50 milioni in più per il fondo sostegno affitti sono necessari per aiutare le famiglie in difficoltà

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In queste giornate difficili per il Paese e per ognuno di noi l’attenzione è rivolta alle iniziative volte a contenere e sconfiggere la pandemia e, in subordine, a attrezzare il nostro sistema di protezione sociale e quello economico e produttivo per fare fronte alla crisi, non solo europea, che il CoronaVirus provocherà e sta già provocando. Come sempre, di fronte a eventi che rischiano di provocare la perdita di reddito per molte famiglie, diventa decisivo affrontare per tempo anche il tema della casa per evitare che il problema abitativo aggravi le condizioni delle persone più fragili.
Il Governo con il Decreto “Cura Italia” ha fatto una scelta importante e qualificante come quella di bloccare l’esecuzione degli sfratti fino al 30 giugno 2020 e molti Comuni, come Milano, stanno mettendo a disposizione anche il proprio patrimonio abitativo libero per aiutare chi oggi ha bisogno di essere domiciliato per essere curato, passare la quarantena o gli arresti domiciliari.

Aiutare e proteggere chi ha più bisogno è la cifra del nostro governare

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Molto bene il Comune di Milano che ha deciso di prorogare al 30 settembre il pagamento dei canoni e delle spese nelle case popolari e di mettere a disposizione propri alloggi alle persone che non hanno una sistemazione adeguata per passare la quarantena.
E molto bene anche la decisione di introdurre nel decreto “Cura Italia” il blocco degli sfratti in questa fase di emergenza.
Aiutare e proteggere le persone, chi ha più bisogno, è la cifra del nostro governare.

Il nuovo Piano Casa

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Intervento svolto al Giambellino (video).

Sulla questione della casa abbiamo raccolto tutte le risorse disponibili e abbiamo stanziato un miliardo, con l’idea di implementarlo nei prossimi anni. Con quell’investimento rimettiamo in campo politiche che da molto tempo non si facevano in Italia. Per molto tempo, infatti, abbiamo ragionato di casa soltanto in termini di emergenza. L’ultima legge sulla casa votata a livello nazionale, di cui ho fatto il relatore, è stata approvata nel 2014 e si richiamava proprio all’emergenza abitativa.
Noi abbiamo bisogno di rimettere in campo politiche per la casa che rispondano ad una domanda abitativa molto forte e anche una domanda di qualità.
Nelle prossime settimane la Ministra presenterà il Decreto attuativo del Piano Casa ma già sappiamo qual è l’idea: realizzare soluzioni abitative non solo in housing sociale o in edilizia sociale a canoni contenuti ma anche in edilizia residenziale pubblica con canoni sociali - perché oggi c’è questa esigenza - e di farlo anche con il contributo dei privati e del terzo settore, finanziando progetti specifici.