La priorità è tutelare la salute

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Intervento a Radio Immagina (audio).

Il passaggio su Patrick Zaki al Festival di Sanremo mi pare importante perché è il segno che c’è un Paese intero che sta sostenendo la battaglia di Zaki, che sta condannando un’ingiustizia assolutamente intollerabile ed è una ragione in più, visto che tutto il Paese ha mostrato la sua sensibilità con questo fatto simbolico, per cui il Governo italiano debba insistere nel chiedere chiarezza su questa vicenda, trasparenza e che venga fatta giustizia davvero e cioè che sia rilasciato Zaki e gli si consenta di tornare in Italia a studiare.

La situazione della pandemia è preoccupante. Purtroppo chi troppo facilmente aveva dato per finito il virus e definitivamente in calo ha curva dei contagi ha avuto torto e ci ritroviamo con una ripresa della pandemia e con un virus molto più aggressivo e contagioso che rischia di riportare le terapie intensive dei nostri ospedali ai livelli di guardia.
Credo, quindi, che il DPCM sia giusto; conferma una linea e si muove in assoluta continuità con ciò che abbiamo fatto fino ad ora: invita a una grande prudenza, cerca di tenere grande contenimento, comporta misure giustamente restrittive. Giustamente si cerca di isolare con zone rosse i luoghi in cui c’è un maggior contagio e non si arretra sulle misure di contenimento. Penso che questa sia la strada giusta che dobbiamo continuare a perseguire anche a fronte di una minor attenzione e una minor tensione che si è registrata nell’opinione pubblica in queste ultime settimane. Non so se sia da cercare in questo la causa dell’aumento del contagio, però, sicuramente non ci sono stati solo singoli episodi ma in generale c’è stato un rilassamento e credo, quindi, che sia bene che il Governo dia un messaggio forte perché siamo ancora in emergenza, in una situazione preoccupante e dobbiamo continuare a fare sacrifici. Ciascuno deve fare la propria parte.
Penso che sarebbe opportuno che il Governo e il Presidente del Consiglio, dopo il DPCM di ieri, richiamassero in maniera autorevole il Paese e cittadini all’attenzione e a mantenere comportamenti congrui.
È vero che non ne possiamo più; il lockdown è stato lungo e non si vede l’ora che finisca, però, la politica ha il dovere di tutelare la salute dei cittadini e, quindi, ha il dovere di far prevalere questa priorità. Se, invece, la politica o una parte di essa pensa di cavalcare la voglia di riaperture, lasciando intendere a cittadini e operatori economici che è possibile riaprire, fa danni che rischiano di pesare molto sulla situazione del contagio e anche sull’economia. Deve, infatti, essere chiaro che se la pandemia riparte in maniera così grave e consistente, l’economia sarà la prima a risentirne. Ci vuole, quindi, molta prudenza e molta consapevolezza da parte di tutta la politica - cioè tutte le forze che sostengono il Governo ma non solo - che oggi la priorità è la salute dei cittadini e su questa vicenda non si può fare propaganda elettorale.

Penso che questo sia un Governo di necessità e che debba essere un Governo di tregua. È un Governo che deve servire al Paese per uscire dalla pandemia, gestire la fase vaccinale e impostare la ripresa con il Recovery Plan.
Quando inizieremo a discutere nel merito il Recovery Plan in Parlamento ci sarà modo per esplicitare le posizioni diverse delle forze politiche e poi bisognerà comunque arrivare ad una sintesi.

Faccio fatica a pensare che si possa attribuire a Renzi una responsabilità diretta della vicenda Kashoggi.
Non vorrei mischiare le cose. Credo che Renzi abbia delle grandissime responsabilità e abbia fatto un grave danno al Paese aprendo la crisi di Governo, facendoci perdere più di un mese in una discussione totalmente faziosa e inutile.
Distinguo però la vicenda dell’Arabia Saudita, per cui Renzi va criticato molto a prescindere dalla questione del Governo perché penso che si sia prestato a essere utilizzato da un potere che la CIA e qualche altro organismo individuano come il responsabile dell’omicidio di un giornalista e di pratiche delittuose e illiberali.
Credo che chi fa il parlamentare e rappresenta il Paese non debba poter avere introiti o ricevere soldi da Paesi stranieri e da Governi stranieri. Molti miei colleghi criticano anche il fatto che si possa continuare a svolgere un’attività lavorativa diversa da quella per cui siamo pagati come parlamentari e sono abbastanza d’accordo con loro. Sicuramente penso che per un rappresentante dello Stato sia da valutare attentamente il tema di non ricevere soldi da Paesi stranieri per evitare conflitti di interessi.

Rispetto alla vicenda interna al PD, non mi piace l’espressione “fuoco amico” perché la utilizzava Renzi per evitare di confrontarsi con chi non era d’accordo e con il dissenso.
Penso che, nel momento in cui tutti riteniamo che in questo Governo abbiamo bisogno di mostrare il ruolo, la funzione e la proposta politica del PD e di far vivere alcune proposte politiche del PD, tutti dovremmo occuparci di discutere di quali siano le nostre priorità e poi lavorare per farle vivere nell’attività politica sia sul territorio che in Parlamento.
Se invece dobbiamo occuparci esclusivamente di confrontarci con un dissenso che si esprime ogni giorno sui giornali e che francamente non definisce una proposta politica alternativa, credo si facciano danni al PD, non solo al suo gruppo dirigente ma a tutto il partito.

Penso che la svolta europeista di Salvini sia stata un po’ troppo rapida e un po’ troppo opportunista, nel momento in cui c’era da decidere se sostenere il Governo Draghi.
Mi pare evidente che prima di parlare di una svolta europeista da parte di Salvini e della Lega debba passare un po’ di tempo e ci debbano essere un po’ di riflessioni sulle cose che faremo e sul confronto che ci sarà anche nel Governo su diverse questioni. Una di queste questioni, ad esempio, è il Recovery Plan perché la posizione per cui “i prestiti è meglio non prenderli” è stata esplicitata anche nella discussione sulla fiducia al Governo Draghi da Salvini.
Dell’europeismo della Lega, dunque, non ci sono state ancora dimostrazioni.
Certamente non si può pensare di continuare a vedere un leader di un partito politico che fa parte del Governo che ogni giorno cerca di intestarsi le cose che il Governo fa e che lui pensa piacciano ai cittadini e contemporaneamente cerchi di scavalcare tutti i problemi che non trovano soluzioni o hanno soluzioni non popolari, come spesso è successo in questo anno. Abbiamo, infatti, dovuto imporre restrizioni, comportamenti e è evidente che non si può pensare di continuare a spiegare che bisogna aprire tutto e contemporaneamente criticare il Governo in cui ci si sta anche su queste questioni.
Credo che Salvini possa diventare un problema anche per il Presidente del Consiglio. Non credo, infatti, che sia utile che il capo della Lega appaia continuamente come quello che definisce le sorti del Governo. Innanzitutto questo non corrisponde al vero, inoltre è un’opera di propaganda che non ha nulla a che fare con una fase che si è aperta e che dovrebbe essere segnata dalla collaborazione tra i partiti in un Governo assolutamente di tregua. Il fatto che qualcuno continui a praticare la strada dell’agitare i problemi e fare una campagna elettorale permanente non va bene.
Siamo tutti nel Governo per pensare al Paese: non ci può essere qualcuno che, mentre tutti fanno sacrifici per il bene del Paese, fa campagna elettorale permanente, pensando al proprio tornaconto di parte.

Il processo di Messina sulla vicenda del Parco Nebrodi ha grande importanza. Va il merito agli investigatori, alla magistratura e a Giuseppe Antoci che, con il suo Protocollo, ha messo la magistratura e gli investigatori nelle condizioni di colpire la mafia dei pascoli, che ha lucrato sui fondi europei ma anche sulla vita di tante persone e ha soggiogato un intero territorio per alcuni decenni.
Questo processo è già un colpo durissimo alla mafia dei Nebrodi e a un sistema mafioso che non solo lucrava sui fondi europei ma controllava e governava un territorio.
Antoci ha rischiato la vita per combattere questo sistema.
Il tema oggi è che si è dato un colpo alle mafie ed è l’ennesimo messaggio che lo Stato alla fine riesce a riappropriarsi dei territori e a ricostruire una situazione in cui i diritti e le libertà dei cittadini, che vengono soggiogati dalle mafie, ritornano ad essere in vita.

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