I ritardi sulle vaccinazioni sono dovuti anche ai problemi di approvvigionamento dei vaccini

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Intervento a Radio Lombardia (video).

È evidente che ci sono stati dei ritardi nelle vaccinazioni anche per dei problemi di approvvigionamento dei vaccini in Europa.
È evidente che l’Europa ma anche altri Paesi ricchi del Pianeta avevano anche l’onere di mettere in sicurezza prima la propria popolazione anche per poter mettere in sicurezza una parte importante del mondo.
L’OMS dice che solo il 10% dei cittadini europei sono stati vaccinati, in Italia la percentuale è più alta però è evidente che ci sono stati ritardi negli approvvigionamenti.
Mi pare di capire che, comunque, più andiamo avanti e più questo problema si supererà. Sono convinto, quindi, che sia perseguibile l’obiettivo di raggiungere l’immunità di gregge prima dell’estate, vaccinando il 60/70% dei cittadini, soprattutto quelli delle fasce più deboli.

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Sui diritti civili, la Lega deve uscire dall'ambiguità

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Intervento a Radio Lombardia (video).

La vicenda che si sta consumando attorno alla Legge Zan è stucchevole.
La Camera dei Deputati ha finalmente approvato un testo che punisce l’omotransfobia, che costituisce un’aggravante per chi istiga per ragioni di odio ad atti di violenza e c’è la pretesa da parte della Lega di non cominciare neanche la discussione al Senato. Io credo che questo sia grave. Intanto è grave perché le motivazioni che vengono addotte sono francamente risibili: la Legge Zan è un’iniziativa parlamentare e il Parlamento decide a maggioranza cosa portare avanti o meno, non può esserci l’utilizzo dell’appartenenza allo stesso Governo come ricatto per impedire di approvare una legge di civiltà.
Credo che ci sia anche il tentativo da parte della Lega di nascondere le reali ragioni di questa volontà di non iniziare la discussione. Sul merito evidentemente la Lega vuole mantenere un’ambiguità proprio sul terreno dei diritti civili e una discussione in cui dovesse prendere una posizione chiara la renderebbe difficile.

Tutti abbiamo la responsabilità di evitare di aiutare il virus a diffondersi

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Intervento a Radio Lombardia.

Bisogna invitare le categorie più a rischio e gli anziani a limitare gli spostamenti, come dicono oggi i medici di base, e soprattutto a limitare gli incontri e le frequentazioni o di trovarsi in luoghi dove può circolare il virus.
Dire di lasciare liberi i giovani perché non si ammalano o, se si ammalano, avviene in forme meno gravi è demagogico: si è dimostrato che i giovani hanno la stessa possibilità di ammalarsi degli altri. Inoltre, tutti, giovani o anziani, abbiamo la responsabilità di evitare di aiutare il virus a diffondersi, per cui dobbiamo sapere che ancora per qualche mese dovremo tenere dei comportamenti attenti e corretti, evitare gli assembramenti, tenere la mascherina, lavarsi le mani.
Credo che De Luca, in Campania, abbia fatto una scelta drastica: io penso che la scuola sia l’ultima cosa da chiudere, oltretutto sono luoghi in cui tutto è più controllato che altrove.