Alitalia dica come intende tutelare i lavoratori di Airport Handling

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Questa mattina abbiamo presentato un’interrogazione ai Ministri dei Trasporti e dello Sviluppo Economico sulle condizioni dei lavoratori di Airport Handling che, oltre alle incognite legate al futuro e alla crisi del settore aeroportuale provocata dalla pandemia, non sono stati impiegati da Alitalia nei servizi di Linate perché la compagnia ha scelto di utilizzare lavoratori precari e a basso costo.
Ora che Alitalia è una società a partecipazione pubblica e i nuovi vertici sono stati nominati, chiediamo che sia aperto un tavolo con i sindacati e gli Enti Locali per chiedere ad Alitalia di affrontare la questione, assumendosi le proprie responsabilità.


Testo dell'interrogazione:

Interrogazione a risposta orale - Atto n. 3-02061 

Mirabelli, Nannicini

Ai Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti, dello Sviluppo Economico e del Lavoro e delle Politiche Sociali

Premesso che,

Sbloccare il concorso per dirigenti penitenziari

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Svolgere nel più breve tempo possibile il concorso per i direttori di penitenziario. E’ quanto ho chiesto con un’interrogazione urgente rivolta al ministro della Giustizia.
Il concorso per 45 posti da dirigente di istituto penitenziario è stato indetto con bando pubblicato in Gazzetta ufficiale il 9 maggio 2020 e le domande presentate sono state 11.500. A causa della pandemia da Covid, c’è stato un primo rinvio al 21 settembre dell’avviso per l’espletamento delle prime prove, poi ulteriormente rinviato al 12 gennaio 2021. C’è una crescente necessità di personale dirigenziale nelle carceri, visto che i dirigenti sono solo lo 0,4 per cento del personale, contro l’1,9 della media europea e visto che, secondo l’associazione Antigone, solo in poco più della metà dei penitenziari ci sarebbe un direttore assegnato esclusivamente a quella struttura. Basti pensare che non si effettua un concorso dal 1996 e che la figura del direttore è fondamentale per lo svolgimento della vita nel carcere.

Testo dell’interrogazione:
 
Atto n. 3-01958 (con carattere d'urgenza) - Pubblicato il 7 ottobre 2020, nella seduta n. 262

Al Ministro della giustizia.

Fare luce sulle morti in carcere durante l'emergenza

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Sei mesi dopo la rivolta nelle carceri italiane nel periodo del lockdown da Covid, è sceso il silenzio sulla morte a marzo di tredici detenuti, cinque solo nel carcere di Modena, quattro trasferiti da Modena presso altri istituti, uno alla Dozza di Bologna e tre nell'istituto penitenziario di Terni. In particolare i detenuti sarebbero stati vittime di abuso di sostanze stupefacenti trafugate durante la rivolta. Credo che, al di là di tutto, lo Stato italiano debba chiarire, soprattutto per le famiglie delle persone decedute, cosa è accaduto. Va fatta luce sugli accadimenti di quei giorni e sulle eventuali responsabilità e per questo ho rivolto un'interrogazione al ministro della giustizia Bonafede.
In particolare è necessario appurare se siano state eseguite le visite mediche necessarie al nullaosta per il trasferimento dei detenuti verso altri istituti e se sia o meno in corso un'indagine del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria per chiarire come sia stato possibile che, nel carcere di Modena, i reclusi abbiano avuto accesso a metadone e psicofarmaci in quantità tali da risultare letali.

Testo dell'interrogazione: