Relatore in 14 Commissione sulla legge per la cessione dell'ILVA

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Relatore ed estensore di un parere poi approvato per la 14° Commissione (Politiche dell'Unione Europea) sul disegno di legge n. 2195, di conversione del decreto-legge n. 191, recante disposizioni urgenti per la cessione a terzi dei complessi aziendali del Gruppo ILVA, già approvato dalla Camera dei deputati.
Il disegno di legge interviene sulla procedura di cessione dei beni aziendali delle imprese operanti nel settore dei servizi pubblici essenziali ovvero che gestiscono almeno uno stabilimento industriale di interesse strategico nazionale, ed in particolare sulla procedura di cessione dei complessi aziendali di ILVA S.p.a in amministrazione straordinaria.

Testo del parere approvato:

La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo,

considerato che:

- il comma 1 del decreto-legge interviene sulla procedura di cessione dei beni aziendali delle imprese operanti nel settore dei servizi pubblici essenziali ovvero che gestiscono almeno uno stabilimento industriale di interesse strategico nazionale, ed in particolare sulla procedura di cessione dei complessi aziendali di ILVA S.p.a in amministrazione straordinaria. A tal fine, il comma 2 fissa al 30 giugno 2016 il termine entro il quale i commissari del Gruppo ILVA debbono espletare le procedure per il trasferimento dei complessi aziendali;

- il comma 3 dispone altresì l’erogazione in favore dell’amministrazione straordinaria del Gruppo ILVA della somma di 300 milioni di euro (con la copertura finanziaria indicata nel comma 4 e le modalità di erogazione di cui al comma 5) che l’aggiudicatario dei beni aziendali provvederà a restituire allo Stato. Un’ulteriore disposizione di carattere finanziario riguarda il pagamento dei debiti prededucibili contratti nel corso dell’amministrazione straordinaria (comma 6);

- i commi da 6-bis a 6-septies recano disposizioni che autorizzano i commissari straordinari a contrarre finanziamenti statali per 800 milioni di euro, al fine esclusivo dell’attuazione e della realizzazione del piano delle misure e delle attività di natura ambientale e sanitaria; il comma 6-octies modifica i parametri per l’accesso alle misure di sostegno per l’accesso al credito per le imprese creditrici di ILVA di cui all’articolo 2-bis del decreto-legge n. 1 del 2015. Ulteriori disposizioni inserite dalla Camera dei deputati riguardano i lavoratori dello stabilimento ILVA di Genova Cornigliano (commi 6-novies e 6-decies), mentre il comma 6-undecies disciplina l’impiego delle somme eventualmente confiscate all’esito di procedimenti penali;

- viene, altresì, fissato al 30 giugno 2017 il termine ultimo per l’attuazione del Piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria (comma 7). Dopo una norma sui limiti entro cui verranno concesse le garanzie alle imprese (comma 7-bis) – introdotta dalla Camera dei deputati unitamente alla disciplina delle relazioni imposte all’aggiudicatario ed ai commissari del gruppo ILVA (commi 8-bis e 10-bis) – si interviene sulle procedure di modifica del Piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria (commi 8-9);

- infine, il comma 10 reca una clausola di salvaguardia secondo cui le procedure di cui al presente articolo si svolgono nel rispetto della normativa europea;

valutato che:
- in riferimento alla situazione dell’ILVA di Taranto, questa Commissione si è recentemente espressa sul disegno di legge n. 1733, sede in cui è stata richiamata la procedura di infrazione n. 2177/2013, a tutt’oggi rimasta invariata allo stadio del parere motivato;

- in detta procedura di infrazione è contestato all’Italia il mancato rispetto della normativa europea in materia di emissioni industriali e in materia di responsabilità ambientale;

- secondo il piano di azione per l’acciaio della Commissione europea (COM(2013) 407), il settore siderurgico può usufruire di varie categorie di aiuti di Stato che concorrono al raggiungimento degli obiettivi della strategia Europa 2020, tra cui gli aiuti a favore di ricerca, sviluppo e innovazione, aiuti alla formazione e all’occupazione e anche aiuti volti a promuovere la tutela dell’ambiente,

esprime, per quanto di competenza, parere favorevole, con la seguente osservazione:

l’erogazione di 300 milioni di euro disposta dall’articolo 1, comma 3, del decreto-legge in favore dell’amministrazione straordinaria dell’ILVA è qualificabile come misura transitoria, dovendo le somme essere restituite dal cessionario dei complessi aziendali, e come misura necessaria, essendo le suddette somme destinate alle esigenze di tutela dell’ambiente, della salute e dell’occupazione, nelle more del completamento della procedura di trasferimento.

Allo stesso modo, l’autorizzazione ai commissari straordinari a contrarre finanziamenti statali per 800 milioni di euro è disposta dal comma 6-bis al fine esclusivo dell’attuazione e della realizzazione del piano delle misure e delle attività di natura ambientale e sanitaria.

Gli interventi di messa in bonifica e sicurezza richiesti con la procedura di infrazione n. 2013/2177 sono quindi suscettibili di essere realizzati anche con le risorse dello Stato individuate dal presente decreto.

Dispone, infatti, l’articolo 6, paragrafo 3, della direttiva 2004/35/CE, in materia di danno ambientale, che se l’operatore non adotta per qualsiasi causa le misure di riparazione necessarie per "controllare, circoscrivere, eliminare o gestire in altro modo" il danno ambientale, "allo scopo di limitare o prevenire ulteriori danni ambientali e effetti nocivi per la salute umana", "l’autorità competente ha facoltà di adottare essa stessa tali misure, qualora non le rimangano altri mezzi".

Pertanto, pur essendo ogni definitiva valutazione rimessa alle determinazioni della Commissione europea, sotto il controllo della Corte di giustizia, la configurabilità delle risorse previste dal provvedimento in esame come aiuti di Stato non appare ragionevole, in quanto esse sono destinate non tanto a un salvataggio di un’impresa in crisi, ma espressamente al risanamento ambientale delle aree interessate.

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