Siamo molto d’accordo con Draghi

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Siamo molto d’accordo con Draghi.
Da tempo sostenevamo la necessità d’investimenti e in particolare sui settori che ha indicato Draghi: la digitalizzazione del Paese e la necessità di avviare un’economia ambientale che investa sull’innovazione e sulle nuove tecnologie.
Questo è il futuro del Paese, se vogliamo garantire un futuro ai giovani.
Sul merito vediamo, Draghi ha indicato un metodo che condividiamo. Penso che, però, siano chiari i punti fermi: la proporzionalità e la necessità comunque di mantenere un forte impegno per la lotta all’evasione fiscale. 

Questa sarebbe la Lega di Governo?

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Ecco la Lega di Governo, moderata e responsabile.
Per impedire al ministro D'Incà di parlare hanno occupato fisicamente con violenza i banchi del Governo.
Vogliono impedire, violando ogni regola, l'approvazione del decreto che cancella le parti disumane dei decreti Salvini e supera le norme manifesto che hanno violato i diritti di tante persone senza dare più sicurezza al Paese.
Riusciremo ad approvare definitivamente il decreto, e la Lega ci risparmi in futuro di parlare di democrazia, libertà e decoro delle istituzioni.

Siamo impegnati ad affrontare i problemi dei cittadini

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Il Partito Democratico vuole risolvere presto questa crisi grave e ingiustificata.
Siamo impegnati a costruire un Governo con Giuseppe Conte, con una maggioranza ampia e coesa e un patto di Legislatura per affrontare i problemi degli italiani: la sanità, la scuola, la riforma della Giustizia, degli ammortizzatori sociali e del fisco in senso progressivo.

Video della dichiarazione a SkyTg24»
Video della dichiarazione al Tg3»
Video della dichiarazione al Tg1»


Tempi stretti per la Legge di Bilancio ma nelle regole costituzionali

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È insostenibile l'equiparazione tra le modalità di approvazione in Senato dell'attuale legge di bilancio e della legge di bilancio passata nel dicembre 2018. Due anni fa il Pd promosse ricorso alla Consulta perché commissione e Aula furono chiamati a votare un testo ignoto fino a poche ore prima, frutto di un maxiemendamento presentato in extremis dal Governo.
Venne lesa in pieno una prerogativa costituzionale: il diritto dei parlamentari a conoscere ciò su cui devono deliberare.
Nelle ultime 48 ore il Senato si è misurato con un testo immutato rispetto a quello licenziato dalla Camera 7 giorni fa.
La differenza è grossa e non la vede solo chi non la vuol vedere.
Che si sia di fronte a una procedura dai tempi troppo stretti e quindi meritevole anche di riflessioni critiche è indubbio.
Ma dire che siamo di fronte a un bis del 2018 è affermare il falso. 

Costruire Giustizia

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Intervento al convegno “Costruire Giustizia. L’edilizia giudiziaria per una buona amministrazione della giustizia” (video).

Ci siamo già confrontati in precedenza con ANCE sul Decreto Semplificazioni e Codice degli Appalti.
Rispetto al tema in discussione oggi, faccio rapidamente alcune osservazioni.
Vorrei partire dalla questione del Recovery Fund perché comunque sarà una risorsa su cui contare per cambiare lo stato delle cose in molti settori.
Il tema della Giustizia è posto come una delle priorità dal Governo e dagli stessi documenti prodotti dalle Camere, che definiscono gli interventi che è necessario che vengano finanziati con il Recovery Fund.
La Giustizia, quindi, è una priorità non soltanto dal punto di vista delle riforme.
È evidente che una Giustizia che non funziona è un limite forte per lo sviluppo del Paese ed è giusto intervenire prioritariamente su questo settore.
C’è un tema che stiamo affrontando, che riguarda la riforma del Processo Civile, per cui si sono finite le audizioni in Commissione al Senato e si dovrebbe entrare nel vivo nei prossimi giorni. C’è poi la riforma del Processo Penale che è incardinata, invece, alla Camera dei Deputati. Su questa strada si sta procedendo ma è evidente che anche l’edilizia giudiziaria è un tema fondamentale.