Coniugare al tutela della salute con quella del sistema produttivo

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Intervento a SkyTg24.

Credo che si siano fatte generalmente alcune scelte di priorità, cercando di conciliare la tutela della salute dei cittadini - che è assolutamente la priorità e, quindi, si è cercato di mettere in campo provvedimenti per bloccare lo sviluppo della pandemia che sta affliggendo tutto il nostro Continente e tutti i grandi Paesi e su cui, purtroppo, in assenza di vaccini non sono state trovare da nessuno soluzioni più efficaci di quelle che abbiamo messo in campo noi - con le esigenze economiche.
Oggi, infatti, il tema è quello di come riuscire a coniugare la tutela della salute con il garantire il diritto alla scuola per i bambini e per i ragazzi del Paese e, parzialmente, stiamo riuscendo a farlo in tutte le Regioni e poi con la tutela del sistema produttivo. È chiaro, però, che ci sono settori economici che sono stati e saranno ancora penalizzati, come quelli che richiamano assembramenti, che si occupano del tempo libero come bar e ristoranti o cinema e teatri. Questi settori economici, nel momento in cui dovessero essere nuovamente penalizzati, andranno ristorati, come già abbiamo fatto in questi mesi e come è stato fatto per tutti durante il lockdown.

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Mi pare evidente che, prima di ipotizzare qualunque misura successiva, soprattutto a Milano e in Lombardia, bisogna verificare l’effetto dei provvedimenti che sono stati assunti.
Non ho dubbi sul fatto che, se l’ospedale in Fiera dovesse servire (e spero che non serva), sarà stato opportuno investire su quella struttura. Le polemiche ci sono state sulla mancata trasparenza oltre che sul dubbio dell’utilità.
A Milano e in Lombardia, però, il tema resta che anche quando si ipotizza la zona rossa non si capisce di cosa si parli perché il dato certo è che l’ATS di Milano dice di non esser in grado di tracciare in alcun modo i contagi e, quindi, non è in grado di capire dove sono e come si evolvono. Questo è un problema molto serio.
Come ha detto anche il sindaco, dall’inizio della seconda fase, il dato che risaltava all’occhio era che non si sapesse dove si infettavano le persone che venivano trovate positive.
Condivido la necessità che la politica si assuma delle responsabilità comuni, però, in Lombardia si parla solo di terapie intensive senza aver recuperato su un punto che è stato, invece, fondamentale nella crisi di marzo, cioè l’assenza di una sanità territoriale.
Il Governo ha finanziato le USCA, unità sul territorio, ma in Lombardia se ne sarebbero dovute fare 67 e invece ne sono state fatte solo 7.
La sanità territoriale è quella che consente di stare vicina ai cittadini, soprattutto quelli malati a casa, e evita decorsi drammatici, come è stato fatto in altre Regioni, e continua ad essere un tema che non possiamo rinunciare ad affrontare.

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Credo che verrà prorogato il divieto di licenziare almeno fino alla fine dello stato di emergenza, però, selezionando. Ci sono aziende che stanno lavorando, che sono in difficoltà e beneficiano di ammortizzatori sociali e credo che per loro sia giusto mantenere anche il divieto di licenziamento.
Il tema è complesso e non possiamo affrontarlo con un atteggiamento emergenzialista: non tutti i settori sono uguali e non tutte le aziende stanno subendo la crisi nello stesso modo. I dati sulla produzione indicano che in questi mesi c’erano settori che si stavano anche riprendendo.
Non si possono più pensare, quindi, provvedimenti indifferenziati: occorre garantire tutti, nessuno deve essere lasciato solo, né le imprese né tanto meno i lavoratori ma dobbiamo uscire dalla logica dei provvedimenti indifferenziati perché oggettivamente ci sono differenze significative tra i settori rispetto a come la crisi ha inciso su di loro.

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Penso che Trump abbia vinto le scorse elezioni americane agitando i problemi, speculando sulle paure e suscitando le paure. Sono passati quattro anni e in questi anni trovo che ci siano state poche cose positive prodotte da Trump per l’America e per il mondo. Tutti i trattati internazionali legati all’ambiente o alla lotta ai cambiamenti climatici sono stati o stracciati o interrotti o comunque contrastati da Trump. Trump ha stracciato anche l’accordo sul nucleare con l’Iran, che per l’Europa era stato un grande risultato. Sul fronte interno, le tensioni sociali e razziali che si sono riaperte in questi anni non c’erano più da molto tempo.
Credo, poi, che il culmine di questa vicenda sia stata la gestione e, soprattutto, la negazione della pandemia e credo che tutto questo dimostri che chi agiti e voglia suscitare paure, quando prende il potere rischia di materializzare situazioni ben peggiori di quelle su cui si è costruito il consenso.

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