Cancellate le norme Salvini che creano clandestinità e illegalità

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Intervento in Senato in dichiarazione di voto sulla modifica ai Decreti Sicurezza (video).

Dichiaro subito il voto favorevole del Partito Democratico alla fiducia al Governo e a questo provvedimento.
Si tratta di un provvedimento importante che contiene anche norme importanti su altre questioni, come ad esempio le norme per impedire l’ingresso in carcere di telefoni abusivi o quelli che danno più strumenti al Garante per tutelare non solo i detenuti ma anche chi è istituzionalizzato nelle RSA.
È chiaro, però, che questo provvedimento contiene soprattutto misure per governare meglio, con giustizia e umanità l’immigrazione; un fenomeno con cui tutte le società occidentali si confrontano e si dovranno confrontare per ragioni demografiche, sociali e di squilibri internazionali.
Capite che, se è così, una parte importante della discussione fatta in questi giorni non ha senso.
Se è così, il tema non è dividersi tra chi vuole aprire e chi vuole chiudere.
Nessuno vuole aprire o aumentare l’immigrazione, come sta dicendo il centrodestra. E nessuno è stato capace di chiudere, come sta dicendo la Lega.
Il tema non è chi vuole o non vuole i clandestini. Tutti non vogliamo i clandestini.
Il vero punto, la vera differenza è tra chi vuole agitare i problemi e chi invece vuole governarli.
Questo decreto, che è voluto da tutta la maggioranza - e ringrazio i Cinque Stelle per aver onorato un impegno - cancella norme contenute in due decreti che non hanno prodotto nulla di buono ma sono serviti per fare propaganda; sono stati il manifesto di chi pensa ad indicare un nemico su cui scaricare paure e preoccupazioni.

Basta polemiche e propaganda, l'Antimafia faccia il suo dovere per contrastare le mafie

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Intervento in Aula al Senato (video).

Credo che questa discussione vada fatta in un modo diverso e in un contesto diverso, ricostruendo un quadro.
In questi mesi, noi abbiamo avuto sollecitazioni da molti - Forze dell’Ordine, magistratura, commercianti, realtà imprenditoriali - che ci hanno spiegato quanto la lotta alla mafia in questo momento assuma un valore ancora più particolare di prima, perché il rischio reale che le mafie possano approfittare della crisi economica che la pandemia ha prodotto è un rischio molto grave e molto rilevante.
Consentitemi di dirlo: se la risposta della politica e del Parlamento è questa discussione che si sta svolgendo in Senato, penso che sia totalmente inadeguata. Lo dico da capogruppo del PD in Commissione Parlamentare Antimafia che ha detto subito con grande chiarezza che i toni e il contenuto di alcune dichiarazioni del Presidente Morra erano sbagliati e non erano parole adatte a chi rappresenta un’istituzione.
Detto questo, se la situazione è quella che ho rappresentato, penso che dobbiamo cambiare registro, perché la discussione non si può esaurire in una polemica o in un braccio di ferro ma deve guardare alle priorità.
La priorità che abbiamo tutti noi è quella di combattere le mafie. Delegittimare - lo dico a tutti, non do la responsabilità a qualcuno – e svuotare o boicottare la Commissione Parlamentare Antimafia, far venire meno uno strumento decisivo nella lotta alla criminalità organizzata è una follia. Penso che sia una follia.

Sulle carceri si doveva fare di più, ma ci sono passi importanti

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Intervento in Senato durante la discussione dei Decreti Ristori (video).

Credo che i colleghi che sono interventi nell’Aula del Senato prima di me abbiano già descritto in maniera molto importante e significativa i Decreti Ristori in discussione e la loro valenza.
Voglio sottolineare a livello generale che mi pare che questi decreti confermino una straordinaria attenzione che abbiamo avuto per chi ha perso il reddito e per le imprese.
È un dato oggettivo, se si calcola la quantità delle risorse che sono state investite; è oggettivo il fatto che sono state spostate molte scadenze fiscali; è oggettivo il fatto che il Governo e la maggioranza abbiano scelto di cancellare le tasse per chi è stato più colpito da questa pandemia.
Noi ristoriamo chi ha perso il lavoro. Voglio, però, sottolineare anche gli interventi che riguardano le persone più deboli, gli invisibili, chi ha più subito in questi anni e rischia di subire ancora di più da questa crisi i danni di un aumento delle distanze e delle differenze sociali.
400 milioni per i Comuni, per il Fondo per gli incapienti e la proroga del reddito di emergenza sono provvedimenti importanti che credo vadano sottolineati, perché ci si deve occupare di tutti e abbiamo tentato di occuparci di tutti, perché lo slogan che “nessuno deve essere lasciato solo” non può restare soltanto sulla carta.
Concentrerò brevemente il mio intervento su un tema che riguarda cittadini e persone che sono detenute in questo momento difficile nelle carceri e negli istituti di pena del nostro Paese.

Il Governo risponda al disagio ma l'opposizione collabori con comportamenti responsabili

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Intervento in Senato durante l'informativa del Ministro dell'Interno sui disordini nelle città (video).

Ringrazio il Ministro dell’Interno per aver sottolineato, all’inizio del suo intervento, l’impegno del Governo e le cose già fatte dal Governo per impedire che la criminalità organizzata possa avvantaggiarsi della crisi, sfruttando la crisi per l’usura, per acquisire locali e per costruire consenso sociale.
Chiedo, innanzitutto, al Ministro di esprimere tutta la nostra vicinanza e la nostra solidarietà agli operatori delle forze dell’ordine che, in questi giorni, sono impegnati a difendere le nostre città ma, soprattutto, il diritto a manifestare delle persone perbene; sapendo che stanno affrontando con misura e attenzione le violenze di piazza, cosa che comporta non solo i rischi consueti ma, in questa fase, anche il rischio di contagio. E penso soprattutto alla mia città, Milano, dove ci sono diverse decine di agenti che si sono infettati con il coronavirus.
Nel Paese c’è un disagio evidente e motivato.
La ripresa drammatica dei contagi, insieme alla crescita delle preoccupazioni per il futuro, di fronte alla crisi economica, alimenta incertezza e malessere.
A ciò si è aggiunto, in questi giorni, l’impatto delle misure che il Governo ha dovuto mettere in campo per combattere la crescita dei contagi, senza arrivare al lockdown ma limitando la circolazione delle persone.