Le vicende di alcune case di cura di Marche e Molise

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Adesione ad un'interrogazione presentata dai senatori PD sulle vicende giudiziarie legate a delle case di cura delle Marche e del Molise.

Testo dell'interrogazione:

Ai Ministri della salute e dell'interno.

Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:

il 5 dicembre 2014 il giudice delle indagini preliminari del Tribunale penale di Pescara, a seguito delle indagini della Guardia di finanza coordinate dal pubblico ministero Anna Rita Mantini e dal procuratore aggiunto Cristina Tedeschini, ha disposto il sequestro preventivo delle partecipazioni di membri della famiglia pescarese De Nicola nella Società di medicina e chirurgia, ai sensi dell'articolo 321 del codice di procedura penale;

la società è titolare di una partecipazione, pari al 48 per cento del capitale sociale, della casa di cura privata denominata "villa Anna", con sede a San Benedetto del Tronto, nonché proprietaria della maggioranza delle quote sociali della società Stella Maris Srl, titolare dell'omonima casa di cura, sita anch'essa a San Benedetto;

la Società di medicina e chirurgia ha proposto istanza di ammissione al concordato preventivo, così come la Stella Maris Srl, quest'ultima con richiesta depositata al Tribunale di Ascoli Piceno il 1° marzo 2016;

entrambe le case di cura sono accreditate con il sistema sanitario nazionale e i dipendenti della Stella Maris non percepiscono lo stipendio da oltre 6 mesi;

nell'ambito della procedura concorsuale in corso, la società Neuromed, con sede in Pozzilli (Isernia), di proprietà della famiglia Patriciello, ha chiesto di poter finanziare, con la somma di 800.000 euro, la Società di medicina e chirurgia;

il titolare della società Neuromed risulterebbe essere oggetto di inchieste giudiziarie, così come riportato in un articolo pubblicato da "Il Resto del Carlino", edizione di Ascoli Piceno, in data 10 maggio 2016, nel quale si afferma che: «Nel passato di Neuromed, però, ci sono anche dei problemi di non poco conto. Nel dicembre del 2014, il titolare della clinica Stefano Patriciello (…) finì in un'inchiesta su appalti e camorra della Dda di Napoli. I fatti si riferiscono alla primavera del 2012: Patriciello avrebbe messo in contatto l'imprenditore Angelo Grillo (condannato all'ergastolo per omicidio lo scorso gennaio) con il sindaco di Roccamonfina Maria Cristina Tari per favorirlo in una gara d'appalto che riguardava la raccolta dei rifiuti. Il reato ipotizzato per il patron di Neuromed è quello di corruzione con aggravante mafiosa dovuta al fatto che il Patriciello non avrebbe potuto non sapere che Grillo aveva legami con il clan dei Belforte»,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza delle vicende giudiziarie che coinvolgono l'assetto societario delle aziende citate e quali iniziative intendano adottare a tutela del sistema sanitario del Molise e delle Marche, tenuto conto della consistenza dei finanziamenti pubblici connessi all'accreditamento di tali società;

quali misure intendano adottare per contrastare le eventuali infiltrazioni malavitose nel territorio e, in particolare, nel sistema sanitario della Regione Marche;

quali iniziative intendano promuovere al fine di garantire i livelli occupazionali della casa di cura Stella Maris.


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