Incontri Riformisti: L'attuazione del PNRR

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Intervento agli Incontri Riformisti svolti a Milano, nella sessione L’attuazione del PNRR tra regia del Governo e responsabilità delle amministrazioni locali e regionali (video).

Ringrazio Associazione Democratici per Milano, Libertà Eguale Milano Lombardia e i Circoli Dossetti che hanno promosso questo incontro, che credo sia utile perché servono anche momenti di approfondimento e di elaborazione politica.
Vorrei fare velocemente un excursus sulle riforme della giustizia, che non riguardano soltanto la prescrizione anche se sui giornali si parla solo di quello.
In realtà stiamo facendo due riforme importanti che sono quasi in dirittura di arrivo: la riforma del processo penale e la riforma della giustizia civile. Stiamo anche facendo la riforma del CSM, anche per rispondere alle questioni del governo della magistratura che si sono poste con le note vicende di Palamara e altri.
Inoltre, dovremo fare anche la riforma del diritto tributario perché rientra tra quelle da fare.
Ridurre tutto, quindi, ad una discussione ideologica sulla prescrizione, tralasciando ciò di cui ha bisogno il Paese rispetto alle riforme sulla giustizia è poco.
È utile ricordare che tra i diversi blocchi allo sviluppo che il Paese subisce da molto tempo c’è sicuramente il tema della giustizia, il funzionamento della giustizia, i tempi della giustizia, l’enormità degli arretrati che sono nei corridoi di tanti tribunali. Tutto questo non solo mette in discussione un diritto fondamentale dei cittadini ad avere una giustizia oltre che giusta anche in tempi corretti e rapidi ma sicuramente costituisce uno dei più grandi elementi che disincentiva la capacità attrattiva del Paese rispetto agli investimenti dall’estero e rende più difficile e più problematico investire in Italia.
Credo, quindi, che abbia fatto bene la Commissione sul PNRR a condizionare una parte importante dei soldi al fatto che si facciano queste riforme.
Credo che il Governo stia facendo bene sul PNRR, a partire dalla riforma della giustizia penale e civile.
Dobbiamo sapere che siamo di fronte ad un obbligo, che paradossalmente ci aiuta.
Non so se con un accordo di Governo e di maggioranza avremmo fatto la riforma del processo penale, se non ci fosse il rischio di perdere finanziamenti consistenti: la Lega ha compensato, spostando sui referendum il tradizionale dibattito ideologico che ha impedito per troppo tempo di fare le riforme sulla giustizia.
Il dato è che oggi riusciremo a fare le due riforme della giustizia in tempi rapidissimi perché si è creata una condizione per cui non esistono scappatoie, in quanto se non si fanno non arrivano i soldi.
Sono convinto che ad ottobre avremo approvato definitivamente in entrambe le Camere sia la riforma del processo civile che quella del processo penale e sarà anche grazie al lavoro intelligente che ha fatto la Ministra Cartabia, la quale è partita dai testi che erano già in discussione in Parlamento, che erano già stati emendati nel lavoro fatto da Commissioni molto autorevoli. Oggi, quindi, siamo nelle condizioni di pensare che ad ottobre si approveranno entrambe le riforme della giustizia.
In queste riforme ci sono interventi molto significativi anche dal punto di vista economico nel PNRR legati al funzionamento e all’organizzazione della giustizia.
Oggi abbiamo tempi lunghissimi anche perché c’è scarsità di personale, perché c’è la necessità di semplificare e in molti tribunali c’è una quantità di arretrati spaventosa.
In Italia tutto è a macchia di leopardo: i tempi del tribunale di Milano sono in linea con quelli degli altri Paesi europei mentre altri tribunali, come Roma e Napoli, hanno arretrati spaventosi perché c’è un evidente problema organizzativo. C’è, quindi, bisogno anche di diffondere le buone pratiche.
Quando parliamo di riformare la giustizia per renderla efficiente, ricordiamo che con il PNRR si assumono 18.000 persone con delle precise mansioni: 15.000 persone andranno a formare gli uffici del processo che supporteranno i magistrati, sgravandoli di una parte importante del lavoro burocratico e di una serie di funzioni che possono essere assolte da altri e, inoltre, potranno aiutare a velocizzare di molto i tempi e migliorare l’efficienza.
Altre 3.000 assunzioni sono di personale che deve rendere efficienti le strutture dei tribunali e poi affrontare l’altra grande questione su cui pure c’è un investimento significativo che è quella della digitalizzazione.
Il lockdown ci ha lasciato sicuramente molte cose negative ma si sono anche sperimentate modalità che oggi possono semplificare di molto il modo di lavorare all’interno dei tribunali, pur mantenendo il diritto alla difesa.
Questo insieme di cose vale molto; forse anche di più delle modifiche normative, se l’obiettivo da raggiungere è quello di una giustizia che funzioni in tempi rapidi e senza violare i diritti e le prerogative di alcuno.
Una parte degli investimenti del PNRR è poi destinato al carcere. Tengo molto a questo non solo per l’effetto della misura concreta, che è quello di costruire nuovi padiglioni in alcune carceri, ma anche perché esplicitamente la finalità non è quella di aumentare il numero dei posti all’interno delle carceri ma quella di aumentare gli spazi di lavoro, di formazione e di trattamento per i detenuti e, quindi, sta in un’idea della giustizia e del sistema delle pene che è molto vicina alla nostra, anche se la rivendichiamo poco.
La riforma del processo penale investe molto sui riti alternativi, sulle pene alternative e cerca di favorire tutte le soluzioni che impediscano che l’unica alternativa diventi il carcere; quindi si parla di messa alla prova e di giustizia riparativa.
In quella riforma ci sono una serie di cose importanti - anche se si è parlato soltanto della prescrizione (dove si è trovato un buon punto di equilibrio) - che sono quelle per cui ci siamo battuti e che mettono in campo un’idea di giustizia penale che non prevede solo arresti e carcere ma riti alternativi, pene alternative, giustizia riparativa e credo che siano cose molto positive.
C’è poi anche un altro tema che riguarda un finanziamento già attivato per favorire l’utilizzo dei beni confiscati ed è stato il Parlamento ad insistere su questo.
I sindaci sanno bene che per utilizzare i beni confiscati devono avere le risorse per metterli nelle condizioni di essere a disposizione del pubblico e quei soldi spesso non ci sono. Il fatto che ci siano 300 milioni stanziati nel PNRR con questa finalità lo trovo importante e trovo importante anche che il tema della lotta alle mafie sia comunque entrato nelle misure che si sono già definite.
Sul processo civile stiamo completando il lavoro. Si sta lavorando molto per ridurre il ricorso al processo, quindi si incentiva la mediazione, l’arbitrato, dare la possibilità ai giudici di pace di decidere su cause di una dimensione più elevata di quelle su cui possono intervenire oggi, poi semplificazione e digitalizzazione.
Molto viene risolto con l’ufficio del processo.
Se non ci incartiamo con discussioni con c’entrano niente con gli obiettivi che ci assegna il PNRR e non ci incartiamo in una discussione ideologica sul diritto di famiglia e il tribunale della famiglia, voluta da Pillon, mi pare che anche sul processo civile ci siano prospettive positive.



Nel PNRR c’è anche un’altra grande voce di investimenti che riguarda la rigenerazione urbana e che, ad esempio, per città come Milano è molto importante in presenza di una nuova fase che si apre e che trasformerà il mondo del lavoro, il modo di muoversi. Queste trasformazioni le dobbiamo governare se non vogliamo trovarci con interi pezzi di città fantasma, perché lo smart working riduce il numero di chi va a lavorare in ufficio, fa chiudere interi edifici, mette in crisi il commercio di vicinato e la ristorazione nati attorno a quello. C’è, quindi, un grande tema che riguarda la rigenerazione urbana e non è soltanto l’efficientamento energetico o la messa in sicurezza degli edifici ma deve essere anche la sfida di mettere in campo un’idea di trasformazione delle città che fa governare quel processo e non subirlo.
Ci sono diverse voci e diversi contributi nel PNRR su questo. Con il Ministro Giovannini stiamo lavorando per riuscire ad approvare in fretta anche la legge sulla rigenerazione urbana che è assegnata al Senato e di cui sono Relatore.
Credo che questa sia una cosa molto importante se vogliamo avere un occhio al futuro e di cui nel PNRR c’è molto e credo che sia una vera priorità non solo per le città ma anche per il Paese, perché o riusciamo a dare alle amministrazioni gli strumenti economici e normativi per gestire le trasformazioni che oggettivamente ci saranno dopo la pandemia o non facciamo un buon servizio al Paese.

Video dell’intervento» 



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