Le ragioni per considerare non completamente finita l’emergenza ci sono

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Intervento a Radio Radio (video).

Le ragioni per considerare non completamente finita l’emergenza ci sono.
La campagna vaccinale è ancora in corso, ci sono ancora contagiati e problemi per la salute.
Fortunatamente, gli interventi che sono stati fatti in questi mesi, insieme alle vaccinazioni, ci consentono di guardare al futuro con molto ottimismo.
Nel nostro Continente, però, abbiamo anche realtà come la Gran Bretagna che testimoniano il fatto che i rischi di una ripresa di qualche variante vanno contenute. Credo, quindi, che non dobbiamo dare il senso di mettere i remi in barca. Dobbiamo aprire il più possibile ma rimanendo pronti, nel caso che riparta la pandemia attraverso qualche variante.
Non mi convince chi dice che è finita l’emergenza.
Stiamo comunque ragionando in termini diversi da prima: la politica dei colori per le riaperture ha funzionato. In queste sere i tifosi saranno allo stadio.
Fino a quando ci sono qualche migliaio di contagiati e il rischio delle varianti, penso che non si debba dare il segno di chiusura della fase di emergenza.

Le problematiche del mondo del lavoro

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Intervento in Tv a 7Gold.

Rispetto alla questione del lavoro, va fatto un ragionamento complesso perché si interviene su diversi fattori.
Un fattore era già in atto anche prima della crisi: le piccole e medie aziende tecniche faticavano a trovare personale anche prima e questo si lega al tema della formazione. Dobbiamo intervenire per far passare la strana idea secondo cui gli istituti tecnici e professionali sono di serie B: credo che vadano valorizzati, si devono costruire percorsi diretti con le aziende e riqualificare alcuni mestieri.
C’è poi un problema legato al fatto che molti contratti saranno a tempo determinato. Anche i 30mila nuovi assunti nella Pubblica Amministrazione saranno a tempo determinato, essendo stabiliti con un provvedimento finanziato con il Recovery Fund, che implica che le risorse possano essere destinate solo ad assunzioni legate ai progetti da portare avanti.
Un altro tema riguarda la possibilità, che oggi non c’è, di cumulare lo stipendio di questi lavori con la cassa integrazione per chi vuole poi tornare nella propria azienda o altri ammortizzatori sociali e su questo è in corso una discussione. Vediamo se, dentro ad una riforma del welfare complessiva, è possibile fare uscire dal nero alcune cose che oggi avvengono e cumulare ammortizzatori sociali e contratti a tempo determinato.

La riforma fiscale è una delle condizioni per avere i finanziamenti europei per il PNRR

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Intervento in Tv a 7Gold.

La riforma fiscale è una delle condizioni per avere i finanziamenti europei per il PNRR.
Penso che serva una riforma fiscale che riduca le differenze e, quindi, che sia davvero capace di applicare le Costituzione e di essere progressiva: chi ha di più deve contribuire di più a pagare i servizi del Paese e chi ha di meno deve pagare aliquote più basse.
La proposta che ha fatto il Segretario Letta, da questo punto di vista, è simbolica: dire che chi ha un patrimonio a partire dai 5 milioni di euro può anche pagare una tassa di successione un po’ più alta per consentire di finanziare progetti che riguardano i giovani, mi pare che sia una cosa giusta e dia il senso del lavoro che bisogna fare.
Un altro punto che l’Europa indica specificatamente è quello di proseguire contro l’evasione fiscale per far emergere tutto il sommerso che continua ad esserci nel Paese e che vale molto più della finanziaria.
La riforma fiscale da fare, quindi, deve partire da questi due principi.

La campagna vaccinale sta andando bene

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Intervento in tv a 7Gold.

La campagna vaccinale sta andando bene: mi pare che stiamo raggiungendo risultati anche insperati e imprevisti; le Regioni si sono attrezzate, siamo arrivati a fare 600mila dosi in una sola giornata e la data per il raggiungimento del 70-80% dei vaccinati era prima prevista per ottobre mentre ora si parla di molto prima, forse addirittura ad agosto, dando serenità al Paese e alla ripresa che è già in atto.
La prossima settimana anche la Lombardia, insieme a molte altre Regioni, diventerà zona bianca e, quindi, si va verso la normalità. L’importante è seguire le indicazioni della scienza e mi pare che non ci siano dubbi sull’efficacia di tutti i vaccini. Non creerei, quindi, altre inquietudini a chi ancora si deve vaccinare.
Migliaia di persone sono già state vaccinate con i vaccini disponibili di ogni tipo e funzionano.
C’è anche da aspettare per capire quanto immunizzeranno e, dunque, occorre mantenere alcune misure prudenziali come la mascherina e il distanziamento. Complessivamente, comunque, mi pare che possiamo guardare ancora con più fiducia al futuro.