La Legge Zan riguarda la vita delle persone, le tattiche vanno chiuse

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Intervento in Senato durante la discussione per la calendarizzazione della legge Zan (video).

Il Presidente della Commissione Giustizia ha raccontato la sua versione, che devo dire è abbastanza forzata se non fantasiosa.
Visto che il Presidente in questi giorni, in queste settimane, in questi mesi ha una sorta di idiosincrasia sul voto, non tiene conto che quest’Aula ha già votato per la calendarizzazione in Aula del disegno di legge Zan. Oggi il Presidente Ostellari ci ha impedito di votare in Commissione Giustizia, dove la maggioranza avrebbe ribadito la volontà di discutere in Aula questo provvedimento.
Questo è un provvedimento importante: serve a proteggere le persone.
Non è possibile fare la mediazione che propone Ostellari perché dei diritti umani e dei diritti civili qui in Senato c’è una parte che non se ne interessa.
Il disegno di legge Zan è un provvedimento importante che riguarda diritti umani e diritti civili, non altre cose e serve a proteggere delle persone deboli per la propria condizione e per la propria natura, che spesso vengono discriminate e spesso subiscono violenze.
Non è opportuno che su questo si facciano giochini politici e strategie.

Il finanziamento dei corpi dello Stato non può essere demandato al 5 per mille

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Intervento svolto in Senato in dichiarazione di voto sul disegno di legge per destinare le risorse del 5 per mille alle Forze dell'Ordine (video).

Stiamo parlando di un provvedimento che è stato approvato con ampio consesso nel 2019.
In sede di dichiarazione di voto mi permetto di fare una riflessione legata allo strumento del 5 per mille, che questo testo propone di dedicare al finanziamento delle forze dell’ordine, esercito, polizia penitenziaria.
Si tratta, però, di uno strumento che, nel nostro ordinamento, abbiamo deciso di destinare al terzo settore, all’associazionismo, a chi svolge una funzione sociale, dando ai cittadini la possibilità di scegliere di sostenere, all’interno del mondo del terzo settore e dell’associazionismo, le cause che ritiene meritevoli di avere un finanziamento.
Credo, quindi, che questo sia il punto di partenza.
Dopo di che è evidente che non c’è alcun dubbio sulla necessità di implementare i finanziamenti per le forze dell’ordine, per l’esercito, per la polizia penitenziaria, per chi in questi anni e in questi mesi duri della pandemia ha dato un contributo fondamentale al Paese: io sono d’accordo, ce lo siamo detti spesso in questi anni e anche in questi mesi e lo abbiamo anche fatto.

Abbiamo bisogno di una legge di riordino del settore del gioco

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Intervento in Senato durante la discussione dell'istituzione di una Commissione di Inchiesta sul Gioco d'azzardo (video).

Credo che il passaggio di oggi in quest'Aula per l'istituzione della Commissione parlamentare di inchiesta sul gioco possa essere uno strumento utile per riaccendere i riflettori su un settore molto importante per l'economia del Paese; un settore che ha bisogno davvero di essere analizzato, valutato e approfondito.
Sul settore del gioco legale abbiamo bisogno di fare una riflessione.
Troppe cose si sono susseguite. Manca una riforma organica del settore e stiamo parlando di un settore importante, che garantisce otto miliardi all'anno di entrate allo Stato italiano, ma che è anche fortemente permeabile alla criminalità e alla illegalità.
Molte sono le inchieste che abbiamo visto susseguirsi da Nord a Sud in questi mesi e in questi anni, che hanno visto la criminalità organizzata penetrare il gioco legale o gestire il gioco illegale.
Rispondere a tutto questo significa valorizzare, come è giusto fare, l'importanza del gioco legale, mantenere un gioco legale anche per contrastare l'illegalità, ma bisogna sapere che ciò non è sufficiente.

Ricordare Livatino per dire che le istituzioni non dimenticano chi ha saputo rappresentarle bene

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Intervento in Senato per la commemorazione di Rosario Livatino (video).

Vogliamo ricordare Rosario Livatino. È stato proclamato beato il 9 maggio: non è una data casuale, è lo stesso giorno in cui il nostro Paese ricorda il rapimento Moro e l’omicidio di mafia di Peppino Impastato, due delle pagine più dure e più dolorose della vita del nostro Paese.
La Chiesa beatifica Livatino e, con un ennesimo gesto forte, in Sicilia conferma l’impegno dei cattolici contro le mafie e la distanza da quei mondi che spesso cercano, invece, di usare la religione per crearsi consenso sociale.
Rosario Livatino è stato il più giovane dei tanti magistrati martiri vittime delle mafie, ucciso con terribile determinazione e in disprezzo della vita umana in una vera e propria esecuzione perché, come recita la sentenza di condanna dei mandanti e degli esecutori del delitto, perseguiva le cosche laddove si pretendeva un trattamento lassista se non compiacente.
Livatino, quindi, era un uomo che faceva il proprio dovere. Aveva perseguito e fatto condannare gli uomini della Stidda. Aveva avuto il coraggio di applicare in modo innovativo ed efficace le misure di prevenzione.