Sulle carceri potevamo fare di più

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Sulla Giustizia condividiamo e abbiamo condiviso i provvedimenti contenuti nel decreto precedente, trasferito nel Decreto Cura Italia.
In una fase difficilissima come questa abbiamo garantito al meglio il funzionamento dei servizi essenziali e urgenti della Giustizia, tutelando gli operatori e non pregiudicando i diritti di alcuno.
Come il Ministro sa, avremmo voluto modificare ulteriormente le norme sulle carceri, per ridurre la sovrappopolazione e consentire anche in carcere quel distanziamento necessario per evitare la diffusione del virus.
Abbiamo un po' migliorato il testo, estendendo la possibilità di garantire la licenza fino al 30 giugno a tutti i detenuti che godono della semilibertà e migliorando il decreto sull'applicazione dei braccialetti.
Siccome però è una bugia dire che c'è il "liberi tutti", resta una nostra preoccupazione che la scelta degli arresti domiciliari con i braccialetti comporti che questi apparecchi siano insufficienti e che i tempi di attivazione siano troppo lunghi per ridurre il numero delle persone istituzionalizzate, come dovremmo fare, per salvaguardare meglio la salute dei detenuti, ma anche degli agenti e degli operatori.
Su questo nei prossimi giorni verificheremo se il provvedimento sulla detenzione domiciliare funzionerà e se saranno sufficienti i suoi effetti per mettere in sicurezza dal virus le carceri e, se non sarà così, chiederemo altri interventi, per assumerci fino in fondo un dovere e una responsabilità, che abbiamo tutti insieme: quella di garantire la salute anche dei cittadini reclusi.

Video dell'intervento»

Emendamenti approvati:

Art. 19

19.1000/163 (testo 2)

Mirabelli, Cirinnà, Valente, Rossomando

All'emendamento 19.1000, alla lettera dd) apportare le seguenti modificazioni:

a) al numero 3), capoverso 3-bis aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Nei procedimenti pendenti dinanzi alla Corte di cassazione e pervenuti alla cancelleria della Corte nel periodo dal 9 marzo 30 giugno. 2020 il decorso del termine di prescrizione è sospeso sino alla data dell'udienza fissata per la trattazione e, in ogni caso, non oltre il 31 dicembre 2020»;

b) al numero 6), sostituire il capoverso 12-ter con il seguente: «12-ter. A decorrere dall'entrata in vigore della legge di conversione e sino al 30 giugno 2020, per la decisione sui ricorsi proposti per la trattazione a norma degli articoli 127 e 614 del codice di procedura penale la Corte di cassazione procede in camera di consiglio senza l'intervento del procuratore generale e dei difensori delle altre parti, salvo che la parte ricorrente faccia richiesta di discussione orale. Entro il quindicesimo giorno precedente l'udienza, il procuratore generale formula le sue richieste con atto spedito alla cancelleria della Corte a mezzo di posta elettronica certificata. La cancelleria provvede immediatamente a inviare, con lo stesso mezzo, l'atto contenente le richieste ai difensori delle altre parti che, entro il quinto giorno antecedente l'udienza, possono presentare con atto scritto, inviato alla cancelleria della corte a mezzo posta elettronica certificata, le conclusioni. Alla deliberazione si procede anche con le modalità di cui al comma 12-quater; non si applica l'articolo 615, comma 3, del codice di procedura penale e il dispositivo è comunicato alle parti. La richiesta di discussione orale è formulata per iscritto dal difensore del ricorrente abilitato a norma dell'articolo 613 del codice di procedura penale entro il termine perentorio di venticinque giorni liberi prima dell'udienza e presentata, a mezzo di posta elettronica certificata, alla cancelleria. Le udienze fissate in data anteriore al venticinquesimo giorno successivo all'entrata in vigore della legge di conversione sono rinviate in modo da consentire il rispetto del termine previsto per la richiesta di discussione orale. Se la richiesta è formulata dal difensore dell'imputato, i termini di prescrizione e di custodia cautelare sono sospesi per il tempo in cui il procedimento è rinviato».


Art. 123

123.3 (testo 2)

Mirabelli, Cirinnà, Valente, Rossomando

Apportare le seguenti modificazioni:

a) dopo il comma 8, aggiungere il seguente:
«8-bis. Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 8 si applicano ai detenuti che maturano i presupposti per l’applicazione della misura entro il 30 giugno 2020»;

b) al comma 5 sostituire il secondo periodo con i seguenti: «L'esecuzione dei provvedimenti nei confronti dei condannati per i quali è necessario attivare gli strumenti di controllo indicati avviene progressivamente a partire dai detenuti che devono scontare la pena residua inferiore. Nel caso in cui la pena residua non superi di trenta giorni la pena per la quale è imposta l’applicazione delle procedure di controllo mediate mezzi elettronici o altri strumenti tecnici, questi non siano attivati».


Art. 124

124.1

Mirabelli, Cirinnà, Valente, Rossomando

Sostituire l'articolo, con il seguente:

«Art. 124. - (Licenze premio straordinarie per i detenuti in regime di semilibertà) - 1. In considerazione della situazione straordinaria di emergenza sanitaria derivante dalla diffusione dell'epidemia da COVID-19 e ferme le ulteriori disposizioni di cui all'articolo 52 della legge 26 luglio 1975 n. 354, al condannato ammesso al regime di semilibertà sono concesse licenze con durata fino al 30 giugno 2020, salvo che il magistrato di sorveglianza ravvisi gravi motivi ostativi alla concessione della misura».

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