Nessun voto in Commissione sul decreto sugli errori giudiziari

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E’ grave che un Presidente di Commissione come Ostellari si presti a giochetti politici e dica bugie.
La Commissione Giustizia del Senato non ha votato nessun ddl, essendo quello sulla giornata delle vittime di errori giudiziari in fase redigente e toccherà all'Aula votarlo.
La maggioranza ha solo chiesto di costruire un testo condiviso e di fronte alla indisponibilità del centrodestra, ha scelto di non votare il mandato al relatore.
Italia viva, avendo presentato un testo analogo a quello in discussione, ha ritenuto invece di votare il mandato al relatore.
Sono sicuro che quando il provvedimento andrà in aula, la maggioranza avrà una posizione unitaria su un testo meno strumentale di quello che il centrodestra ha presentato.
La volontà della Lega e di Forza Italia di fare propaganda su questo tema è dimostrata dal tentativo di raccontare una votazione che non c'è mai stata.

Competenza per i procedimenti riguardanti gli appartenenti alla polizia giudiziaria

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Relatore per il Senato del Disegno di Legge (A.S. 1560) - Introduzione dell'articolo 11-ter del codice di procedura penale in materia di competenza per i procedimenti riguardanti gli appartenenti alla polizia giudiziaria, assegnato alla Commissione Giustizia in sede redigente.

Il disegno di legge in titolo introduce nel codice di procedura penale l'articolo 11-ter al fine di disciplinare, in modo similare a quanto previsto per i magistrati, anche i procedimenti che riguardano reati addebitati ad appartenenti alla polizia giudiziaria. Finalità dell'intervento legislativo è quella di "assicurare maggiore imparzialità laddove emerga una lesione dell'interesse della corretta gestione dei poteri coercitivi e di investigazione".
Attualmente, infatti, il codice di procedura penale non impedisce che un agente o un ufficiale cui è contestato un fatto di reato venga indagato dal medesimo ufficio giudiziario dell'ambito territoriale presso cui il soggetto svolge le sue funzioni. Allo stesso modo non vi è alcuna norma organizzativa interna che precluda al Pubblico ministero di attribuire la conduzione delle indagini allo stesso corpo di polizia cui appartiene il soggetto indagato.

Solo il garante nazionale ha incontri riservati con detenuti al 41 bis

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In merito ad alcune notizie di agenzie apparse oggi preciso che l’emendamento presentato come Relatori all’art 2 del Dl 28 del 2020 in materia di giustizia serve a precisare che solo il garante nazionale può avere colloqui riservati con i detenuti al 41bis.
Dal testo dell’emendamento risulta molto chiaro che solo il garante nazionale 'accede senza limitazione alcuna all'interno delle sezioni speciali degli istituti incontrando detenuti ed internati sottoposti al regime speciale di cui al presente articolo e svolge con essi colloqui visivi riservati senza limiti di tempo, non sottoposti a controllo auditivo o a videoregistrazione e non computati ai fini della limitazione dei colloqui personali'.
I garanti regionali invece possono solo avere colloqui visivi esclusivamente videoregistrati con questi detenuti mentre i garanti comunali possono accedere esclusivamente in visita accompagnata negli istituti dove si trovano i detenuti al 41 bis, solo per verificare le condizioni di vita carceraria e non possono avere colloqui visivi.

Testo dell'emendamento:

A.S 1786
Emendamento

Art. 2

Mantenuto l'impegno con i detenuti della Nave di San Vittore

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Ieri in Commissione Giustizia del Senato abbiamo concluso il lavoro sui Decreti Giustizia.
Sono molto contento che sia stato approvato il mio emendamento che consente ai padri e alle madri detenute di poter telefonare tutti i giorni ai propri figli minorenni e a tutti di poter sentire quotidianamente i propri congiunti nel caso siano ricoverati in ospedale.
È una richiesta che ci avevano fatto i detenuti della “Nave” di San Vittore a Milano, che ci avevano voluto incontrare proprio per raccontarci questo problema. Quello della frustrazione di non poter augurare “buona scuola” ogni mattina ai figli e di dover aspettare tre o quattro giorni per poter avere notizie dei propri parenti che sono in ospedale.
Avevamo preso un impegno e grazie a quasi tutta la Commissione e al Governo, ma soprattutto ai volontari della Nave, che hanno organizzato quell’incontro, siamo riusciti a mantenerlo.
Si è fatta una bella cosa che dimostra che la politica può e deve rispondere anche ai bisogni degli ultimi, quelli che non hanno potere contrattuale, ma che meritano - anche chi ha sbagliato - di avere un’opportunità e di vivere in modo degno anche la detenzione, senza dover cancellare i propri affetti.