Questa sarebbe la Lega di Governo?

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Ecco la Lega di Governo, moderata e responsabile.
Per impedire al ministro D'Incà di parlare hanno occupato fisicamente con violenza i banchi del Governo.
Vogliono impedire, violando ogni regola, l'approvazione del decreto che cancella le parti disumane dei decreti Salvini e supera le norme manifesto che hanno violato i diritti di tante persone senza dare più sicurezza al Paese.
Riusciremo ad approvare definitivamente il decreto, e la Lega ci risparmi in futuro di parlare di democrazia, libertà e decoro delle istituzioni.

Con il Decreto Ristori bis ci sono ulteriori aiuti per attività bloccate

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È necessario abbassare la curva dei contagi e per questo il Governo ha dovuto prendere ulteriori misure che limitano l’attività di molte categorie economiche.
Per questo ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Ristori bis, un ulteriore pacchetto di interventi a sostegno dei lavoratori e delle aziende interessati dalle misure di contenimento.
Governo e maggioranza stanno facendo tutto il possibile per velocizzare e semplificare l’arrivo di questi aiuti a famiglie e imprese.

Video della dichiarazione»

Tempi stretti per la Legge di Bilancio ma nelle regole costituzionali

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È insostenibile l'equiparazione tra le modalità di approvazione in Senato dell'attuale legge di bilancio e della legge di bilancio passata nel dicembre 2018. Due anni fa il Pd promosse ricorso alla Consulta perché commissione e Aula furono chiamati a votare un testo ignoto fino a poche ore prima, frutto di un maxiemendamento presentato in extremis dal Governo.
Venne lesa in pieno una prerogativa costituzionale: il diritto dei parlamentari a conoscere ciò su cui devono deliberare.
Nelle ultime 48 ore il Senato si è misurato con un testo immutato rispetto a quello licenziato dalla Camera 7 giorni fa.
La differenza è grossa e non la vede solo chi non la vuol vedere.
Che si sia di fronte a una procedura dai tempi troppo stretti e quindi meritevole anche di riflessioni critiche è indubbio.
Ma dire che siamo di fronte a un bis del 2018 è affermare il falso. 

Costruire Giustizia

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Intervento al convegno “Costruire Giustizia. L’edilizia giudiziaria per una buona amministrazione della giustizia” (video).

Ci siamo già confrontati in precedenza con ANCE sul Decreto Semplificazioni e Codice degli Appalti.
Rispetto al tema in discussione oggi, faccio rapidamente alcune osservazioni.
Vorrei partire dalla questione del Recovery Fund perché comunque sarà una risorsa su cui contare per cambiare lo stato delle cose in molti settori.
Il tema della Giustizia è posto come una delle priorità dal Governo e dagli stessi documenti prodotti dalle Camere, che definiscono gli interventi che è necessario che vengano finanziati con il Recovery Fund.
La Giustizia, quindi, è una priorità non soltanto dal punto di vista delle riforme.
È evidente che una Giustizia che non funziona è un limite forte per lo sviluppo del Paese ed è giusto intervenire prioritariamente su questo settore.
C’è un tema che stiamo affrontando, che riguarda la riforma del Processo Civile, per cui si sono finite le audizioni in Commissione al Senato e si dovrebbe entrare nel vivo nei prossimi giorni. C’è poi la riforma del Processo Penale che è incardinata, invece, alla Camera dei Deputati. Su questa strada si sta procedendo ma è evidente che anche l’edilizia giudiziaria è un tema fondamentale.

Whirlpool: ora una legge contro le delocalizzazioni

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La decisione della Whirlpool di chiudere dal primo novembre lo stabilimento napoletano di via Argine licenziando i 350 dipendenti è inaccettabile. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha incontrato le rappresentanze sindacali dei lavoratori, si è dichiarato disponibile a fare qualsiasi cosa per i lavoratori della fabbrica napoletana. Bene le parole di Conte che ha detto che 'non resterà indifferente a questo disimpegno dell'azienda. Terremo duro su questa vertenza'.
In questo quadro occorre un impegno diretto del governo che, continuando a stringere la Whirlpool perché rispetti gli accordi già sottoscritti, attivi in tutte le forme possibili, e con tutti gli strumenti a sua disposizione, un progetto per dare al sito napoletano una prospettiva produttiva e occupazionale sicura.
Napoli non può perdere neanche un posto di lavoro.
Chiediamo alle forze politiche che sostengono in parlamento la maggioranza di Governo di impegnarsi ad approvare il disegno di legge con misure per il contrasto alle delocalizzazioni e la salvaguardia dei livelli occupazionali che depositeremo nelle prossime ore al Senato.