Cosa cambia con le riforme della Giustizia

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Grazie al PNRR vengono assunti 23mila giovani laureati per migliorare l’organizzazione degli uffici giudiziari e smaltire gli arretrati.
16500 dei nuovi assunti lavoreranno negli UFFICI DEL PROCESSO che affiancheranno i magistrati consentendogli di concentrare il proprio lavoro sulla definizione delle sentenze.
Sempre utilizzando i fondi del PNRR si investono 140 milioni per la DIGITALIZZAZIONE, per consentire di accelerare i procedimenti anche utilizzando notifiche e trasferimenti di atti per via telematica.
RIFORMA DEL PROCESSO PENALE:
Si stabiliscono TEMPI CERTI PER LE FASI PROCESSUALI: è ammessa una sola proroga di sei mesi per le indagini preliminari ,che devono durare 1 anno per la generalità dei delitti e 1 anno e 6 mesi per i reati più gravi), resta la prescrizione per il primo grado di giudizio, dopo il primo grado si prevede 2 anni per l’appello e 1 anno per la cassazione dopo di che scatterebbe l’improcedibilità, per reati gravi il giudice può chiedere una proroga che non avrà limiti per i reati di mafia, terrorismo e traffico di droga.
saranno ampliate le cause di INAPPELLABILITÀ.

Sulla legge Zan, Salvini si conferma non credibile

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Come volevasi dimostrare, dopo tre settimane di appelli accorati al dialogo e dopo centinaia di dichiarazioni in cui si sosteneva l'importanza di approvare una legge contro l'omotransfobia, alla prova dei fatti la Lega ha presentato 700 emendamenti.
Avevamo ragione, 8 mesi di ostruzionismo la dicevano già lunga sulle reali volontà di Salvini, che si dimostra per l'ennesima volta un interlocutore non credibile.
Ora in Aula ci confronteremo sul merito con le altre forze politiche per approvare al più presto il disegno di legge Zan.



L'accordo sulla Giustizia è un successo di tutta la maggioranza

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L'accordo trovato oggi in Consiglio dei Ministri è un successo per la Ministra Cartabia, per il Governo e per la maggioranza tutta, senza vincitori né sconfitti, perché migliora ulteriormente il testo di una riforma importante per i cittadini e per il Paese.
Si creano le condizioni per una giustizia più rapida e più rispettosa dei diritti, senza arretrare sul terreno del contrasto alle mafie, alla criminalità, alla violenza sessuale e alla corruzione. 


Commissione di Inchiesta per indagare su tutte le violenze nelle carceri

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La commissione di inchiesta del Senato che abbiamo proposto si dovrebbe occupare di indagare su tutti gli episodi di violenza avvenuti nelle carceri, sia ai danni dei detenuti che contro gli agenti penitenziari.
L'onorevole Cirielli potrebbe quindi utilmente smettere di fare propaganda e leggere prima di parlare.
Bene hanno fatto il premier Draghi e la ministra Cartabia a visitare l'istituto di pena di Santa Maria Capua Vetere.
Al sovraffollamento e alla carenza di personale servono risposte.