Ilva: salvaguardare ambiente, salute, lavoro e siderurgia

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Intervento in Senato durante la discussione sull'Ilva di Taranto (video).

Io credo che sia assolutamente legittimo non condividere il decreto-legge in esame, né l'azione che in questi mesi il Governo ha messo in campo sull'ILVA; tuttavia continua a colpirmi l'impegno - che ho sentito anche in questa discussione - a demolire qualunque iniziativa presa in questi mesi su ILVA, arrivando addirittura, pur di dare addosso al Governo, a riabilitare il gruppo Riva, come ho sentito fare nella discussione in corso, dimenticando che non è la vittima di un esproprio, ma ha responsabilità pesantissime in ciò che è successo.
Non vorrei poi che in questa vis polemica si dimenticasse che da una parte c'è chi ha creata il problema e, dall'altra, chi oggi sta cercando di risolverlo.
Mi colpisce anche la sottovalutazione della difficoltà di un'impresa come quella che si è proposta questo Parlamento e si è proposta il Governo; è un'impresa veramente molto difficile.
Per realizzare questa impresa credo sia giusto che il Governo e il Parlamento mettano in campo tutti i mezzi possibili per fare in fretta, per fare bene, per ottenere l'obiettivo che ci siamo dati fin dall'inizio: tenere in vita l'ILVA mettendo in campo tutti i mezzi per garantire salute e lavoro e mettendo al primo posto il risanamento ambientale e le bonifiche.
Non è un caso che il Governo abbia stanziato 800 milioni di euro per realizzare le bonifiche; non è un caso se chi comprerà sarà tenuto - e mi spiace, ma qualcuno ha letto male il decreto - a rispettare un'autorizzazione integrata ambientale che prevede interventi molto pesanti.
Dovrà garantirlo. Nel decreto-legge noi abbiamo introdotto un'altra cosa: abbiamo dato tempo per valutare, insieme alle aziende che vogliono acquistare, le modalità e i percorsi proprio per realizzare quelle prescrizioni, proprio per arrivare al risanamento ambientale.
In questa discussione si è parlato di immobilismo. Ho sentito interventi che praticamente raccontavano che abbiamo cominciato oggi a occuparci di ILVA. Voglio ricordare che, grazie ai decreti precedenti, sono già stati conclusi 112 degli interventi previsti dall'autorizzazione integrata ambientale e altri 58 sono in corso, per cui si sta lavorando; non è vero che i decreti precedenti, proprio sul fronte del risanamento ambientale, non abbiano prodotto nulla.
Questo è l'obiettivo. Il primo: salvaguardare l'ambiente, bonificare quell'area, salvaguardare la salute dei cittadini. Poi ce n'è un altro. Ci sono 11.000 lavoratori, 15.000 se contiamo l'indotto.
C'è una questione che riguarda la politica industriale di questo Paese. Si può non essere d'accordo, ma questo Governo si è impegnato a salvaguardare un pezzo fondamentale dell'industria di questo Paese, quello siderurgico; lo sta facendo adesso su ILVA e l'ha fatto su Terni. Credo che lo Stato e il Governo abbiano tutto l'interesse a fare ogni azione possibile, nell'ambito delle regole europee, da una parte, per salvaguardare un settore che è sempre stato strategico per il nostro Paese, come quello della siderurgia, e, dall'altra, per salvaguardare i posti di lavoro.
Anche in questo caso - guardate - è sembrato dagli interventi che ILVA sia un deserto dei tartari. ILVA è un posto dove si lavora, dove si continua a produrre, in cui vi è un contratto di solidarietà per 2.000-3.000 lavoratori; ILVA è un posto dove si produce. È in piedi.
L'altro aspetto, che vorrei non sfuggisse in questa discussione, è che il Governo di questo Paese su Taranto si è posto un altro obiettivo: quello di rilanciare complessivamente la città. Dopo domani si inaugurerà il secondo piano del Museo archeologico di Taranto, uno dei poli museali più importanti del nostro Paese; è un investimento che ha fatto questo Governo.
Vorrei anche ricordare, ancora sul fronte occupazionale, che in questi giorni si sta discutendo sul futuro di 120 lavoratori del porto di Taranto, ai quali il Governo si sta occupando di garantire un futuro.
Questi sono gli obiettivi del Governo, queste sono le cose che sono state fatte. In questa discussione non ho sentito alternative; ho sentito accuse di retorica, ho sentito solidarietà al Gruppo Riva. Ci dicano cosa vogliono fare e cosa avrebbe dovuto fare il Governo quelli che oggi ci dicono che non vanno bene le cose.
C'è solo un gruppo che ha spiegato quale sia l'alternativa. E l'alternativa è quella di chiudere l'ILVA.
Ma chi propone di chiudere l'ILVA deve spiegare che cosa ne sarà di quei lavoratori, cosa ne sarà di quell'indotto. Ho sentito interventi appassionati. Ho sentito interventi importanti. Non so se quella indicata dal Governo sia l'unica strada possibile, ma davvero in questo dibattito non ne ho sentito proporre altre.


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