Abbiamo fatto la scelta di mettere davanti a tutto la tutela della salute

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Intervento in Tv a La7 (video).

Le società occidentali si stanno trovando ad affrontare un’emergenza sanitaria senza precedenti, che sta mettendo a dura prova le società e, oggettivamente, sta facendo soffrire molte persone.
Ormai è da mesi che chiediamo alle persone di fare sforzi e sacrifici e gli italiani fino ad ora hanno reagito anche fidandosi delle istituzioni.
Capisco la stanchezza.
Solo ora, con il vaccino, si ha una prospettiva di uscita dal tunnel.
Penso, però, che nessun Governo abbia trovato la ricetta giusta per affrontare la pandemia.
Noi abbiamo fatto la scelta di mettere davanti a tutto la tutela della salute e credo che sia una scelta giusta. Le chiusure, il lockdown nella prima fase e ora la scelta di valutare le misure sulla base dei diversi rilievi epidemiologici e dei diversi dati sono frutto di questa idea.
Mettere in sicurezza le persone è condizione anche per far riprendere l’economia.
C’è bisogno di dare credibilità alle istituzioni se vogliamo che i cittadini abbiano fiducia e la ripartenza sia più rapida ed è quello che stiamo provando a fare, in un clima in cui, purtroppo, non aiutano le minacce di crisi - in una fase come questa - o il riattivarsi del teatrino della politica.
Io sono ottimista e vedo che in questi giorni sta prevalendo quello che noi chiediamo da tempo, cioè la scelta di affrontare i temi, a partire da quelli del Recovery Fund, prendendo decisioni in tempi rapidi, perché questo è ciò di cui abbiamo bisogno.
Un’altra questione che viene posta e che condivido e che è il grande tema vero che si nasconde sotto la discussione su task force o altro, è il fatto che avremo 209 miliardi, di cui 80 a fondo perduto, da spendere da qui al 2026. Si tratta di una straordinaria opportunità ma in questo momento non siamo in grado di pensare che la nostra macchina amministrativa, se non la si cambia e non le si mette mano, possa mettere a terra i progetti che verranno finanziati con quei soldi.

Credo che la crisi precedente abbia allargato le differenze e la pandemia sta creando davvero diseguaglianze inaccettabili.
Quando parlavo del teatrino della politica non volevo ridurre il dibattito ma dico solo che di fronte a queste situazioni, la politica deve occuparsi di provare a dare soluzioni a questi problemi, non parlare di rimpasti, crisi di Governo, minacce o altro.
Dopo la pandemia non si potrà ripartire come prima. Il Recovery Fund può essere una straordinaria occasione per cambiare ciò che nel Paese non funziona e non ha mai funzionato.
Credo, però, che il ruolo della politica non sia sottoscrivere le questioni che vengono poste in maniera problematica ma sia il cercare di dare soluzioni ed è quello che abbiamo provato a fare. Abbiamo fatto molti Decreti Ristori perché abbiamo pensato che fosse utile non far mancare a nessuno un sostegno al reddito, soprattutto nel momento in cui abbiamo chiesto a molti imprenditori di chiudere e di fermare le attività. È evidente, però, che questa non potrà essere la prospettiva. Così come la prospettiva non può essere il pensare di affrontare il problema delle diseguaglianze confidando nello straordinario lavoro delle associazioni o dando ai Comuni 400 milioni per i buoni spesa per le famiglie indigenti, ma neanche il reddito di emergenza. È evidente che dobbiamo costruire una prospettiva diversa per il Paese.
È evidente che dovremo affrontare bene la questione dello sblocco dei licenziamenti ma penso che fino ad ora non si potesse fare altro. Credo che pensare di consentire licenziamenti e, quindi, accumulare emergenza sociale ad altre emergenze sarebbe stato sbagliato. Ora, invece, bisogna creare le condizioni affinché a marzo ci siano molte persone che possano trovare lavoro e nella Legge di Bilancio ci sono incentivi per tre anni per chi assume a tempo indeterminato giovani e donne e molte altre norme.
Penso che molte questioni le stiamo affrontando, a partire dalla digitalizzazione prevista dal Decreto Semplificazioni che produrrà un rapporto diverso tra Pubblica Amministrazione e cittadini.
È evidente che abbiamo una macchina che fa fatica a funzionare ed è anche per questo che bisogna mettere in campo una struttura dedicata per governare il Recovery Fund.

Video dell’intervento»  

Quando parlavo di teatrino della politica, mi riferivo al rincorrersi delle dichiarazioni e al fatto che forse, in questo momento così delicato per il Paese, sarebbe bene evitare la campagna elettorale permanente e il pensare al consenso di parte.
Per il resto, penso che in maggioranza abbiamo fatto un passo avanti perché si sta cominciando a discutere del merito delle questioni.
Alla fine di questa vicenda, spero che non ci saranno vinti e vincitori ma sono abbastanza convinto che ci sarà un programma di questa coalizione che definirà le priorità sulla base di una sintesi tra le diverse posizioni.
Questo si farà anche sul Recovery Plan.
Ovviamente, se 9 miliardi per la Sanità non basteranno, si attiveranno nuovi strumenti o si dovranno stanziare altre risorse.

Video dell’intervento»


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