Le misure del Governo per non lasciare nessuno da solo e far ripartire l'economia

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Intervento alla videoconferenza “Le misure del Governo per non lasciare nessuno da solo e far ripartire l'economia” con Pier Paolo Baretta e Chiara Braga organizzata da Associazione Democratici per Milano (video).

Abbiamo voluto fare questo incontro perché ci sembrava che fosse utile fare il punto sulle cose che si stanno facendo perché, spesso, in queste giornate convulse, sui giornali e sul web, prevalgono le discussioni politiche e il gossip sui retroscena riguardanti i rapporti tra i partiti e si rischia di perdere di vista l’impegno gravosissimo che abbiamo di fronte e lo sforzo davvero impressionante che sta facendo il Governo, seppur con i limiti e alcune lentezze.
Penso che bisogna avere chiaro che abbiamo di fronte una situazione assolutamente inedita e drammatica in cui dobbiamo conciliare la ripartenza in sicurezza, garantendo la salute dei cittadini per non vanificare tutti gli sforzi fatti fino ad ora ma dobbiamo comunque ripartire.
Da una parte dobbiamo riuscire a stare vicini alle persone, fare in modo che non vengano troppo penalizzate da questa crisi; chi ha perso il lavoro ha bisogno di avere uno Stato che lo sostenga e questo è ciò che abbiamo cercato di fare con il Decreto Cura Italia.
Dall’altra parte bisogna anche aiutare le aziende e abbiamo cominciato a farlo con il Decreto Liquidità e lo faremo ancora con il Decreto nato come “Aprile”.
Ci sembra utile parlare delle misure concrete perché ai cittadini in questa fase interessano poco alcuni discorsi della politica politicante mentre interessa molto capire come concretamente stiamo intervenendo e anche segnalare quali sono i limiti dell’azione che stiamo mettendo in campo.
Pensando alla ripartenza, tutto questo significa anche pensare ad un’idea di Paese e ad un’idea di Europa e di sviluppo sostenibile.
Questa pandemia ha azzerato molte cose e allora proviamo anche a trasformare questo disastro in un’opportunità, provando a dare un segno alla ripartenza.
Questo significa investimenti sull’ambiente e riprendere questioni che avevamo già posto quando abbiamo fatto la Legge di Bilancio e che oggi abbiamo necessità di spingere molto di più.
Cambia tutto: cambiano i tempi delle città, cambia il modo di muoversi, cambieranno i tempi del lavoro e cambieranno i tempi della scuola.

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Abbiamo, dunque, due mission in una situazione difficilissima in cui, troppo spesso, quando si parla di politica non si ha contezza.
In una situazione così difficile come quella che stiamo attraversando, dobbiamo stare accanto alle persone, come abbiamo fatto con il Decreto Cura Italia, che però ha avuto anche dei limiti soprattutto per far arrivare a destinazione i provvedimenti, dai 600 euro alla cassa integrazione in deroga.
Dall’altra parte abbiamo bisogno di ripartire e, quindi, di sostenere le aziende e di garantire liquidità e anche su questo qualche provvedimento è già stato fatto ma, dopo la prima emergenza che ci ha portato a fare scelte generalizzate, adesso possiamo fare scelte più avvedute e con un’azione economica molto importante.

A causa della necessità di tenere il distanziamento, il virus sta cambiando il nostro modo di muoverci e cambierà gli orari delle città.
Tutto questo, però, comporta il rischio molto serio che la difficoltà della mobilità si traduca nel ricorso all’auto privata, facendoci tornare indietro di anni di impegno e di lavoro per fare in modo che nelle città si privilegiasse il mezzo pubblico.
A Milano si sta facendo la scelta dello sharing, delle piste ciclabili, dell’allargamento dei marciapiedi nell’idea di mettere tutto raggiungibile nell’arco di 15 minuti a piedi. Ci si è posti subito, quindi, il problema di evitare di tornare indietro sulla mobilità sostenibile.
In questo senso, penso che sia utile l’ecobonus e penso che dobbiamo saperlo usare anche per promuovere la rigenerazione urbana, migliorare le città e il costruito, andare verso un efficientamento energetico.
C’è poi un convitato di pietra in tutta questa discussione che si chiama Europa. È utile chiarire quante risorse arriveranno dall’Europa.
L’Europa è una questione decisiva perché o tutta insieme è capace di affrontare questa crisi o non c’è, in quanto altrimenti si rivelerebbe soltanto uno strumento finanziario ma non certamente un soggetto politico e sociale.

Vorrei anche sottolineare ciò che ha segnalato la Procura Nazionale Antimafia: c’è il rischio concreto che l’emergenza venga usata per proporre una deregolamentazione totale. Il modello del Ponte di Genova - che alcuni continuano a citare dicendo che va bene - non prevede alcun controllo ma ha gli affidamenti diretti. In Parlamento, alcune forze politiche propongono i condoni edilizi o l’abolizione del Codice Antimafia, la sospensione del Codice degli Appalti e di tutte le norme ambientali. C’è una cultura per cui l’emergenza, invece che una cosa da affrontare, sia un’occasione da sfruttare per fare il condono tombale sulle tasse o altri condoni generalizzati. Questo è un rischio molto concreto su cui noi dovremmo qualificarci e fare una battaglia che nei prossimi mesi sarà molto seria.

Video della diretta» 


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