La Lega non può pensare che la politica sia solo campagna elettorale

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Intervento a Tagadà - La7.

La Lega che diceva di voler fare tante cose per gli italiani – anche rispetto a ciò che ha scritto nel contratto con la maggioranza che stava costruendo con M5S – deve spiegare perché non le fa e perché Savona era così indispensabile. A mio avviso, potevano agire anche senza Savona per cui propendo per l’idea che la Lega non volesse fare alcun Governo.
La Lega, però, non può pensare di far tornare a votare gli italiani quando vuole, magari anche attivando il Parlamento per fare poche cose che sono utili alla loro campagna elettorale. Sono colpito dal fatto che il Segretario della Lega in questo momento sia in giro a fare campagna elettorale invece che a cercare di risolvere il problema del Paese. La Lega non può pensare che la politica sia solo campagna elettorale.

Chi si candida a governare deve garantire rispetto delle leggi e trasparenza

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Articolo pubblicato da Democratica.

L’Espresso, nel numero che è in edicola dal 3 aprile, ha pubblicato un’inchiesta sulle risorse economiche della Lega.
In sintesi, il Tribunale di Genova, all’epoca della sentenza che aveva condannato Umberto Bossi ad una pena di 2 anni e mezzo per truffa ai danni dello Stato, ha disposto il sequestro del patrimonio della Lega, che allora ammontava a 48 milioni di euro.
Lo stesso Tribunale, però, ad oggi sarebbe riuscito a reperire soltanto poco più di due milioni di euro.
Secondo la ricostruzione fatta dall’Espresso, il sequestro del patrimonio leghista sarebbe stato aggirato mediante la costituzione di un’associazione senza scopo di lucro chiamata “Più Voci”, creata da tre commercialisti tra cui lo stesso tesoriere della Lega.
Grazie a questa associazione, inoltre, sarebbero stati acquisiti finanziamenti poi girati a società controllate dalla Lega stessa, tra cui Media Padania, Editoriale Nord, Pontida Fin, Fin Group, in violazione della legge che stabilisce che i finanziamenti ai partiti non possono essere investiti se non in titoli di Stato dei Paesi dell’UE.

Il passaggio parlamentare per la scelta delle Presidenze delle Camere è stato poco edificante

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Intervista allo speciale del Tg3 (video - dal min.22.19).

Un Governo M5S-Lega sarebbe la presa d’atto di un risultato elettorale e la conferma del fatto che gli elettori hanno deciso che il posto del PD è all’opposizione, come abbiamo sempre detto.
Il passaggio parlamentare per la scelta delle Presidenze delle Camere, però, è stato poco edificante e ha ricordato molto la Prima Repubblica.
È stata una discussione esclusiva tra centrodestra e M5S, costruita su un accordo poco trasparente, poco decifrabile e fatto con un percorso di candidature finte.
Il PD rispetterà le due figure scelte dal Parlamento, come ha chiesto il Presidente della Repubblica, e riconosceremo il loro valore istituzionale ma non ci è piaciuto il percorso con cui ci si è arrivati.
Ieri, infatti, il PD aveva votato per due volte scheda bianca, chiedendo che ci fosse un percorso di coinvolgimento pieno di tutte le forze politiche che sono in Parlamento ma è evidente che, invece, tutto si sia svolto nelle segrete stanze tra il centrodestra e M5S: non c’è stata alcuna volontà di coinvolgere tutto l’arco parlamentare, quindi, ne abbiamo preso atto e oggi abbiamo votato i nostri candidati Giachetti alla Camera e Fedeli al Senato.

Difendere Presidente e Istituzioni dai danni dei populisti

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La richiesta della messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica è inaudita.
Io sto con Mattarella che ha fatto ciò che la Costituzione gli impone e mi aspetto che i tanti che il 4 dicembre si sono espressi contro la riforma per difendere la Costituzione oggi facciamo sentire con noi la propria voce.
Siamo di fronte ad una crisi istituzionale senza precedenti.
Adesso, prima di tutto serve difendere il Presidente e le istituzioni e spiegare i danni che stanno facendo i populisti a tutti i livelli, ma dobbiamo farlo raccontando la nostra idea di Europa e di Paese.

Marcucci nome che garantisce collegialità e condivisione

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La proposta avanzata dal segretario reggente Maurizio Martina per i capigruppo alla Camera e al Senato ha raccolto il più ampio consenso tra i parlamentari del Pd.
Credo sia un segnale importante per l’unità del nostro partito. Sono convinto che Graziano Delrio e Andrea Marcucci saranno garanti di quella collegialità e di quelle scelte condivise cosi necessarie per rilanciare, anche nelle sedi istituzionali, l’azione del Partito democratico.

La Legislatura parte con la spartizione Lega-M5s

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L'elezione di Roberto Fico a Presidente della Camera di Elisabetta Casellati a Presidente del Senato mostra che la legislatura parte male, con un accordo tra M5S e centrodestra a trazione leghista che investe anche le più alte cariche istituzionali del Paese, il luogo del dialogo come il Parlamento.
E’ evidente che M5S e Lega non sono all’altezza di questo compito, come Pd siamo coerenti e non partecipiamo a questa spartizione.