L'avvio della Fase 2

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Intervento a Espansione Tv (video dell'intervista).

Milano si è preparata al meglio per la ripartenza e tutto sta funzionando.
Mi pare che la prima ora di punta del mattino si sia superata brillantemente e probabilmente conta anche il fatto che molte aziende hanno ascoltato l’appello a proseguire con lo smart working dove era possibile e lo stesso Comune di Milano, così come gran parte delle Istituzioni, ha mantenuto questa modalità.
Si riapre, quindi, gradualmente e mi pare che il primo impatto sia positivo e sostenibile.

Io non penso che questo sia il momento dei distinguo. Non penso che sia il momento di riprendere una brutta tradizione della politica italiana che è quella di distinguersi per apparire o pensando di strappare qualche consenso in più.
È evidente che abbiamo tutti chiaro che prima si riapre e meglio è per l’economia ma dovremmo anche avere tutti chiaro il fatto che questo non può andare a detrimento di quelle cautele che bisogna mantenere, in presenza di un virus che è ancora in circolazione, per cui ancora non c’è un vaccino e non si è trovata una cura.
Bisogna sapere che non si può riaprire più velocemente di così.
E bisogna sapere che eccessi di imprudenza potrebbero comportare una ripartenza della pandemia che costringerebbe a richiudere tutto di nuovo e, sicuramente, questo sarebbe un danno ulteriore alla nostra economia molto più significativo rispetto alle precauzioni.

Siamo, comunque, di fronte ad un quadro definito per cui nei prossimi giorni si valuteranno le situazioni in ogni realtà e, sulla base dell’andamento dei contagi, si potrà assumere misure differenti da Regione a Regione rispetto alle aperture.
Mi pare, quindi, che si stia facendo una cosa razionale: adesso si comincia a riaprire con un primo step valido per tutti e poi, in base all’evoluzione della pandemia, dove è possibile si faranno ulteriori passi avanti verso le riaperture.
Spero che si possa riaprire tutto al più presto possibile, però i rischi sono tanti e abbiamo anche bisogno di un po’ di tempo per adeguare il funzionamento delle città, dei trasporti pubblici e della vita sociale alle prudenze e ai dispositivi di protezione che devono garantire il distanziamento fisico.
Per fare ciò che si sta facendo a Milano, come ad esempio allargare i marciapiedi e ridisegnare la mobilità, serve tempo; così come richiederà tempo l’adeguamento dei ristoranti e dei bar per consentire di nuovo un funzionamento a pieno regime ma con spazi che possono essere usati in maniera molto diversa.

Video dell’intervento»  

La richiesta di danni alla Cina da parte di Fontana penso che sia folclore e penso che il Presidente della Lombardia stia cercando di parlare di tutto tranne che di quello che è successo nella nostra Regione.
Penso che il Presidente Fontana debba spiegare innanzitutto cosa non ha funzionato, non per fustigare qualcuno ma per evitare che risucceda.
Bisogna spiegare perché la Lombardia è il territorio in cui il rapporto tra mortalità e contagiati è il più alto non solo d’Italia ma anche del mondo.
Qualcosa, evidentemente, non ha funzionato nell’assistenza e nella cura.
Non stiamo mettendo in discussione il fatto che si è sviluppata una pandemia, così come è avvenuto in tutto il mondo, ma stiamo mettendo in discussione il fatto che questa pandemia qui ha creato una percentuale di morti più alta che da altre parti e, quindi, bisogna capire perché è successo e dare una risposta.

Video dell’intervento»  

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