Gli emendamenti presentati al Decreto Sicurezza

pubblicato il .

In Commissione Affari Costituzionali del Senato abbiamo fatto un lungo lavoro sul “Decreto Sicurezza”. Molti, infatti, sono gli emendamenti riguardanti diverse tematiche che ho presentato, insieme ai colleghi del Partito Democratico, e discusso in Commissione.

Tra gli emendamenti presentati e discussi, ci sono quelli per aumentare le risorse destinate ai rimpatri

Questo l'intervento svolto in Commissione Affari Costituzionali su questo tema:

Chiedo che il mio emendamento 6.3 al “Decreto Sicurezza” venga messo in votazione, nonostante il parere negativo del Relatore della Legge e del Governo, e pur sapendo che si tratta di provvedimenti costosi quelli contenuti nei due testi che ho presentato perché pongono un problema politico rispetto a come funziona la normativa sui rimpatri.

Positiva l'approvazione dell'emendamento per garantire risorse ai Comuni per i beni confiscati alle mafie

pubblicato il .

Voglio sottolineare il valore del mio emendamento al "Decreto Sicurezza" - approvato in Commissione Affari Costituzionali del Senato (video) - che cambia l’impostazione sulla vicenda dei beni confiscati e della loro gestione.
In apertura della discussione su questo tema avevamo detto che ci preoccupava il fatto che si creasse una separazione tra la confisca dei beni e la loro messa a disposizione della società, che era uno dei fondamenti della legge di Pio Latorre. L’idea di forzare sulla privatizzazione (cioè la vendita ai privati dei beni confiscati), infatti, rischiava e rischia tutt’ora di andare in questa direzione. Se, però, destiniamo una parte di fondi ai Comuni che comunque avranno la possibilità di utilizzare quei beni per uno o due anni, diamo loro ciò che fino ad ora è mancato, cioè le risorse.
Per questo penso che facciamo una cosa utile che permetterà l’utilizzo di molti più beni confiscati da parte dei Comuni. Inoltre, come da tempo Anci e Comuni sollecitavano, si consente di non lasciare soli i Comuni nell’utilizzo dei beni confiscati, garantendo loro la possibilità di avere le risorse. La creazione di un fondo appositamente dedicato a questo e la scelta di implementarlo con il 10% di ciò che viene recuperato vendendo i beni confiscati credo che sia un fatto comunque positivo, pur all’interno di un ragionamento che complessivamente non ci vede d’accordo.

Il decreto sicurezza è il manifesto della Lega

pubblicato il .

Intervento in Conferenza Stampa sul Decreto Sicurezza (video).

Consideriamo il “decreto sicurezza” una legge manifesto, che non dà più sicurezza ai cittadini perché non ci sono norme per questo, anzi, rischia di peggiorare la situazione perché aumenta i margini per la clandestinità e le irregolarità.
Voglio dire con chiarezza che è il manifesto di una parte di questa maggioranza e credo che da lì derivino molte delle difficoltà che oggi sta incontrando il decreto e anche il Governo.
Questo è il manifesto della Lega, sono sufficienti pochi esempi a dimostrarlo e per mostrare cosa deve ingoiare più o meno volentieri M5S e quale incoerenza ha il Movimento 5 Stelle nel sostenere questo decreto rispetto al passato.
Faccio tre esempi: nella scorsa legislatura il PD è stato messo alla gogna sullo Ius Soli, oggi M5S vota un decreto che dice che i giovani nati in Italia, che hanno vissuto e studiato in Italia, per avere la cittadinanza italiana, quando compiranno i 18 anni dovranno aspettare altri 4 anni e non più 2 come era fino ad ora. Questo credo che sia un dato significativo.

Presentazione di un disegno di legge per il riordino del settore giochi

pubblicato il .

Intervento alla conferenza stampa di presentazione del Disegno di Legge A.S. 560 "Disposizioni in materia di riordino dei giochi" (Video).
 
Abbiamo convocato una conferenza stampa per illustrare il Disegno di Legge A.S. 560 "Disposizioni in materia di riordino dei giochi" che abbiamo presentato in Senato a firma mia e di altri colleghi senatori del PD.
Si tratta di un progetto di legge di riordino complessivo del settore dei giochi in Italia.
Abbiamo scelto di presentarlo ora che alla Camera dei Deputati è in discussione il Decreto Dignità che si occupa anche del gioco, molto parzialmente, per dare il senso della necessità di un intervento serio sul settore che non si può continuare ad aggiornare sulla base di interventi spot e parziali, soprattutto per quanto riguarda il gioco con premi in denaro, come è stato anche nella precedente legislatura.
Siamo convinti che serva un riordino complessivo del settore, nell’interesse di tutti i cittadini ma anche della filiera industriale che guarda al gioco, al fine di dare a tutti certezze.
È evidente che per noi l’obiettivo è quello di ridurre la domanda e l’offerta di gioco nel nostro Paese e questo vuol dire sicuramente intervenire sulla pubblicità ma anche sulle regole, garantendo una qualità diversa dell’offerta di gioco e poi significa intervenire per ridurre i volumi e i punti vendita del gioco.
Queste, infatti, sono le condizioni reali per ridurre domanda e offerta di gioco.