Grave venire in Commissione Parlamentare Antimafia a denigrare l’azione dei magistrati

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Intervento in Commissione Antimafia durante l’audizione di Claudio Fava riguardante l'attentato a Giuseppe Antoci (video).

Innanzitutto vorrei correggere un’inesattezza che è stata detta: il PD non c’era quando è stata votata la Relazione dell’Antimafia in Regione Sicilia di cui stiamo discutendo.
La prima domanda che faccio c’entra con l’audizione di Claudio Fava che stiamo svolgendo.
Il Procuratore di Messina, De Lucia, nell’ultima audizione che abbiamo fatto in Commissione Parlamentare Antimafia ha detto una cosa importante su cui vorrei interloquire e vorrei un commento e una risposta dal Presidente Fava.
De Lucia ha detto con grande chiarezza che la Corte Costituzionale chiarisce i limiti entro cui può operare una Commissione di Inchiesta Regionale, perché la Costituzione attribuisce solo al Parlamento nazionale la possibilità di fare inchieste. Solo il Parlamento, quindi, ha l’esclusiva sulle inchieste.
Questo vuol dire che la Commissione Regionale può intervenire nello spazio esclusivo dei poteri regionali ma, secondo questa idea, si esclude che una Commissione di Inchiesta Regionale possa in qualunque modo sovrapporsi alle competenze dell’attività giudiziaria.
È evidente da quello che ci ha raccontato fino ad ora il Presidente Fava, invece, che non solo c’è una sovrapposizione ma adesso Claudio Fava, nella sua qualifica istituzionale, ha detto che ha dubbi sull’espressione di due Procure e di due GIP.
Questa non mi pare che sia una questione che ci si aspetta da una figura istituzionale.
Sulla vicenda che ha illustrato adesso il Presidente Fava si sono espressi per l’archiviazione recentissimamente la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina e ben due GIP, cioè due giudici terzi, direi non sospettabili di avere delle simpatie, antipatie o di essere in chissà quale strano meccanismo e si sono espressi tutti - poi i colleghi avranno modo di leggere gli atti – chiarendo e rispondendo ai dubbi e alle contestazioni che qui il Presidente Fava ha ripreso.
Ognuna delle contestazioni espresse da Fava trova una risposta nelle sentenze.
Parto dal Procuratore della Repubblica che, nel motivare l’archiviazione, dice in definitiva «la Commissione ha ravvisato ed esaltato talune circostanze, la stragrande maggioranza delle quali trova per altro una giustificazione ragionevole o comunque non appare unicamente indirizzata verso ipotesi sostenibili, miranti verso due soluzioni che appaiono aprioristiche se non preconcette: che non si sia trattato di un fatto di mafia; che si sia trattato di una messa in scena nella quale per altro, ma senza fornire sul punto alcun argomento, sarebbe stato all’oscuro Giuseppe Antoci. Né l’una né l’altra tesi sono supportate da elementi di novità significative».
Questo sostiene il Procuratore.
Invece, il Dottor Fiorentini, che è stato il primo GIP a esprimersi sulla vicenda, quando si è trattato di archiviare la situazione di alcuni indagati dice con grande chiarezza che «siamo di fronte ad un attentato mafioso studiato meticolosamente per uccidere» e che la motivazione c’era: «il movente c’era, era l’attività del Presidente Antoci per impedire che proseguisse l’utilizzo da parte delle mafie dei fondi europei».
Oggi il magistrato di sorveglianza che ha scritto l’ultima sentenza di archiviazione, parlando della delibera della Commissione Regionale Antimafia Siciliana, dice che «la conclusione raggiunta dalla Commissione, ossia che l’ipotesi dell’utilizzo dell’attentato mafioso sia la meno plausibile, appare preconcetta e comunque non supportata da alcun dato probatorio» e che «più esplicitamente, eventuali illazioni sul coinvolgimento dell’Antoci o degli uomini della sua scorta o ancora del Manganaro e del Granata appaiono pure elucubrazioni mentali non corroborate da alcun dato probatorio».
Qui siamo nella Commissione Parlamentare Antimafia, siamo nella sede di un’istituzione e vorrei che le istituzioni di fronte a tre sentenze assolutamente identiche, che vanno nella stessa direzione, prendesse atto. Bisogna tenere anche conto che, in questa vicenda, ci sono delle persone a cui andrebbe chiesto scusa: Antoci, i poliziotti che sono stati accusati di non aver fatto ciò che è stato dichiarato.
Su questo credo che bisognerebbe chiedere scusa perché, di fronte a tre sentenze, dobbiamo rispondere di questo.
C’è anche un tema di credibilità delle istituzioni e di chi combatte la mafia, perché se su questo noi lasciamo aperto un buco.
O si dice quello che vogliamo oppure non so quale disegno ci sia.
Questo non va bene.
È scritto molto chiaro in queste sentenze.
Sono stupito del fatto che il Presidente Fava venga in Commissione Parlamentare Antimafia e ci dica che ha ragione lui e bisogna ricominciare da capo.

Il Procuratore e il GIP rispondono punto per punto alle cose che sta dicendo Claudio Fava in Audizione in Commissione Parlamentare Antimafia. Fava sta negando cose che ci sono scritte nelle sentenze.
C’è scritto che il ROS per otto mesi ha indagato, intercettando anche le persone che risultavano essere offese e vittime. Non è vero, quindi, ciò che ci sta dicendo Fava. Non è vero!
Credo che venire in Commissione Parlamentare Antimafia a denigrare l’azione dei magistrati sia una cosa non degna di un Presidente di una Commissione Antimafia come quella siciliana.

Video dell'intervento»

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