Tre pensieri sulle Sardine

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Intervento a SkyTg24 (video).

Sulle Sardine penso che innanzitutto dovremmo evitare di dare etichette a questo movimento. Si fa fatica, infatti, ad etichettarle dentro i canoni degli schemi a cui siamo abituati della politica tradizionale.
Penso che loro abbiano un grande merito, che rivendicano citando le piazze piene, ed è quello di aver tolto di mezzo l’idea per cui Salvini e la Lega hanno campato per molto tempo e cioè che il popolo fosse rappresentato da loro. Salvini rappresenta una parte importante del Paese ma c’è un popolo che invece gli è contro per valori, idee e modalità.
Secondariamente, le Sardine chiedono alla politica delle cose e il messaggio che stanno dando è che si può fare politica in un altro modo e che i politici, invece che sventolare bandierine e, soprattutto, invece di alimentare campagne di rabbia e conflittualità, possono fare altro.
Inoltre, questo movimento dice che il nostro Paese nella realtà è bipolare e dovrà diventarlo anche nell’organizzazione della politica. È evidente, infatti, che questo è il tema centrale.

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In Senato si vota una Legge di Bilancio ampiamente discussa in Senato

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Intervento a SkyTg24 (video).

Il Governo si è formato a settembre e, quindi, i ritardi con cui si è presentata la Legge di Bilancio in Senato sono una conseguenza di questo.
Contrariamente a ciò che è avvenuto lo scorso anno, però, questa volta al Senato si è discusso, c’è stato anche il contributo delle opposizioni anche nella definizione delle norme e non soltanto nella discussione.
Il Governo è intervenuto in corso d’opera per modificare delle misure che evidentemente si dovevano aggiustare.
Oggi, quindi, votiamo con la fiducia un maxiemendamento che è stato ampiamente discusso in Senato.
Nella scorsa Legislatura, invece, alla Camera dei Deputati fu votata la fiducia senza poter presentare emendamenti mentre in Senato avevamo dovuto votare senza neanche poter leggere il testo che era arrivato e per quel motivo avevamo presentato un ricorso alla Corte Costituzionale che poi sentenziò che quella procedura era sbagliata.

Sulla questione Banche, la priorità è sempre tutelare i risparmiatori

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Intervento a SkyTg24 (video).

Il testo del provvedimento per salvare la Banca Popolare di Bari dobbiamo ancora vederlo.
Mi pare condivisibile e necessario l’obiettivo che ci siamo posti, cioè quello di tutelare i risparmiatori, che è poi ciò che abbiamo fatto anche con le altre banche in anni passati: abbiamo fatto interventi per garantire innanzitutto i conti correnti e garantire che la crisi delle banche non portasse al disastro, soprattutto per quello che riguardava i correntisti.
Si è poi aperto il capitolo sulle obbligazioni emesse, per valutare se le obbligazioni dovessero o non dovessero essere emesse, le forzature che si sono fatte per convincere le persone e tutte cose per cui ci sono ancora in corso i procedimenti giudiziari per chi ha avuto delle responsabilità.
Allo stesso modo, per la Banca Popolare di Bari bisognerà verificare le responsabilità.
Nella scorsa Legislatura ho fatto parte della Commissione di Inchiesta sule banche e lì si sono prodotte delle cose a cui bisognerebbe dare seguito, soprattutto dal punto di vista dei controlli e del funzionamento di Consob e di Bankitalia, e soprattutto rispetto alla tutela dei risparmiatori, dove ci sono diverse azioni da mettere in atto.
Se è vero che Bankitalia aveva bloccato la possibilità per la Banca Popolare di Bari di allargarsi e poi nel 2013, a situazione immutata, si è deciso ugualmente di consentire l’acquisizione di un’altra banca con l’intento di salvarle quella banca, è lo stesso schema che già sulle vicende delle banche venete aveva dimostrato di non funzionare e che quel meccanismo rischia di fare del male a tutto il sistema.
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Noi faremo la riforma del processo

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Intervento a Tagadà - La7 (video).

Noi stiamo ragionando sulla riforma del processo e faremo la riforma del processo penale. Stiamo discutendo su un testo e stiamo discutendo in particolare su un punto che riguarda il fatto che i processi devono avere una chiusura certa.
Salvini, pur di tenere in piedi la maggioranza giallo-verde, aveva concesso di far scattare il blocco della prescrizione dal 1 gennaio 2020 senza alcuna garanzia, mentre noi costruiremo delle garanzie.