Il Governo aiuti Venezia

pubblicato il .

Adesione ad una mozione del Gruppo PD inerente le iniziative a favore di Venezia, alla luce dei recenti eventi alluvionali.
 
Testo della mozione:

Atto n. 1-00192 - Pubblicato il 20 novembre 2019, nella seduta n. 167.
Esame concluso nella seduta n. 168 dell'Assemblea del Senato in data 21 novembre 2019 

Il Senato,

premesso che:

la città di Venezia e la sua laguna hanno subito ancora una volta un'inondazione dalle conseguenze devastanti. Al picco eccezionale di 187 centimetri della serata del 12 novembre 2019, secondo solo all'"acqua granda" del 1966, si sono succedute altre maree di eccezionale portata che hanno messo in ginocchio la città. La grande calamità ha coinvolto tutto il territorio metropolitano, da Chioggia, dove l'acqua alta ha raggiunto l'altezza di 170 centimetri, di eccezionale portata, a San Michele al Tagliamento, passando per Jesolo, dove il mare ha inondato il centro abitato;

già nel 2018 la tempesta che ha colpito l'intero Nord-Est aveva determinato ingentissimi danni;

le devastazioni che si vanno ripetendo sono causate da molteplici fattori di origine sia naturale che antropica. Non va sottovalutato l'abbandono delle pratiche tradizionali di manutenzione e cura ordinaria che hanno caratterizzato tutta la storia della Serenissima e che, dopo la catastrofe del 1966, erano state adeguatamente recepite con la legge speciale per Venezia (legge n. 171 del 1973) con il suo imprescindibile finanziamento, reso inizialmente ordinario e poi cessato una volta che si è dato avvio ai lavori per la costruzione del Mose, opera che ha assorbito la quasi totalità delle risorse messe a disposizione dallo Stato;

la frequenza delle maree eccezionali deriva certamente anche dal cambiamento climatico di origine antropica (innalzamento del medio mare, eventi atmosferici eccezionali), la cui portata rischia di mettere in difficoltà la sopravvivenza non solo della città lagunare ma anche di significative porzioni della terraferma;

nonostante il Centro previsioni e segnalazioni delle maree della città abbia previsto nel corso della giornata del 12 novembre una quota di 140 centimetri, le eccezionali condizioni atmosferiche, legate al fenomeno della "scontratura" tra i venti di scirocco e bora, che hanno iniziato a soffiare ad una velocità superiore ai 50 nodi, hanno portato a un picco di 187 centimetri intorno alle ore 22,50;

per effetto di questo livello del mare, il 100 per cento della città è stato allagato e, contemporaneamente, anche le isole minori e la barriera litoranea di Lido e Pellestrina sono state investite dalla marea e dalla mareggiata; nel centro storico e nelle isole della laguna si sono rilevati danni ingenti che hanno colpito beni culturali, come la basilica di San Marco e altri beni monumentali di straordinaria rilevanza artistica ed architettonica;

rilevato che:

i vigili del fuoco, la Protezione civile, le forze dell'ordine, semplici cittadini e volontari si sono da subito prodigati per far fronte coraggiosamente all'emergenza, garantire l'incolumità dei cittadini e mettere in sicurezza il territorio;

nella giornata del 14 novembre, il Consiglio dei ministri si è riunito ed ha deliberato la dichiarazione dello Stato di emergenza e lo stanziamento dei primi 20 milioni di euro destinati agli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione, al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche e alle attività di gestione dei rifiuti e del materiale alluvionale;

il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha attivato la task force per verificare la presenza di criticità nelle scuole su cui intervenire immediatamente;

il Ministero per i beni e le attività culturali ed il turismo ha attivato sin da subito l'unità di crisi per la valutazione dei danni e la messa in sicurezza del patrimonio artistico e culturale della città;

il Presidente del Consiglio dei ministri ha convocato il 26 novembre il comitato interministeriale di indirizzo, coordinamento e controllo sulla laguna di Venezia (cosiddetto comitatone per la salvaguardia di Venezia), per discutere della governance e dei problemi strutturali della città;

a causa dei ritardi nella sua realizzazione e messa a regime, non è stato possibile attivare, nemmeno parzialmente, il sistema di dighe mobili del Mose;

considerato che:

il Governo ha proceduto, in attuazione di quanto previsto dal decreto-legge n. 32 del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 55 del 2019, lo scorso 14 novembre alla nomina di Elisabetta Spitz a commissario straordinario che dovrà sovrintendere il completamento del sistema di dighe a scomparsa Mose entro il 2021, un'opera molto controversa per la quale lo Stato ha già erogato oltre 5 miliardi di euro, giunta al 93 per cento della sua realizzazione;

è del tutto evidente che, a prescindere dal funzionamento del Mose, la salvaguardia di Venezia, di Chioggia e della laguna ha bisogno di un'ordinaria cura e manutenzione fatta di piccoli e costanti interventi che devono essere finanziati in modo continuativo;

tali interventi mirati devono essere ricompresi in un piano di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico che rivisiti e renda incisive le politiche di prevenzione dei rischi e dei danni;

considerato, inoltre, che:

l'ondata di maltempo continua a flagellare gran parte dell'Italia ed ha messo in stato di allerta di rischio idrogeologico ben 11 regioni. Il dissesto idrogeologico va affrontato con una gestione del territorio che tenga conto del nuovo contesto climatico per prevenire e mitigare i rischi e i danni;

la difesa del territorio contro eventi che hanno un impatto idrogeologico pesante risponde a un pubblico interesse e deve essere organizzata e condotta con uniformità di indirizzi e unità di attuazione per l'intero territorio nazionale. Particolare attenzione va riservata ai temi del consumo e dell'impermeabilizzazione del suolo, della rigenerazione urbana e del ripristino degli habitat e delle reti idrografiche;

il tema della salvaguardia di Venezia, sia del suo fragile sistema architettonico e artistico che del suo delicato ecosistema della laguna, comprende diverse questioni, che per essere risolte vanno necessariamente affrontate in modo unitario mediante un "dossier Venezia". In tal senso vanno affrontati contestualmente i problemi legati: 1) al traffico crocieristico: attualmente entrano nella laguna di Venezia le grandi navi fino a 96.000 tonnellate (circa 530 navi all'anno) e raggiungono il terminal della Marittima, sull'isola del Tronchetto, attraverso il bacino di San Marco e il canale della Giudecca, provocando gravi problemi e disagi alla vita della città. In tal senso da tempo c'è l'impegno da parte del Governo per trovare una soluzione alternativa al passaggio delle grandi navi; 2) alla sostenibilità ambientale e sociale della città e della laguna, che oggi è sempre più ristretta tra un'iperspecializzazione turistica della sua economia ed una sempre più accentuata e preoccupante curva di diminuzione della popolazione residente; 3) al turismo: per limitare il sovraffollamento cittadino e contrastare lo spopolamento della città storica, che va tutelata e valorizzata con politiche mirate che regolamentino l'afflusso turistico e favoriscano il ripopolamento; 4) alle bonifiche a Porto Marghera: si tratta di un'area di circa 2.000 ettari, di cui ad oggi risulta bonificato solo il 16 per cento dei suoli e l'11 per cento di acque di falda, con progetti di bonifica e messa in sicurezza approvati per il 69 per cento dei suoli e il 66 per cento delle acque di falda, ma non ancora attuati; 5) all'operatività del porto, che non può prescindere dall'approvazione di un nuovo protocollo fanghi e del nuovo piano morfologico della laguna, nonché da una verifica dell'effettiva funzionalità della conca di navigazione.
Due strumenti fondamentali per la necessità di aggiornare la normativa sullo smaltimento dei sedimenti e di procedere con gli interventi di manutenzione ordinaria della laguna nei suoi aspetti morfologici; 6) al moto ondoso determinato dal traffico in laguna e nei canali interni della città, che ha raggiunto livelli insostenibili provocando problemi di sicurezza con frequenti incidenti, anche mortali. In passato il Governo aveva istituito anche il commissario per il moto ondoso, per cercare di gestire il fenomeno; 7) all'applicazione di un approccio resiliente alla pianificazione urbana e alla gestione edilizia del patrimonio architettonico di Venezia, che sia attento ai rischi, sensibile alle peculiarità della struttura urbanistica della città e che si prenda cura della messa in sicurezza del patrimonio culturale e delle attività produttive;

un altro grave problema che insiste sulla laguna e sui suoi abitanti, e che in questi giorni di acqua alta ha messo in grande apprensione i cittadini di Chioggia, è la presenza del deposito GPL in località Val Da Rio. Si è rilevato che in caso di incidente rilevante, l'unica via di fuga verso Sottomarina risulterebbe pressoché impraticabile in una situazione di emergenza per alta marea come quella verificatisi in questi giorni,

impegna il Governo:

1) ad assumere iniziative per individuare le risorse per far fronte ai danni causati dal fenomeno dell'alta marea in tutti territori interessati nei comuni di Venezia e Chioggia: sia quelli riportati dalle infrastrutture pubbliche, sia quelli che hanno colpito i privati, individuando sgravi, contributi per il risarcimento dei danni subiti, strumenti di incentivazione delle donazioni e la sospensione dei termini per gli adempimenti e per i versamenti dei tributi, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria, nonché il pagamento delle rate di adempimenti contrattuali, compresi mutui e prestiti, per i soggetti che hanno subito danni riconducibili agli eccezionali eventi meteorologici;

2) ad assumere le iniziative di competenza per estendere al territorio del Comune di Chioggia lo stato di emergenza dichiarato per il territorio del Comune di Venezia con deliberazione del Consiglio dei ministri del 14 novembre 2019;

3) a procedere prioritariamente, a integrazione e in attesa del completamento e della messa a regime del sistema Mose, a tutti gli interventi urgenti di contrasto e mitigazione delle acque alte, quali, tra l'altro: la messa in sicurezza e la prima protezione dell'Insula di San Marco fino alla quota di 110-120 centimetri; ripristino della capacità dissipativa delle bocche, ripresa e completamento del "progetto rii"; progetti di rialzo delle rive e dei suoli pubblici;

4) ad aggiornare e rifinanziare adeguatamente, nel primo provvedimento utile, a partire dal disegno di legge di bilancio attualmente in esame, la legge speciale per la città metropolitana di Venezia, individuando le opportune fonti strutturali di finanziamento, predisponendo un piano organico di interventi di manutenzione urbana diffusa, ecologica, infrastrutturale ed edilizia della città storica per la salvaguardia della laguna di Venezia, avendo riguardo al suo recupero e mantenimento morfologico, che contempli ogni intervento urgente ed indifferibile, con particolare riferimento a piazza San Marco e che risponda in modo adeguato ai molteplici problemi della città, richiamati nel "dossier Venezia", con specifica attenzione alle misure di limitazione degli affitti turistici e di promozione e di sostegno al ripopolamento della città, prevedendo una forma di incentivazione per i residenti attraverso il riconoscimento dello status di "custodi del patrimonio di Venezia";

5) a procedere speditamente verso il completamento del sistema di dighe a scomparsa, Mose, tenendo presente che la gestione del sistema idraulico della laguna passa anche attraverso le azioni prioritarie descritte e la manutenzione dei canali, la cura e gestione ordinaria del sistema delle fognature, degli scarichi, della ripulitura delle acque;

6) a finanziare la realizzazione di un piano speciale di adattamento ai cambiamenti climatici per la laguna di Venezia che consideri la situazione di fatto e gli effetti dei cambiamenti climatici sull'innalzamento del livello medio del mare, almeno nel prossimo decennio, e a rendere disponibile risorse anche nazionali per l'elaborazione delle strategie comunali per la promozione dei dispositivi di difesa locale passiva;

7) a prevedere misure fiscali e meccanismi non legislativi che consentano al sistema di imprese, di artigiani e di commercianti locali, duramente colpiti dal disastro ambientale, di far fronte alle spese impreviste e di sostenere il rilancio delle loro attività;

8) ad adottare ogni opportuna e urgente iniziativa per favorire l'istituzione di una zona economica speciale nel Veneto che comprenda Venezia e i comuni dell'entroterra che hanno come riferimento il porto di Venezia, sulla base del piano industriale che tutte le categorie economiche e le amministrazioni locali hanno già condiviso con la Regione medesima, e adottare misure specifiche per il comparto del vetro di Murano;

9) ad affrontare, a partire dalla prima riunione del comitato interministeriale di indirizzo, coordinamento e controllo sulla laguna di Venezia prevista per il 26 novembre 2019, la questione del passaggio delle grandi navi e approvare senza ulteriori lungaggini il "protocollo fanghi" in modo, finalmente, da rispettare le direttive europee e da superare lo stato di eccezione che si protrae dal 1993;

10) ad accelerare la realizzazione degli interventi di bonifica nel sito di interesse nazionale di Venezia-Porto Marghera, di competenza del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, necessari alla protezione dall'inquinamento dell'ambiente lagunare, anche attraverso il completamento delle opere di marginamento delle macroisole finalizzato alla messa in sicurezza dell'area;

11) ad estendere l'applicazione dell'"art bonus" al Comune di Venezia e agli altri territori ricompresi nella legge speciale per Venezia, anche con riferimento ai beni ecclesiastici;

12) a varare un piano per il contenimento e la gestione dei flussi turistici che vada verso l'indirizzo di una nuova ecologia sociale integrale, che tenga conto della peculiarità del territorio e che sia sostenibile non solo dal punto di vista ambientale ma anche sociale e che tenga quindi in forte considerazione le politiche dell'abitare per i residenti;

13) a garantire il recupero del patrimonio culturale ed ecclesiastico danneggiato, anche attraverso l'introduzione di un sistema di incentivazione sulle donazioni rivolte a tale scopo;

14) ad acquisire elementi in ordine alle condizioni ambientali, nonché di sicurezza degli impianti di GPL siti in località Val da Rio a Chioggia, al fine di verificare se le procedure di emergenza siano compatibili con l'attuale localizzazione degli impianti;

15) ad assumere iniziative per l'istituzione di un tavolo permanente multidisciplinare costituito da operatori di tutta la filiera ittica, biologi marini, geologi, climatologi e giuristi con lo scopo di tutelare la biodiversità animale e vegetale di tutto l'alto Adriatico e le imprese della pesca;

16) ad assumere iniziative, per quanto di competenza, per contribuire, con la Regione e il Comune, alla migliore valorizzazione dell'industria creativa e culturale veneziana e in generale della comunità di innovatori locali, per fare di Venezia anche un luogo capace di attrarre imprese e iniziative economiche legate alla produzione di cultura, come start up innovative e nuove professioni intellettuali, a partire dal sostegno ufficiale allo "Strategy innovation forum" e assicurando alla prossima esposizione universale Dubai2020 una significativa presenza di Venezia, intesa come città di conoscenza, cultura, incontro e scambio di merci e idee;

17) ad assumere ogni opportuna iniziativa tesa al contrasto del cambiamento climatico, in maniera determinata e con uniformità di indirizzi in tutto il Paese, adottando al più presto il piano nazionale per l'adattamento ai cambiamenti climatici, individuando con estrema urgenza le azioni e le politiche di mitigazione e adattamento del territorio, tenendo in considerazione in particolare quelle aree del Paese sottoposte a forte rischio idrogeologico, sempre più frequentemente colpite da eventi meteorologici estremi causati da un clima mutato che hanno provocato lutti, danni economici ingentissimi, profonda distruzione del territorio e del paesaggio, come ad esempio avvenuto in questi stessi giorni a Matera e purtroppo in tutto in Paese, con conseguenze purtroppo durature cui è necessario porre rimedio, anche attraverso gli stanziamenti di risorse idonei a farvi fronte.



Nascondi modulo commenti

 10000 Caratteri rimanenti

Antispam Aggiorna immagine Case sensitive