Serve il massimo di responsabilità per convivere con il virus

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Intervento in Tv a 7Gold.

Oggi sappiamo cosa si deve fare per convivere con il virus. I dati post estivi, come si prevedeva, sono preoccupanti. Ora si sono aperte le scuole, durante l'estate si è allentata l'attenzione di molti di noi. Abbiamo anche deciso di aumentare in maniera significativa gli screening della popolazione, quindi sono aumentati i tamponi. I dati dicono che non siamo in una situazione drammatica; non siamo ancora nella situazione in cui sono tutti gli altri Paesi europei e occidentali perché gli Stati Uniti sono messi molto peggio di noi. Il tema è riuscire a mantenere questa situazione cercando di non dover far fronte di nuovo, come sta succedendo in Francia e in Spagna, a lockdown e misure che sarebbero drammatiche per interi settori della nostra economia. Le nuove misure, quindi, servono anche a dare un messaggio: serve il massimo di responsabilità e se i comportamenti indicati dagli scienziati e dal Governo saranno rispettati, saremo nelle condizioni di mantenere una vita normale con alcuni accorgimenti.

Il Governo e le Regioni in questi mesi hanno lavorato per fare in modo che il sistema delle terapie intensive fosse nelle condizioni di reggere anche a una nuova emergenza. Siamo molto distanti dai limiti di saturazione e dalle situazioni che si erano verificate a febbraio e marzo. Se manteniamo comportamenti responsabili e si rispettano i protocolli, credo che si possa guardare con più ottimismo ai prossimi mesi che, comunque, saranno difficili perché aumenta il freddo e aumenteranno anche le influenze. Qui si inserisce anche il tema dei vaccini su cui alcune Regioni, tra cui la Lombardia, non sono ancora pronte per garantire le dosi almeno per i cittadini che hanno bisogno, cioè le categorie a rischio.
Stiamo anche cercando di fronteggiare gli aspetti economici. Ci sono alcuni settori che sono in forte sofferenza e che in questa fase hanno subito ripercussioni importanti. Abbiamo, quindi, cercato di garantire ammortizzatori sociali per tutti, anche per lavoratori che non li hanno mai avuti.

Oggi il problema è che, contrariamente alla prima fase, il virus si è diffuso in tutto il Paese. In questo momento non ci sono urgenze o problemi rispetto alla ricettività degli ospedali e alle terapie intensive. Non in tutte le Regioni il sistema sanitario funziona allo stesso modo.
Il Governo ha cercato di rimediare ai disastri economici che ha prodotto il virus e di attrezzarsi per la seconda ondata.
Mi domando, invece, cosa sta facendo Regione Lombardia per prenotare i vaccini, ad esempio.
In questa Regione ci sono sempre questioni che non si capiscono, come la vicenda dei vaccini comprati e pagati di più che ora si scopre che non erano testati e, quindi, non sono utilizzabili. Questa è un'altra vicenda su cui bisognerà far luce.
In questo momento Regione Lombardia non sta dimostrando grande trasparenza.
I paragoni con le altre Regioni si fanno fin dall'inizio della pandemia. Lombardia e Veneto sono state le due Regioni più colpite dal virus e l'approccio alla cura è stato molto diverso e si è visto nei risultati e nei dati della mortalità. Il Veneto, che ha una forte rete di assistenza territoriale, sicuramente ha avuto una mortalità molto inferiore rispetto a quella che si è verificata in Lombardia, sia rispetto ai contagiati che alla popolazione. Bisogna guardare ai dati, quindi, e imparare dagli altri per capire cosa si è sbagliato e correggere.


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