Il Governo mette a rischio le Olimpiadi

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In Senato sta succedendo una cosa molto grave, nel merito e nei modi.
La forzatura che la maggioranza sta compiendo sulla delega al governo per la riforma dell’ordinamento sportivo è inaccettabile e mette a rischio importanti decisioni che riguardano lo sport italiano.
Il presidente del CONI Malagò, in audizione ieri, ha spiegato che il CIO potrebbe sospendere l’Italia se lo sport Italiano non rispettasse le regole che presiedono lo sport internazionale. E mettersi in contrasto al CIO potrebbe mettere a rischio anche le Olimpiadi di Milano-Cortina.
Lo sport deve mantenere la sua autonomia dalla politica e crediamo che su questo tema serva un maggiore approfondimento.
Il rischio che l’Italia sia esclusa dal CIO avrebbe ripercussioni non prevedibili su molte questioni aperte.
Le olimpiadi invernali di Milano-Cortina per prime.

Sull'attribuzione del seggio vacante si esprimerà la Corte Costituzionale

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La battaglia sacrosanta che il Pd ha fatto in Senato sul seggio vacante della Sicilia - che pretende M5S ma in Umbria - ha ottenuto un importante successo.
Sarà la Corte costituzionale, dopo che la Presidente Casellati avrà inviato il dossier, a esprimersi sulla costituzionalità di una decisione, quella che ci viene proposta dalla Giunta del Senato, che a noi appare evidentemente contro i dettami della nostra Costituzione.



La mozione di sfiducia paragonata a minacce

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La reazione di Salvini alla presentazione della mozione sfiducia del Pd la dice lunga sul suo cinismo e sulla sua totale assenza di rispetto per le istituzioni, per il Parlamento e per la Costituzione.
E’ vergognoso associare le minacce dei Casamonica ad una mozione di sfiducia parlamentare, che si è resa necessaria per la fuga continua del ministro dell’Interno e vicepremier dalla richieste di spiegare, ai parlamentari eletti dal popolo, cosa sta succedendo tra la Lega e la Russia.
Tutto ciò dimostra la scarsa dimestichezza di Salvini coi processi democratici.

Gli interventi in Senato sul Russiagate

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L'annunciato intervento di Matteo Renzi domani per il Pd al dibattito che seguirà l'informativa di Giuseppe Conte sul Russiagate, si è trasformato in un nuovo motivo di dissapore tra i Dem. Non a tutti, infatti, è andata a genio l'idea dell'ex premier di annunciare sui social che sarebbe stato lui a esprimere la posizione del gruppo sulla vicenda, non ancora chiarita, della presunta trattativa tra i rappresentanti della Lega con emissari del governo russo per ottenere dei finanziamenti per il partito.
Il segretario Nicola Zingaretti era stato avvertito che sarebbe stato Renzi a parlare.
Zingaretti non ha dato l'ok all'intervento del senatore Renzi domani in Senato, né il capogruppo Marcucci ha detto questo in Assemblea. Zingaretti si è limitato a rimettere la decisione all'assemblea dei senatori.