Contrastare e prevenire gli illeciti sui pascoli di alta montagna

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Ho presentato un'interrogazione per contrastare e prevenire gli illeciti sui pascoli di alta montagna.
Articolo pubblicato da L'Adige su questo argomento»

Testo dell'interrogazione:

Atto n. 4-06200 - Pubblicato il 2 novembre 2021, nella seduta n. 373

MIRABELLI

Ai Ministri dell'interno e delle politiche agricole alimentari e forestali.

Premesso che:

nel mese di giugno 2021, l'Unione allevatori val Rendena ha denunciato, a mezzo stampa, "un inedito accentramento di un considerevole numero di malghe nelle mani di pochi accompagnato dall'aumento spropositato dei canoni di affitto";

questi fenomeni sono riconducibili a pochi soggetti, talvolta organizzati in plurime società fittizie, residenti e attivi a livello locale;

la zootecnia di montagna si sta trasformando in una sorta di paradiso fiscale per investitori senza scrupoli, fenomeno che, per concorrenza sleale, sta danneggiando le aziende tipiche e caratteristiche, che fino ad oggi, con grande sacrificio, sono rimaste attive sul territorio, nonostante la bassa redditività del settore;

sono sempre più numerosi i casi di speculazioni sui pascoli di alta montagna in tutto il Paese dove aziende agricole, spesso fittizie, appoggiando i "titoli" della politica agricola comune (PAC) sugli alpeggi che incassano i fondi comunitari, fino a 5.000 euro a ettaro, senza svolgere una qualsiasi attività di pascolamento con gli animali, danneggiando seriamente gli allevatori e malgari locali nonché la stessa economia della montagna;

gli alpeggi rischiano ormai di essere oggetto di abusi e truffe poiché ormai rappresentano il fine per la riscossione delle quote della PAC dando luogo a un vero e proprio business gestito dalla criminalità organizzata, noto come "mafie dei pascoli";

nel 2006 dopo la riforma della PAC e l'avvio del "pagamento disaccoppiato" dei premi ci sono stati numerosi articoli sulla stampa nazionale e indagini pubblicistiche ("Pascoli di carta. Le mani sulla montagna", di Giannandrea Mencini, Kellermann editore, 2021) che hanno denunciato le truffe e gli illeciti sui pascoli d'alpeggio, perché è ormai chiaro che gli illeciti sui fondi agricoli europei nel nostro Paese interessano quasi tutte le regioni italiane;

la relazione della Corte dei conti sulla gestione dell'AGEA (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) al 2018, pubblicata a fine gennaio 2021, con riferimento allo Stato italiano, nell'esercizio finanziario 2018, afferma che "gli organismi pagatori hanno erogato aiuti comunitari agli agricoltori italiani per 4.299 milioni a fronte dei quali la Commissione europea ha rimborsato all'Italia 4.268 milioni. La differenza tra quanto anticipato dagli organismi pagatori e quanto rimborsato dall'UE, pari ad euro 31 milioni, deriva dalle rettifiche e correzioni finanziarie negative effettuate dalla Commissione europea, a seguito di riscontrate carenze e irregolarità nei sistemi di gestione e controllo. Tali rettifiche hanno comportato una perdita per il bilancio dello Stato, con inevitabili effetti riflessi su tutta la collettività";

a oggi, i controlli da parte delle autorità preposte risultano ancora molto carenti e spesso molti illeciti restano impuniti,

si chiede di sapere quali iniziative urgenti i Ministri in indirizzo intendano adottare, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, al fine di prevenire e contrastare questi fatti, anche in vista del recepimento da parte dell'Italia delle nuove procedure della politica agricola comune previste per il 2023.


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