2ª Commissione - Giustizia

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La 2ª Commissione permanente del Senato ha competenza per i disegni di legge riguardanti le specifiche materie dell'ordinamento giudiziario, del personale e dei servizi del Ministero della giustizia, nonché per i disegni di legge riguardanti la materia civile e penale. Rientrano altresì specificamente nella sua competenza gli archivi notarili, gli ordini ed i collegi professionali, e infine le tematiche concernenti l'ordinamento e l'amministrazione penitenziaria. Nella cospicua attività consultiva pronuncia il suo parere, per lo più nella sede ristretta di un'apposita sottocommissione, sui disegni di legge che le sono assegnati dalla Presidenza del Senato - e che vengono in questo contesto valutati dal punto di vista strettamente tecnico - nonché su tutti i disegni di legge e gli emendamenti all'esame di altre Commissioni, che contengono disposizioni recanti sanzioni penali e amministrative.


13° Territorio, ambiente, beni ambientali

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La competenza della 13ª Commissione permanente del Senato comprende, oltre alla salvaguardia dell'ambiente in generale, le questioni relative alla difesa del suolo, all'urbanistica e all'edilizia, alla protezione del mare e delle coste, alla prevenzione degli eventi calamitosi ed alla ricostruzione delle zone danneggiate, nonché le materie dei parchi naturali e della caccia.
Nella competenza della 13a Commissione rientrano anche la materia della tutela e gestione del patrimonio boschivo e di quello faunistico, le materie della protezione civile e dell'inquinamento, nonché quella della realizzazione di alloggi da destinare a locazioni in favore di particolari categorie sociali e tutti i profili relativi all'impatto ambientale e paesaggistico delle opere e dei programmi pubblici.
Inoltre, la Commissione si interessa della materia delle cave e delle torbiere e condivide con la Commissione giustizia le competenze in tema di locazione, equo canone e sfratti.

La legge sui reati contro il patrimonio culturale sarà conclusa dopo l'estate

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E’ prevista dopo la pausa estiva la chiusura dei lavori sul disegno di legge riguardante i reati contro il patrimonio culturale.
Il provvedimento, approvato dalla Camera nell’ottobre 2018, è attualmente all’esame della Commissione Giustizia del Senato e sono il Relatore.
Il ciclo di audizioni è finito, mi auguro che questa settimana si possa fissare la scadenza per la presentazione degli emendamenti.
In Commissione Giustizia c’è anche il disegno di legge delega sulla riforma del processo civile, per cui mi sembra difficile terminare i lavori sui reati contro il patrimonio culturale prima della pausa estiva. Possiamo provarci, ma la vedo difficile.
Obiettivo del disegno di legge è dare coerenza al sistema sanzionatorio a tutela del patrimonio culturale e superare la divisione tra Codice penale e Codice dei beni culturali, prevedendo nuovi delitti a tutela del patrimonio culturale, innalzando, quando siano inadeguate, le pene esistenti e prevedendo aggravanti per i reati comuni commessi contro beni culturali.
Sono assolutamente d’accordo con il ministro Franceschini, è una legge necessaria per tutelare il nostro patrimonio.


La Lega finge di non capire: portiamo in Aula la Legge Zan e poi discutiamo

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Lega e Ostellari continuano a far finta di non capire.
Abbiamo, dopo mesi di ostruzionismo, dato sempre la disponibilità a confrontarci sul disegno di legge Zan chiedendo solo di fissare la data di chiusura della discussione per evitare che “il tavolo” diventasse solo un pretesto per allungare i tempi e affossare il provvedimento.
Ci è stato detto di no. Quindi, quando sarà calendarizzata l’aula potremo discutere con tutta la maggioranza e ascolteremo le proposte di tutti.


Vogliamo la legge Zan in Aula il 13 luglio

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La Lega e Forza Italia temo non facciano altro che provare a perdere ancora tempo, puntando a non approvare una legge contro l'omofobia.
Come Pd anche nella riunione di oggi abbiamo ribadito la necessità di avere tempi certi e quindi di arrivare in Aula con il disegno di legge Zan, come previsto, il 13 luglio.
Anche dalla discussione di oggi sono del resto emerse distanze siderali.
Dopo più di 8 mesi dall'approvazione del disegni di legge Zan alla Camera dei Depuati ad ampia maggioranza, la Lega si assume la responsabilità di impedire che il Parlamento, ancora una volta, anche in questa legislatura, non riesca ad approvare una legge di civiltà contro l'omofobia.
Il disegno di legge Zan è già frutto di una mediazione e va portato in Aula cosi come approvato dalla Camera dei Deputati.
Chi continua a proporre inesistenti mediazioni come la Lega in realtà cerca di impantanare il testo.
Deve essere chiaro che martedì si vota la calendarizzazione in Aula del disegno di legge Zan, non si può aspettare, non ci sono i tempi per farlo.


La Lega vuole solo perdere tempo, ora il disegno di legge Zan vada in Aula

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Ci siamo detti disponibili a verificare la possibilità di trovare convergenze sulla legge Zan a condizione che non fosse l’ennesimo tentativo di allungare i tempi per non arrivare a votarlo.
Per questo abbiamo chiesto di concludere entro la fine di giugno le audizioni e la discussione in Commissione.
Il Presidente Ostellari e la Lega si sono detti indisponibili, chiedendo di proseguire le audizioni per almeno due mesi.
A questo punto è ancora più evidente come la richiesta di un tavolo di confronto sia puramente strumentale: si vuole solo perdere tempo e affossare la legge approvata alla Camera.
A questo punto la richiesta di portare al più presto in aula il disegno di legge Zan diventa una strada obbligata.