Si può avere la legge sull'ergastolo ostativo prima dell'estate

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Ha fatto bene la Consulta a concedere altri 6 mesi al Parlamento per legiferare sull'ergastolo ostativo, ma questo non deve rallentare l'iter avviato che nelle prossime settimane saremo in grado di completare, è stato già fissato il termine per gli emendamenti, in Commissione c'è un buon clima, si può arrivare a una legge prima dell'estate.
Alla Camera c'è stato un lavoro unitario importante della maggioranza che ha coinvolto l'opposizione.
E' un provvedimento equilibrato che dà una risposta giusta al quesito posto dalla Consulta, credo che faremo in fretta.

Video della dichiarazione»

Per una buona legge sul fine vita

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Intervento svolto ad un convegno dell'Associazione Luca Coscioni (video).

Il testo sul fine vita che è arrivato al Senato credo che sia il testo di una legge possibile; forse la legge possibile. Non è scontato perché i rapporti di forza su questi temi al Senato sono molto diversi rispetto alla Camera dei Deputati, lo dimostrano vicende come quelle riguardanti la legge contro l’omotransfobia.
Il punto prioritario mi sembra quello di evitare che ci sia una palude o che la discussione non si apra neanche.
Faremo la prima riunione delle Commissioni 2° (Giustizia) e 12° (Sanità) congiunte, in cui si dovrà lavorare alla legge. Mi pare comunque che ci sia una volontà comune; in Commissione Giustizia, questa legge è stata indicata come una delle due priorità da portare a termine (l’altra è la legge sull’ergastolo ostativo), che sono le due leggi che devono prendere atto delle sentenze della Corte Costituzionale. Conto, quindi, sul fatto che inizierà la discussione.
Non penso che la discussione si possa approcciare dicendo che questo è il testo e deve uscire così com’è. Non si può fare, innanzitutto perché bisogna valutare seriamente tutte le ipotesi di modifica e tutti i suggerimenti che vengono anche dalle associazioni che hanno fatto la battaglia su questi temi da tempo e che hanno fatto il massimo dell’approfondimento sul tema.

Garantire la sicurezza del lavoro giornalistico

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Con una delegazione dei senatori del Pd ho incontrato Lazzaro Pappagallo e Gianni Del Giaccio, in rappresentanza di Stampa romana e Andrea di Pietro, Giuseppe Mennella e Alberto Spampinato, di Ossigeno per l'informazione.
Abbiamo condiviso la necessità di garantire la sicurezza del lavoro giornalistico, alla luce degli episodi di violenza nei confronti di giornaliste e giornalisti che si sono verificati, ripetutamente, nei mesi scorsi, ribadendo l'obiettivo di un'iniziativa che veda il mondo giornalistico fissare degli intenti comuni e agire in modo unitario.
Da tempo il gruppo del Pd ha mantenuto un costante confronto con gli organi di rappresentanza dei giornalisti e fondamentale resta l'impegno a concludere il lavoro avviato in Senato sulle norme contro il carcere ai giornalisti e per contrastare l'annoso problema delle querele temerarie. Temi fondamentali per garantire una reale libertà dell'informazione.

Il fine vita è una battaglia di civiltà

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Per il Pd il fine vita è una battaglia di civiltà.
C'è l'impegno dato dalla Corte costituzionale al Parlamento di legiferare sul suicidio assistito e al Senato arriva un testo che si limita a recepire la sentenza della Corte: dobbiamo assolutamente completare l'approvazione.
La settimana dopo Pasqua dovremmo incardinare il testo nelle commissioni congiunte.
Considerando il punto in cui è la Legislatura e i rapporti di forza su questi temi al Senato, riuscire a portare una legge che si limita a tradurre la sentenza della Corte è già un risultato.
Forse non sarà ottimale ma ci consente in futuro di rimettere mano su un testo di cui vedo tutti i limiti.


Bene il testo sull’ergastolo ostativo, non fa sconti ai mafiosi

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È importante e positiva l'approvazione alla Camera della legge sull'ergastolo ostativo, frutto di un lungo lavoro a cui ha contribuito la commissione Antimafia.
È un testo che rispetta l'ordinanza della Corte costituzionale, non fa sconti ai mafiosi ma dà speranza a chi si affranca dalla criminalità e dimostra di non avere più rapporti.
Si continuano a punire col massimo rigore i mafiosi e i terroristi ma non si rinuncia a pensare che il carcere possa far cambiare le persone.
Ora approviamola al Senato nei tempi dettati dalla Corte.