Non forzare i tempi: questa fase sia rimessa al Parlamento

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Abbiamo concordato tutti sul lavorare perché la gestione di questa fase sia rimessa al Parlamento e non a Salvini. E quando la crisi ci sarà, al Presidente della Repubblica. E' fondamentale che sia il Parlamento a discutere e a decidere. C'è una legittima volontà del Presidente del Consiglio di essere audito prima di qualsiasi voto di sfiducia. Per quanto riguarda le scelte del gruppo, voteremo un calendario per mettere al primo posto la volontà del Presidente del Consiglio di relazionare al Parlamento.
Se si andrà in Aula domani lo deciderà la conferenza dei capigruppo. Non siamo d'accordo di andare domani in Aula perché significherebbe creare un precedente per cui il Senato si può convocare con sole 24 ore di preavviso. Troppo poco preavviso tra assemblea, capigruppo e riunione dell'Aula. Ma in ogni caso il Pd ci sarà.

Mattarella conferma le ragioni di contrarietà al Decreto Sicurezza

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Il Presidente Mattarella con la sua lettera conferma le ragioni della nostra contrarietà al decreto sicurezza bis.
Non si può e non si deve ostacolare chi salva vite in mare, non si può condannare con pene eccessive chi lo fa.
Il garante massimo della Costituzione usa parole chiare.
Lega e 5stelle hanno insieme la responsabilità di un provvedimento che lede diritti sacrosanti e riduce le libertà.
Speriamo, che come è successo per il primo decreto sicurezza, sia la Corte Costituzionale a cancellare le norme più disumane.

Abbiamo votato a favore della TAV

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Dichiarazione al GR di Radio Popolare (video).

Oggi in Senato abbiamo votato prima di tutto la nostra mozione e abbiamo votato come la logica vuole nel momento in cui decidiamo di votare sul merito: abbiamo votato tutte le mozioni che sbloccano la TAV e a favore della TAV. Sarebbe sembrata una contraddizione non votare le altre mozioni che dicevano la stessa cosa della nostra.

Video»

Il Governo non ha più la maggioranza

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Al Senato sta andando in scena lo show down di questo Governo che non ha una più una maggioranza su un tema così politico come la Tav che implica accordi internazionali e di politica estera.
Il Premier Conte si è tenuto alla larga, in maniera del tutto irresponsabile, dal dibattito di oggi al Senato e non ha espresso a nome del Governo un parere sulla mozione contro la Tav presentata dal M5S contro l’esecutivo.
Chi dai banchi della maggioranza voterà la mozione del Pd è incoerente e lo fa solamente per tenersi la poltrona, perché ha paura del voto.
Al Premier Conte, un minuto dopo il voto al Senato, non resta che salire al Colle per rassegnare le dimissioni e porre fine all’agonia di questo Governo con una crisi che è nei fatti parlamentare.