Gli sforzi per sostenere la ripresa

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Intervento a SkyTg24 (video).

Quello che succederà dipenderà anche da quello che riusciremo a fare e che il Governo sta cercando di fare in queste settimane.
Bisogna fare in modo che il sistema produttivo del nostro Paese possa riprendere e che le nostre aziende riescano ad essere messe nella condizione di ripartire.
Questo è il senso delle misure che sono state prese a garanzia dei crediti delle imprese.
Le misure oggi ci sono mentre il sistema bancario sta mettendoci troppo tempo ad adeguarsi per liquidare quei finanziamenti e quei mutui che lo Stato ha scelto di garantire con il Decreto Cura Italia e con quelli successivi.
Il Governo, comunque, sta aiutando e garantendo le imprese che esportano mettendo liquidità.
Credo che questo sia il modo giusto di lavorare: dobbiamo ricreare le condizioni affinché le aziende ripartano presto, soprattutto quelle che esportano e che hanno più mercato.
Ci sono settori su cui occorrerà intervenire in maniera significativa perché sono quelli che stanno soffrendo di più e che soffriranno di più anche nei prossimi mesi per questa crisi, come il turismo, la cultura e i settori che, venendo meno la possibilità di avere distanze fisiche come quelle che impone la lotta al coronavirus, subiranno serie conseguenze. Su questo bisognerà investire sia risorse economiche che in termini di idee.
Ieri in Senato abbiamo votato il DEF, che è un provvedimento importante: i 55 miliardi previsti che andranno a definire la futura manovra economica saranno utilizzati di nuovo per garantire i redditi a chi li sta perdendo o li ha persi in questi mesi perché non si è potuto lavorare ma ci sono anche soldi che dovranno andare a rafforzare le imprese e la possibilità per le imprese di riprendersi, anche a fondo perduto.

Qualche giorno fa, De Rita spiegava bene in un’intervista che bisogna riprodurre quel sistema che, nel Dopo-Guerra, ha consentito all’Italia di rinascere, di crescere e di diventare la quinta potenza industriale del mondo. Ci deve essere una forte capacità da parte dello Stato di sostenere gli sforzi che, però, devono fare tutti: le imprese, i lavoratori, gli autonomi, il mondo del commercio ecc.
De Rita diceva che c’è bisogno che tutti si “tirino su le maniche”.
Lo Stato deve garantire che nessuno venga lasciato da solo in questo momento di difficoltà, nessuno deve rischiare di vedere le proprie condizioni di vita peggiorare fino ad arrivare all’indigenza e, quindi, è necessario un sostegno dello Stato. Le condizioni pre-covid, però, non si ricreeranno da sole e non si può neanche chiedere allo Stato di ricrearle automaticamente: serve uno sforzo collettivo e serve anche uno sforzo da parte della politica, che credo debba essere un po’ più cosciente e consapevole che questo è il momento di sostenere lo sforzo che stanno facendo gli italiani, piuttosto che riprendere la ritualità della ricerca degli argomenti su cui distinguersi per cercare consenso.
In questo momento la politica e le istituzioni devono mostrarsi unite e sostenere lo sforzo che stanno facendo gli italiani.
Si possono avere idee diverse sulle cose da fare ma chiudiamo la fase - che è stata già fin troppo lunga per il Paese - in cui si cercano argomenti per distinguersi, piuttosto che quali sono le cose su cui si può dare davvero una mano all’Italia.


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