Sea handling, un impegno per l'occupazione

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La commissione europea del Senato ha svolto lunedì a Milano una giornata di audizioni sulla situazione di Sea handling dopo la sanzione di oltre 400 milioni di euro comminata dall'Europa che ha considerato come aiuti di Stato gli interventi messi in atto da Sea, società interamente pubblica, per ripianare i deficit accumulati tra il 2002 e il 2010 dalla società di servizi. Prima di tutto gli incontri hanno dimostrato l'impegno e la volontà comuni a tutte le istituzioni, Comune, Regione e parlamento, di affrontare la situazione e trovare una soluzione che risolva il contenzioso con l'Europa in tempi brevi per consentire la piena operatività degli aeroporti milanesi in vista di Expo e, soprattutto, salvaguardare il lavoro delle 2300 persone di Sea Handling. In questo senso, al termine delle audizioni, si è registrata una generale condivisione del percorso indicato dal Presidente di Sea Pietro Modiano, e l'impegno di tutti a verificarlo nelle rispettive sedi, ruoli e competenze. L'idea e' quella di dar vita ad una nuova società di handling che operi in discontinuità con l'attuale che andrebbe in liquidazione estinguendo così i propri obblighi verso l'Europa. Per garantire la discontinuità, necessaria per ottenere dalla UE la disponibilità a estinguere la multa insieme alla vecchia società, serve che ve ne sia una nuova che stipuli nuovi contratti con i clienti e nuovi contratti con i lavoratori e serve creare le condizioni per evitare che i bilanci chiudano sistematicamente in perdita.
Il ruolo che il governo sta svolgendo e deve ancora di più svolgere nella trattativa con Bruxelles sta da una parte nell'ottenere il consenso alla soluzione indicata e dall'altra impedire che il consenso comporti vincoli che possano ridurre gli spazi di mercato della nuova società o impedire l'utilizzo di iniziative di solidarietà che consentano di salvaguardare l'occupazione. Credo anche che il senso di responsabilità che stanno dimostrando gran parte delle organizzazioni sindacali sia un ulteriore elemento positivo utile per recuperare una situazione che solo qualche settimana fa sembrava disperata. Ai lavoratori deve essere garantita l'occupazione anche consentendo, come ha fatto un recente decreto del governo, di essere ricollocati nello stesso ambito dei servizi aeroportuali. La reciproca disponibilità dimostrata da società e gran parte dei sindacati ad affrontare i problemi occupazionali e' un dato fondamentale per realizzare il progetto avviato da SEA. La situazione e' ancora grave, la soluzione e' difficile, ma oggi c'è in campo una proposta credibile per salvare i posti di lavoro e la volontà di tutti di creare le condizioni per concretizzarla. Sapendo anche che, dopo le audizioni, alcune questioni sono più chiare. Sia il Presidente di Sea sia i soci hanno sottolineato la responsabilità del management precedente per aver sottovalutato i rischi legati alla procedura di infrazione avviata già nel 2008 dalla comunità europea e che ha portato alla condanna e alla multa di oltre 400 milioni di euro. Ciò non ha consentito di prendere contromisure tempestive ne' di valutare le conseguenze di una possibile sanzione sul futuro dell'azienda. Inoltre, ancora Pietro Modiano ha chiarito che nella trattativa in corso e' emerso con chiarezza che l'assetto proprietario attuale dell'azienda non influisce sul risultato della discussione. Conta la proprietà interamente pubblica di Sea che c'era nel momento in cui si è' verificata l'infrazione e l'attuale natura mista a maggioranza pubblica (del Comune) non e' ragione di critiche da parte della Ue. Ciò che conta e' l'aiuto che vi è' stato tra il 2002 e il 2010 da parte di un soggetto interamente pubblico per ripianare il bilancio ed è' questo che non può ripetersi. Infine il sindaco di Milano Pisapia ha chiarito che non e' intenzione dell'amministrazione cedere ulteriori quote di Sea ai privati almeno fino al 2015, ritenendo importante, per la riuscita di Expo, che quella dei servizi aeroportuali resti una funzione sotto il diretto controllo del Comune. In sintesi un ulteriore privatizzazione non aiuterebbe a estinguere il debito con Bruxelles e quindi il tema non è oggi all'ordine del giorno. Per quanto riguarda il parlamento già nei prossimi giorni metteremo in campo atti che sollecitino ulteriormente il governo a continuare la trattativa mettendo al primo posto la necessità di salvaguardare i posti di lavoro e la possibilità per la nuova società di competere sul mercato senza nuovi condizionamenti.

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