione. M5S usa l'Antimafia per campagna elettorale

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Trovo sinceramente strumentale la polemica che i membri del M5S della commissione Antimafia stanno imbastendo nei confronti del Pd, dopo la riunione dell'Ufficio di presidenza della commissione. Nessun esponente del mio partito ha accusato qualcuno, tanto meno gli esponenti del M5S, di aver rivelato alcun nome. E' evidente però che la fuga continua di notizie mette in discussione la natura del lavoro svolto dalla commissione stessa e ne delegittima la funzione. Questo può essere denunciato? Aggiungo che è assolutamente falso che il Pd si sia opposto alla pubblicazione dei nomi e, come sa bene D'Uva, abbiamo ritenuto di rendere pubbliche le risultanze delle verifiche nelle regioni, mi riferisco a Puglia, Liguria, Umbria e Veneto, su cui si è chiusa l'inchiesta. A me sembra che la continua polemica che alimentano da giorni i parlamentari del M5S nasconda solo la delusione di chi sperava di poter usare la commissione Antimafia per propri fini elettorali contro il Pd. Ma ho l'impressione che dopo l'approvazione delle norme contro la corruzione e gli ecoreati, volute fortemente dal mio partito, al M5S siano rimasti ben pochi argomenti.

Antimafia e Pd fanno proprio dovere, M5s chiacchiere

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Ricordo al Movimento 5 Stelle che tutte le decisioni assunte dalla Commissione Antimafia sono state prese anche con il consenso dei suoi due rappresentanti nell'ufficio di presidenza. L'Antimafia, di fronte alla preoccupazione per la possibile presenza di 'impresentabili' nelle liste, ha fatto e sta facendo ciò che è nelle sue prerogative, cioè controllare se ci sono candidati che violano il codice di regolamentazione della stessa commissione perché rinviati a giudizio per i cosiddetti 'reati spia', che possono essere segnali di un'appartenenza mafiosa.
Chiedere all'Antimafia di fare controlli diversi significa solo fare vuota propaganda, come fa il Movimento 5 stelle. Ci sono reati anche gravi, come per esempio la violenza sessuale, che non rientra nelle competenze dell'Antimafia valutare. E' del tutto falsa l'idea che il Movimento 5 Stelle vuol accreditare e cioè di essere l'unico paladino della legalità. I fatti parlano chiaro: mentre i pentastellati chiacchierano, il Pd approva le leggi: da quella sulla corruzione a quella sugli ecoreati, da quella contro il voto scambio, a quella per l'introduzione dell'autoriciclaggio. Credo che la campagna elettorale non possa e non debba portare a screditare istituzioni che stanno lavorando bene, come la Commissione Antimafia. Non si può andare a caccia di qualche voto in più a spese di battaglie, come quella della lotta alla criminalità organizzata, che si conducono tutti insieme.