2ª Commissione - Giustizia

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La 2ª Commissione permanente del Senato ha competenza per i disegni di legge riguardanti le specifiche materie dell'ordinamento giudiziario, del personale e dei servizi del Ministero della giustizia, nonché per i disegni di legge riguardanti la materia civile e penale. Rientrano altresì specificamente nella sua competenza gli archivi notarili, gli ordini ed i collegi professionali, e infine le tematiche concernenti l'ordinamento e l'amministrazione penitenziaria. Nella cospicua attività consultiva pronuncia il suo parere, per lo più nella sede ristretta di un'apposita sottocommissione, sui disegni di legge che le sono assegnati dalla Presidenza del Senato - e che vengono in questo contesto valutati dal punto di vista strettamente tecnico - nonché su tutti i disegni di legge e gli emendamenti all'esame di altre Commissioni, che contengono disposizioni recanti sanzioni penali e amministrative.

13° Territorio, ambiente, beni ambientali

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La competenza della 13ª Commissione permanente del Senato comprende, oltre alla salvaguardia dell'ambiente in generale, le questioni relative alla difesa del suolo, all'urbanistica e all'edilizia, alla protezione del mare e delle coste, alla prevenzione degli eventi calamitosi ed alla ricostruzione delle zone danneggiate, nonché le materie dei parchi naturali e della caccia.
Nella competenza della 13a Commissione rientrano anche la materia della tutela e gestione del patrimonio boschivo e di quello faunistico, le materie della protezione civile e dell'inquinamento, nonché quella della realizzazione di alloggi da destinare a locazioni in favore di particolari categorie sociali e tutti i profili relativi all'impatto ambientale e paesaggistico delle opere e dei programmi pubblici.
Inoltre, la Commissione si interessa della materia delle cave e delle torbiere e condivide con la Commissione giustizia le competenze in tema di locazione, equo canone e sfratti.

Grave che la Lega pensi di cambiare l'orientamento di una Commissione occupandola

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Alcuni senatori della Lega hanno fatto irruzione nell’Aula dove si riunisce la Commissione Giustizia del Senato e hanno occupato i banchi mentre erano in corso le votazioni, bloccando i lavori, in segno di protesta per il mancato sostegno ad un emendamento sull’utilizzo delle intercettazioni per le indagini sulla pedopornografia. In realtà, l'invasione dell'Aula della Commissione da parte della Lega è stato un atto pretestuoso. Alla Lega, infatti, interessa solo piantare una bandierina.
In Commissione abbiamo spiegato che sul merito non abbiano nessuna remora a intervenire in modo pesante sui reati di pedopornografia ma la cosa che sta dicendo il senatore Simone Pillon non sta né in cielo né in terra.
Lo abbiamo detto e ripetuto che il materiale relativo alle intercettazioni che riguardano il reato di pedopornografia viene immediatamente sequestrato, senza bisogno di alcun altro provvedimento.
L’uso del trojan per intercettare i reati di pedopornografia, infatti, è già previsto.
Se Pillon voleva sottolineare l'accento sulla tutela dei bambini, questione che sta a cuore anche a noi, abbiamo proposto di costruire un provvedimento ad hoc insieme alla maggioranza e al Governo e siamo a disposizione.

La Prescrizione e il tempo del Processo

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Intervento al Circolo PD Mecenate (video).

Da capogruppo in Commissione Giustizia al Senato mi sono trovato ad affrontare la discussione sulla riforma del processo penale e a partecipare a tutti i tavoli di coalizione sul tema ed ero l’unico non giurista o avvocato e questo, ovviamente, ha comportato anche delle difficoltà nella comprensione di alcuni argomenti. Tuttavia, penso che sia utile che si occupino di Giustizia anche persone che non siano viziate dall’appartenere ad una categoria di operatori della Giustizia stessa, che naturalmente guardano al proprio ambito specifico.
Personalmente, credo che, invece, sulla Giustizia abbiamo bisogno di fare riforme che guardino all’interesse generale, anche perché l’Italia è messa abbastanza male in questo campo.
Ci tengo a sottolineare che la prescrizione è un fallimento dello Stato.
Quando un processo va in prescrizione vuol dire che lo Stato non è stato in grado di garantire che si arrivi a sentenza né all’imputato (che può essere anche innocente e volerlo veder riconosciuto) né alle presunte vittime di reati.
Questa percezione c’è nelle persone.