Continuo a lavorare affinché si faccia una riforma complessiva del settore giochi

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Intervento alla conferenza stampa riguardante il settore del gioco (video)

I lavoratori del settore del gioco legale valgono quanto i lavoratori che producono plastica e, quindi, vanno tutelati.
Continuo a pensare che lo Stato non possa pensare di fare cassa sui giochi, continuando ad aumentare l’attesa di entrate derivante dalla tassazione dei giochi, senza dall’altra parte fare una politica coerente.
Io penso che bisogna ridurre le entrate da gioco e anche diminuire domanda e offerta di gioco. Non si può, infatti, pensare di diminuire domanda e offerta di gioco e contemporaneamente pretendere di ricavare più soldi dal gioco, perché è evidente che questo uccide intere categorie e spinge verso il gioco illegale, che è la cosa che dobbiamo impedire.
Continuo a pensare che questa vicenda si risolva solo se facciamo una norma complessiva di riordino del settore.
L’aumento del PREU in questa manovra lo ritengo, dunque, eccessivo per le ragioni che ho fin qui spiegato.

Il mercato della pubblicità esterna tra opportunità e vincoli

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Intervento al convegno "Il mercato della pubblicità esterna tra opportunità e vincoli" (video).

Penso che i politici debbano provare a fare le cose, ascoltando e confrontandosi con gli operatori dei vari settori.
Dall’incontro “Il mercato della pubblicità esterna tra opportunità e vincoli” abbiamo imparato alcune cose e si può discuterne per capire cosa proporre per affrontare le questioni che sono state poste.
Molte delle questioni che sono state poste sono legate ad un contesto generale.
Il mercato della pubblicità non è calato: gli stanziamenti per la pubblicità da parte delle imprese non sono diminuiti in generale, nonostante la crisi, ma la pubblicità esterna e in particolare la cartellonistica hanno subito un restringimento. Probabilmente questa situazione è legata anche al fatto che le detrazioni fiscali del 75% che vengono garantite a chi fa pubblicità su giornali e tv (dove finisce gran parte della pubblicità) non sono previste per la pubblicità esterna. Se queste detrazioni fiscali del 75% venissero estese anche alla cartellonistica potrebbero essere utili. Ovviamente, occorre prima capire quanto costerebbe questa operazione e se è possibile farla. Questa verifica si può anche fare rapidamente.

Confrontiamoci su come velocizzare processi

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Nel corso dell’audizione del ministro Bonafede in Senato, ho condiviso la necessità di velocizzare i processi penali e civili, trovando anche altri strumenti, nella certezza del diritto per i cittadini.
Ho avanzato due proposte su cui aprire un confronto per alleggerire la macchina della giustizia: la possibilità che il Procuratore generale avochi quei processi che procedono troppo lentamente e quella che i processi per alcuni circoscritti reati minori possano estinguersi dopo il proscioglimento in primo grado.
Ho sottolineato poi la necessità, nell’ambito dell’assunzione di personale di cui ha parlato lo stesso ministro, di dare priorità ai dirigenti degli istituti penitenziari, ora purtroppo costretti a guidare più carceri, sia per adulti che per minori.

Il Governo boccia l'Ordine del Giorno per lo sgombero di Casa Pound

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Nonostante le tante passerelle della sindaca Raggi e i proclami del Movimento 5 stelle, CasaPound rimane nello stabile che da anni occupa a Roma.
Il Governo ha, infatti, dato parere negativo all’ordine del giorno che il Pd ha presentato al decreto sicurezza Bis per consentire il tempestivo impiego della Forza pubblica per l’esecuzione dei necessari interventi per lo sgombero immediato di tale struttura.
Ancora una volta il governo giallo verde nero si dimostra forte con i deboli e debole con i forti: promuove lo sgombero di palazzi occupati da famiglie e minori, ma non prende l’impegno di dare seguito alle richieste della prefettura di Roma che ha inserito l’edificio occupato arbitrariamente da CasaPound in via Napoleone III nella lista degli 88 palazzi occupati da liberare, in base a una classifica ottenuta dalla somma dei criteri dettati dal Ministero dell’Interno.
Il Governo del cambiamento ancora una volta sceglie di essere il governo amico di CasaPound, movimento di matrice neofascista.