Tra politica e società. Cittadini, istituzioni e crisi della rappresentanza nell’Italia del cambiamento

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Seminario dell'Associazione Democratici per Milano in programma Sabato 17 gennaio 2015 dalle 9:30 alle 18:00 presso la Sala Bramante del Palazzo delle Stelline di Milano (Corso Magenta 61).

TRA POLITICA E SOCIETÀ
Cittadini, istituzioni e crisi della rappresentanza nell’Italia del cambiamento

Ore 9.30- 13.00
Introduce Matteo Bianchi, Presidente Associazione Democratici per Milano
Presiede Maurizio Belloni, Direttore Associazione Democratici per Milano

LAVORO, SOCIETA’, CONFLITTO: ASPETTI E CRITICITA’ DELLA RAPPRESENTANZA
Introduce Carlo Borghetti, Consigliere Regionale della Lombardia
Intervengono: Chiara Braga, Segreteria Nazionale PD | Gian Roberto Costa, Segretario Generale Unione Confcommercio | Onorio Rosati, Consigliere Regionale della Lombardia | Alessandro Maggioni, Presidente Federabitazione | Ettore Rosato, Vicecapogruppo PD alla Camera dei Deputati | Nicola Testa, Presidente COLAP Lombardia

La riforma del Senato

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Al Senato stiamo discutendo da qualche settimana di come fare la riforma.
Vorrei fare alcune rapide riflessioni.
La prima è questa: sono stato uno dei primi a intervenire alla prima assemblea dei senatori a cui ha partecipato Matteo Renzi per spiegare la riforma del Senato. Nel mio primo intervento ho detto di essere d’accordo ma ho chiesto di non partire dalla questione dei costi della politica. Oggi, però, mi domando se senza quell’approccio sui costi della politica e la diminuzione del numero dei parlamentari, staremmo discutendo della riforma del Senato con concretezza e con la fiducia incassata. Perché, dobbiamo constatare che,oggi, grazie a questo approccio, si è costruito un consenso nell’opinione pubblica con cui tutti devono fare i conti.

Una riflessione sul voto a M5S

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Molti cittadini hanno votato il Movimento Cinque Stelle per chiedere un cambiamento, anche legato al ritardo con cui il sistema politico e i partiti si sono rinnovati. C’è stata una generalizzazione per cui è sparito il principio di responsabilità e non è stato più distinto chi ha fatto alcune cose da chi ne ha fatte altre. Il sistema politico è stato guardato nel suo complesso per cui si è stati definiti tutti uguali. In realtà non siamo tutti uguali e non abbiamo neanche avuto tutti le stesse responsabilità.
Sul Partito Democratico e sul centrosinistra sono state caricate delle responsabilità che non abbiamo.
Noi non abbiamo governato negli ultimi cinque anni; solo nell’ultima fase abbiamo sostenuto un governo d’emergenza ma non era il nostro governo. Negli ultimi 10 anni, siamo stati al governo solo un anno e mezzo.
 
 

Basta fagocitare la rabbia della gente contro chi si occupa della cosa pubblica

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La vicenda delle impiegate della Regione Umbria uccise è un tragico insegnamento rispetto al fatto che forse bisogna smetterla di fagocitare la rabbia contro chiunque si occupi della cosa pubblica. Anche in queste settimane abbiamo sentito additare come nemici oltre ai politici anche i dipendenti pubblici, mentre molti di loro svolgono il proprio lavoro con scrupolo e con spirito di servizio.
Occorre fare più attenzione per non creare il cortocircuito tra la grave situazione del Paese, la pubblica amministrazione che funziona peggio di come dovrebbe e l’accanimento contro i dipendenti pubblici e contro chiunque rappresenti il settore pubblico perché continuare ad indicare alle persone una generica responsabilità e un generico capro espiatorio poi - quando si ha a che fare con soggetti che, anche a causa della sofferenza, sono ridotti in stati psichici problematici - può dare luogo a episodi drammatici come questo. Quando ci sono rabbia e disperazione bisognare stare attenti a come le si affrontano e ai toni che si usano. In questo senso, è bene riflettere anche sui toni utilizzati dal linguaggio della politica.