Il Decreto è equilibrato, ora il DAP corregga gli errori

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Il decreto approvato ieri sera, nel pieno rispetto dell’autonomia della magistratura di sorveglianza, consente di conciliare l’inalienabile diritto alla salute di ogni detenuto con la necessità di garantire che i mafiosi non possano tornare a collegarsi con le proprie organizzazioni.
Ora il DAP dovrà dimostrare di saper correggere gli errori che hanno portato troppi reclusi per mafia agli arresti domiciliari, approntando soluzioni che tengano insieme salvaguardia della salute con il rigore necessario a impedire la ricostruzione dei legami con le cosche.
Giusta anche la cautela con cui si prevede di consentire, con cautele e protocolli di sicurezza, la ripresa dei colloqui di persona in carcere per tutti i detenuti senza rinunciare ai rapporti telefonici e telematici.
La maggioranza ha saputo affrontare unita con concretezza ed equilibrio la situazione e rispondere alle giuste preoccupazioni di chi paventava che i benefici ai mafiosi venissero letti come un cedimento di fronte alle organizzazioni criminali.

Schema del Decreto approvato dal Consiglio dei Ministri:

VISTI gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

Il Governo dialoghi con le parti sociali

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Serve buon senso in questa difficile situazione.
Il Governo tenga aperto un dialogo con le parti sociali e con gli imprenditori.
Ci sono i margini per correggere nel merito il Decreto che sospende le attività non essenziali, tenendo insieme la necessità di sicurezza là dove la produzione continua, precisando meglio le tipologie delle attività che devono fermarsi.
Ricordiamoci sempre le priorità che abbiamo davanti: fermare il contagio e non affossare la nostra economia.
Dobbiamo muoverci con prudenza e lucidità in questo ambito.

Propaganda becera sulla richiesta di aumenti per i medici

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Presentare un emendamento facendo finta di volere aumentare gli stipendi a medici e infermieri come ha fatto Salvini non costa nulla. E capisco che, anche in questa fase drammatica, non si riesca a risparmiarci la propaganda più becera. Ma la realtà è diversa.
Il decreto in cui Salvini voleva introdurre questo provvedimento mette 25 miliardi, di cui 3 alle Regioni per la sanità, e il resto per garantire cassa integrazione e sostegno al reddito per tutti coloro che non hanno lavorato in queste settimane e Salvini non ha spiegato a chi vorrebbe toglierli per finanziare quell’intervento. Alla cassa integrazione? Agli autonomi? Alle partite iva? Alla garanzia dei mutui per le famiglie?
Ma soprattutto Salvini dovrebbe sapere che la sanità è competenza delle Regioni.
Bonaccini ha garantito una integrazione di 1000 euro per tutti gli operatori sanitari impegnati in questa difficile battaglia.
Dica Salvini a Zaia e Fontana di fare lo stesso.
Chi si sta battendo in prima linea contro il virus ha bisogno di sostegno e riconoscimenti e li garantiremo nei prossimi provvedimenti.
Di tutto hanno bisogno non della propaganda di Salvini.

Lo stop alla prescrizione fu votato dalla Lega, se ne assuma la responsabilità

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Sulla prescrizione si discute molto ma forse vanno ristabilite un paio di verità.
La sospensione della prescrizione entrata in vigore dal 1 gennaio è l’effetto di una legge votata dallo scorso governo.
Il PD ha votato contro quella legge ed è impegnato a modificarla perché non serve solo riformare il processo per renderlo più veloce ma anche garantire il principio della ragionevolezza dei tempi e che ci sia un termine.
Salvini e la Buongiorno, che oggi fanno la solita propaganda contro il PD, quella legge l’hanno proposta e votata.
Hanno deciso loro coi 5 Stelle di togliere la prescrizione dal primo gennaio.
Si assumano le loro responsabilità anziché scaricarle su chi non c’entra.
La lega come al solito fa i danni e poi nasconde la mano!