Intervento sulle libertà religiose e i Ministri di Culto

pubblicato il .

Intervento in Senato (video).

Con una interrogazione del 9 luglio 2013 avevamo già posto all'attenzione del Ministero dell'interno la necessità di porre rimedio a una situazione che di fatto oggi impedisce a diverse Chiese e confessioni religiose di ottenere il riconoscimento dei propri Ministri di Culto.
Con quella interrogazione si faceva presente che ad oggi i limiti posti da una interpretazione del Consiglio di Stato per la nomina dei Ministri di Culto rendeva e rende più difficile la conclusione dei percorsi in corso per la sottoscrizione di accordi e convenzioni tra Stato e confessioni religiose.
Non solo, tutto ciò ha avuto e ha un effetto negativo sulla possibilità per molte Chiese di operare e svolgere la propria missione in questo Paese e riduce gli spazi di libertà, rischiando di contraddire un diritto costituzionale fondamentale, come è appunto quello di poter praticare la propria fede per tutti i cittadini italiani.
Più recentemente, il 12 aprile 2016 il Governo, in Commissione affari costituzionali, ha accolto un ordine del giorno che lo impegna a riconsiderare una riduzione dei limiti numerici di fedeli necessari per l'approvazione e il riconoscimento dei Ministri di Culto, tenendo conto dei diversi criteri di aggregazione delle confessioni religiose sui territori e in ogni caso a non porre questo limite minimo a 500, così come è adesso.
In sostanza, in questi tre anni il Parlamento, il Governo stesso e gran parte delle forze politiche si sono espressi per risolvere una situazione che sta producendo difficoltà all'esercizio dei culti per molte Chiese e sta mettendo in difficoltà la stessa possibilità di svolgere le funzioni di assistenza che sono proprie di tante Chiese. Non solo. Bisogna porre fine a una situazione che rischia di indebolire il necessario rapporto chiaro, regolato e trasparente tra Stato e alcune religioni. In questi mesi, anche dopo l'approvazione da parte del Governo dell'ordine del giorno, molti ministri di culto stanno presentando le richieste di riconoscimento.
Svolgo, quindi, questo intervento perché le cose che ho riassunto velocemente riguardano temi importanti come quello della libertà religiosa, ma anche quello del riconoscimento del ruolo di assistenza che i Ministri di Culto di molte religioni svolgono nelle carceri, negli ospedali e tra i poveri. Per questo, chiedo alla Presidenza del Senato di farsi parte attiva perché il deliberato della Commissione affari costituzionali e gli atti di sindacato ispettivo proposti da gran parte del Parlamento trovino subito una loro concretizzazione. Credo sia ormai indifferibile e non sia più possibile non arrivare ad una deliberazione da parte del Ministro dell'interno che metta in campo tutte le misure necessarie per restituire la possibilità per tutte le Chiese e a tutti i culti rispettosi dei dettami costituzionali di chiedere il riconoscimento dei propri Ministri di Culto.

Video dell'intervento»
Pin It

Nascondi modulo commenti

 10000 Caratteri rimanenti

Antispam Aggiorna immagine Case sensitive