Una manovra importante che sostiene la ripresa, aiuta i lavoratori e interviene per ridurre le diseguaglianze

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Intervento in Senato durante la discussione della Legge di Bilancio (video).

Ringrazio i membri della Commissione Bilancio, i Relatori e il Presidente, che hanno lavorato a questa difficile costruzione della Legge di Bilancio.
Voglio partire anch'io, come hanno fatto la senatrice Castellone e il senatore Candiani, da un punto: è evidente che anche l'iter di questa Legge di Bilancio conferma che non può funzionare così; non c'è solo un tema che riguarda il monocameralismo di fatto; non c'è solo un tema che riguarda l'emergenza costante con cui lavoriamo.
È evidente però che, se vogliamo evitare, come dice il senatore Candiani, il continuo incrocio tra ciò che dovrebbe fare la Legge di Bilancio, cioè definire i grandi asset, i grandi assetti, gli investimenti e un'idea di futuro del Paese, dobbiamo trovare il modo di evitare che questo procedimento vada insieme a un procedimento assolutamente legittimo, in cui i territori e i parlamentari cercano di portare avanti istanze o territoriali o di parte.
C'è, quindi, un tema.
Io non sono per il rimpallare le responsabilità tra Governo e Parlamento; sono però tra coloro che credono che ci dobbiamo porre un problema che ormai si pone tutti gli anni, da diversi anni, e dobbiamo farlo prima, per capire come si può impostare in maniera diversa la discussione e il lavoro sulla Legge di Bilancio.

Una legge importante per difendere il patrimonio culturale del Paese

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Intervento in Aula al Senato da Relatore della legge che punisce i reati contro il patrimonio culturale (video).

Il testo che discutiamo oggi è stato approvato in Commissione Giustizia in sede redigente, interviene sul testo approvato alla Camera dei Deputati in prima lettura e si propone di riformare le disposizioni penali a tutela del patrimonio culturale, che oggi sono contenute prevalentemente nel Codice dei beni culturali, inserendole nel Codice Penale.
L'obiettivo della proposta di legge è quello di operare una profonda riforma della materia, ridefinendo l'assetto della disciplina nell'ottica di un tendenziale inasprimento del trattamento sanzionatorio per prevenire e reprimere i reati contro i beni culturali.
In particolare, l'articolo 1 modifica il Codice Penale, inserendo tra i delitti il titolo VIII-bis, rubricato "Dei delitti contro il patrimonio culturale", composto da 19 nuovi articoli.
Prima di consegnare la Relazione, mi soffermo solo sue tre questioni che sono state oggetto del lavoro della Commissione Giustizia e delle modifiche che la Commissione ha apportato al Disegno di Legge della Camera dei Deputati.
Innanzitutto, nel lavoro in Commissione Giustizia, è stata aggiunta tra le condotte che sono punite nel primo articolo di questo provvedimento quelle di chi si impossessa di beni culturali appartenenti allo Stato in quanto rinvenuti nel sottosuolo o nei fondali marini. Questi comportamenti sono puniti con la reclusione da due a sei anni, prevedendo un aumento di pena tra i quattro e i dieci anni per chi commette il reato essendo in possesso di una concessione di ricerca.

Responsabilizzare i gestori delle piattaforme informatiche per prevenire pericoli

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Intervento in Senato in dichiarazione di voto sulle modifiche al codice penale in materia di istigazione alla violenza, all'autolesionismo e al suicidio (video).

Il Partito Democratico voterà convintamente a favore del presente disegno di legge, che in Commissione abbiamo contribuito a definire e migliorare. È un provvedimento che copre un vuoto legislativo in un momento in cui si moltiplicano gli episodi di autolesionismo, i rischi di autolesionismo tra i minori provocati da fenomeni generati dall'imitazione, dalle sfide, operati spesso utilizzando la rete e i social.
È giusto punire chi istiga atti di violenza o autolesionismo, dobbiamo partire da questo; dall'altra parte è giusto, come fa il presente disegno di legge, responsabilizzare i gestori delle piattaforme informatiche, prevedendo la necessità di mettere in campo tutte le misure tecnologiche possibili per oscurare e rimuovere i contenuti pericolosi, ma soprattutto prevedendo l'immediata rimozione dei contenuti segnalati dagli stessi minori, dai genitori o delle autorità.
Si interviene su un fenomeno particolarmente pericoloso, in cui spesso pagano i più deboli, il prezzo lo pagano i più piccoli. È un fenomeno che si produce violando le regole minime di comportamento. Noi invece interveniamo non violando le libertà, ma con equilibrio, mettendo in campo strumenti di repressione, ma soprattutto di prevenzione.
Col voto di oggi - lo ripeto - colmiamo un vuoto, colmiamo una lacuna e guardiamo all'interesse dei minori.

La Legge Salva-Mare è fondamentale contro l'inquinamento marino

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Intervento in Senato in dichiarazione di voto per il PD sulla Legge Salva Mare (video).

Il disegno di legge che stiamo per approvare, in un testo sicuramente modificato - e voglio dire anche migliorato, grazie al lavoro di tanti - rispetto a quello giunto dalla Camera dei deputati, risponde all'esigenza ineludibile di affrontare a livello normativo il tema del risanamento degli ecosistemi marini e delle acque interne. Serve la prevenzione, la riduzione dei rifiuti in mare; serve la promozione dell'economia circolare e la sensibilizzazione della collettività su tali tematiche.
Serve favorire modelli e comportamenti virtuosi, prevenire il fenomeno dell'abbandono dei rifiuti e rendere più agevole e diffusa l'attività di raccolta di rifiuti nelle acque marine, nei fiumi, nei laghi e nelle lagune italiani. Di questo si occupa il disegno di legge.
A livello internazionale, l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite indica - tra i suoi obiettivi - anche quello di conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine e, a livello europeo, il Piano nazionale di ripresa e resilienza individua nel ripristino e tutela dei fondali e degli habitat marini una delle missioni su cui investire, anche per invertire la tendenza al degrado degli ecosistemi mediterranei.