Una telefonata al giorno può migliorare la vita in carcere

pubblicato il .

Qualche mese fa con alcuni altri parlamentari siamo stati invitati ad un incontro a San Vittore con le persone detenute del reparto chiamato “la nave”, quello amministrato dall’azienda sociosanitaria territoriale degli ospedali San Carlo e San Paolo.
Abbiamo ascoltato per due ore richieste e testimonianze sulla condizione carceraria. In particolare, ci hanno raccontato dell’assurdità di un regolamento penitenziario che consente ai detenuti solo una telefonata a settimana, senza alcuna registrazione e, giustamente solo verso pochi numeri autorizzati.
Non ci sono ragioni, con questi limiti, per non consentire la possibilità di avere più contatti con le famiglie.
Certamente, poter salutare i figli la mattina prima che vadano a scuola o avere notizie quotidiane della salute dei propri genitori anziani e malati, aiuterebbe ad alleviare le sofferenze di persone detenute e loro famigliari.
Per questo abbiamo presentato un progetto di legge per consentire ai detenuti comuni di poter telefonare ai propri affetti una volta al giorno.

La nostra proposta in materia di prescrizione

pubblicato il .

Intervento in conferenza stampa per la presentazione del disegno di legge sulla riforma della prescrizione (video).

Confermo che la stessa proposta di Legge depositata dal PD alla Camera dei Deputati in materia di prescrizione verrà depositata anche in Senato alla riapertura delle attività e sarà firmata da me, dai membri della Commissione Giustizia e dal Capogruppo del PD in Senato Andrea Marcucci e dalla Vicepresidente del Senato Anna Rossomando.
Penso che questa proposta oggi ci consenta di fare una discussione anche all’interno della maggioranza di governo senza equivoci.
Nessuno di noi vuole sottrarsi dalla discussione sulla riforma del processo penale; anzi, per noi è una questione fondamentale, c’è un impegno da parte di tutta la maggioranza.
È chiaro che il tema che vogliamo affrontare e che stiamo affrontando sia quello di dare al Paese l’idea di una giustizia che funzioni meglio, in cui i processi siano più brevi, in cui si costruisca un’efficienza del funzionamento processuale e si diano gli strumenti operativi per far durare meno i processi.

Anche al Senato il Pd presenterà una proposta di legge sulla prescrizione

pubblicato il .

Questa mattina abbiamo presentato la nostra proposta di legge sulla prescrizione, già depositata alla Camera dei Deputati e che presto verrà depositata anche al Senato.
Nessuno di noi si vuole sottrarre alla discussione sulla riforma del processo penale.
È un impegno di tutta la maggioranza.
Noi vogliamo velocizzare i processi ma comunque i processi non possono essere infiniti.
La ragionevole durata è un principio costituzionale.
È ora anche di finirla con le ipocrisie e con la propaganda della Lega. Ricordo solo che Salvini ha votato in Parlamento la norma che blocca le prescrizione e ora annuncia un referendum.

Video della conferenza stampa»



Testo della proposta di Legge presentata alla Camera dei Deputati:


“Modifiche al codice penale in materia di prescrizione del reato e di ragionevole durata del processo”

Disposizioni in materia di Garanti dei detenuti

pubblicato il .

Ho presentato il Disegno di Legge A.S. 1550 "Disposizioni in materia di Garanti dei detenuti".

Scheda del provvedimento»

Relazione:

Il regime detentivo speciale previsto dall'articolo 41-bis dell'Ordinamento penitenziario è stato istituito con il decreto-legge n. 306 del 1992, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 356 del 1992 (a cavallo delle stragi mafiose del 1992, in una fase storica di « emergenza ». Si tratta di uno degli strumenti normativi più efficaci nell'azione di contrasto alla criminalità mafiosa.
L'obiettivo principale di tale istituto è quello di impedire ogni forma di comunicazione tra i reclusi e gli appartenenti alle organizzazioni criminali e mafiose ancora in libertà. Occorre neutralizzare la pericolosità di detenuti di grosso calibro che, prima del varo della norma, continuavano a impartire ordini verso l'esterno e dunque ad esercitare potere nei loro territori, non solo, ma anche all'interno degli stessi istituti di detenzione.
Impedire contatti tra interno ed esterno del carcere: è questa dunque la ratio principale che ha convinto il legislatore. Nel 2002 (legge 23 dicembre 2002, n. 279) il Parlamento ha ridisegnato l'istituto sancendo il passaggio a regime della disciplina. La legge n. 94 del 2009 ha apportato ulteriori modifiche all'articolo 41-bis, ampliando i presupposti di applicazione e inasprendo il contenuto delle restrizioni.