Il lavoro e l'economia

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Intervento in tv a 7Gold (video).

Credo che Landini abbia ragione a dire che la questione principale è il lavoro.
È evidente che la pandemia, il lungo lockdown e la diminuzione dei consumi rischino di portare a perdite consistenti di posti di lavoro.
Un primo intervento il Governo lo ha fatto e deve continuare a farlo, cioè garantire ammortizzatori sociali a chi perde il lavoro, però non ci si può accontentare, occorre mettere in campo misure significative per rilanciare l’economia e per garantire alle imprese la possibilità di riprendersi e di lavorare.
Abbiamo già fatto alcune cose importanti. Una di queste è stato il taglio del cuneo fiscale sul lavoro che significa che i lavoratori dipendenti, da questo mese, avranno più soldi in busta paga (100 euro che messi sui consumi possono garantire una ripresa del mercato).
Inoltre, nel Decreto Rilancio c’è un provvedimento esemplare che è il superbonus del 110% per chi effettua interventi di efficientamento energetico o di sicurezza della propria casa. Questa è una misura straordinaria per far ripartire il settore dell’edilizia, che vuol dire non solo tutelare i lavoratori di quel settore ma anche aumentare le richieste di lavoro per quel settore.
L’altro grande versante su cui si sta facendo interventi è il turismo, che rappresenta il 13% dell’economia del Paese, dando un contributo statale per far ripartire l’economia e pare che il bonus vacanze stia funzionando bene.

Il paragone tra il PD e il Partito Comunista è molto difficile da fare: stiamo vivendo un altro mondo, un’altra fase storica, un diverso mercato del lavoro. Nel mondo il peso della manifattura, i cambiamenti tecnologici, la robotizzazione hanno portato alla necessità di meno lavoro per fare gli stessi prodotti e questo ha creato un problema evidente e ha cambiato la struttura del mondo del lavoro. Non è paragonabile quello che erano le grandi fabbriche e il lavoro dipendente in quegli anni e quello che è oggi.
Se c’è una lezione che abbiamo imparato dal risultato della ultime elezioni politiche è che abbiamo bisogno di dare più concretezza all’impegno per i più deboli e per difendere il lavoro e stiamo cercando di farlo. In questi mesi difficili lo abbiamo fatto mettendo molti soldi per garantire a tante persone in difficoltà la possibilità di avere un sostentamento e andiamo avanti in quella direzione.
La cifra del nostro impegno e di questo Governo rispetto al lavoro è proprio il taglio delle tasse ai lavoratori dipendenti e vuol dire il riconoscimento della necessità di sostenere quei redditi, di garantire quella fascia di popolazione che sicuramente è stata quella più colpita dalla crisi del 2008 e che anche ora rischia di essere colpita maggiormente da questa nuova crisi.

È evidente che durante l’emergenza abbiamo dovuto generalizzare complessivamente i destinatari degli interventi di aiuto. Adesso, invece, sicuramente verranno individuati i settori che sono stati maggiormente compliti dalla crisi e si focalizzeranno gli aiuti su quelli e, in particolare, sulle imprese che stanno subendo particolari conseguenze.

Nessuno può aspettare a cuor leggero l’autunno. Sarà sicuramente un periodo difficile perché il prodotto interno lordo è calato e credo che le persone prima di ricominciare a fare acquisti importanti, come l’automobile, ci metteranno un po’ di tempo e, quindi, sicuramente ci saranno conseguenze sul lavoro.
Bisogna intervenire. Credo che il sindacato collaborerà e aiuterà le istituzioni.
Sono più preoccupato, invece, di chi già adesso sta agitando i problemi e soffiando sulla rabbia dei cittadini anziché cercare di prevenirli e aiutare a risolverli.
Credo che la politica debba fare uno sforzo: non lasciare da sole le persone più deboli e cercare di diffondere un po’ più di fiducia, non continuare invece a dire che andrà tutto male.

Rispetto alla questione del bonus per il monopattino, la scelta di incentivare l’utilizzo di mezzi di trasporto come il monopattino o le biciclette (che sono prodotte in prevalenza in Italia) e mezzi a basso impatto ambientale è una scelta di coerenza e che cerca di prevenire ciò che può succedere, cioè che la difficoltà di utilizzare i mezzi pubblici rischi di comportare la scelta di prendere la macchina, con tutto quello che ne conseguirebbe dal punto di vista del traffico e dell’inquinamento. C’è, quindi, un incentivo all’utilizzo di quegli strumenti che è giusto e utile.
Tra gli incentivi ci sono anche per quelli per l’utilizzo e l’infrastrutturazione dell’auto elettrica e anche questo si sta cominciando a produrre in Italia.

Sulla questione Autostrade c’è una trattativa in corso. Il Governo ritiene insufficiente la proposta fatta da ASPI.
L’interesse, noi lo stiamo dicendo dall’inizio di questa vicenda, non è punire alcuni o altri e non è una disputa ideologica ma bisogna trovare la soluzione migliore che tuteli l’interesse pubblico.
C’è un tema che riguarda il ruolo che non è stato positivo che ha svolto la maggioranza della società Autostrade e che va in qualche modo verificato e probabilmente chiedere un cambio di assetti, comunque, anche in caso non dovesse esserci la revoca, è assolutamente ovvio.
Il problema non è solo il crollo del Ponte Morandi, c’è anche quello che sta succedendo adesso sulle strade liguri: è evidente che la manutenzione che doveva essere fatta e garantita non è stata fatta.

Video dell'intervento»  

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