La battaglia culturale per contrastare la violenza sulle donne è necessaria

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Intervento in Tv a 7Gold (video).

La battaglia culturale per contrastare la violenza sulle donne è necessaria e si deve combattere in ogni luogo.
E' una battaglia che deve impegnare tutti e che non possiamo ricordarci di combattere solo una volta all'anno, il 25 novembre. Ci sono spesso comportamenti visibili, anche se in apparenza insignificanti, che denotano un'idea del rapporto uomo-donna che è pericolosa perché estremizzata può portare a violenze come quelle riportate dalle cronache. Penso, quindi, che non si debba restare indifferenti di fronte a situazioni di questo tipo, neanche nel privato, in ambiti familiari e amicali.
Sul contrasto alla violenza alle donne ci sono ancora molte cose da fare.
Il Codice Rosso, recentemente approvato, è una legge importante perché nel nostro Paese le questure non erano attrezzate per affrontare il problema delle violenze sulle donne e ha inserito la possibilità di formare il personale e dare le priorità alle donne che si presentano per denunciare.

Frammenti autobiografici dal carcere

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Ad Anghiari al Festival dell’Autobiografia alla presentazione del libro “Frammenti autobiografici dal carcere. Laboratori di scrittura sulla paternità tra uomini detenuti e uomini liberi” il frutto del lavoro fatto in molte carceri italiane incontrando i reclusi e lavorando con loro.
Un successone!
Complimenti davvero all’associazione “verso Itaca” per l’iniziativa che aiuta a capire il carcere e le persone.

Rimettere in campo risorse e servizi sociali per aiutare chi è in difficoltà

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Intervento a 7Gold.

Oggi c’è ancora un grande problema per le fasce deboli della popolazione che non viene risolto dal reddito di cittadinanza. Credo che la soluzione sia quella di rimettere in campo risorse economiche e anche la rete dei Comuni e dei servizi sociali, che è stata esclusa dalla gestione del reddito di cittadinanza, per consentire alle persone che hanno bisogno di poter essere aiutate sia con servizi che con sostegno economico.
Il problema delle persone con difficoltà, che vivono con circa 600 euro al mese, non si risolve certamente bloccando i porti ma se si inizia ad occuparsi dell’economia del Paese. Al momento sembra che non se ne stia occupando nessuno perché ci si occupa di fare la guerra a chi salva le persone in mare.

Riconosciuto il diritto al sostegno per i ragazzi disabili

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Questa mattina sono stato a Sesto San Giovanni, dove i genitori di ragazzi disabili festeggiano l’ordinanza del Tribunale di Monza che stabilisce che il Comune e il MIUR compiono un reato di discriminazione se fanno mancare il sostegno scolastico a quei ragazzi che ne hanno bisogno. Grazie all’impegno loro e della loro associazione si è ottenuto il riconoscimento di un diritto che evidentemente scontato non è almeno per gli amministratori sestesi.