Interrogazione su un'intervento della Digos

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Adesione ad un'interrogazione su una vicenda di cronaca avvenuta a Pisa.

Testo dell'interrogazione:

Atto n. 3-02688 (con carattere d'urgenza) - Pubblicato il 8 luglio 2021, nella seduta n. 344

Ai Ministri della giustizia e dell'interno.

Premesso che:

in data 15 giugno 2021 il figlio minore di una coppia composta da madre peruviana e padre italiano si è rifiutato di recarsi a un incontro con il padre, già concordato in precedenza, presso il centro affidi di via Flaminia a Pisa. Il minore affidato congiuntamente a entrambi i genitori è stato collocato presso il padre e la madre ha impugnato il provvedimento giudiziale;

a fronte del rifiuto, ultimo di una lunga serie, la madre ha chiamato il servizio sociale per richiedere un supporto, ma si è vista arrivare in casa il padre del minore, scortato da 11 tra operatori dei servizi sociali e agenti di polizia della Digos, nonché dalla curatrice speciale del minore. Il bambino, che si era chiuso in bagno, è stato prelevato con la forza mentre si dimenava piangendo. Dopo alcune ore, la mamma che chiedeva almeno di rassicurarlo ha ottenuto di poterlo accompagnare in auto nel centro affidi, scortata dal padre e dalle forze di polizia;

a seguito di quanto accaduto, la madre ha presentato querela alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pisa. Diversi video allegati alla querela mostrerebbero, infatti, delle modalità di esecuzione particolarmente violente e intimidatorie. Nei video si vedrebbe il padre abbattere la porta del bagno mentre la madre viene trattenuta nella stanza accanto. Inoltre gli operatori e gli agenti presenti avrebbero spento le telecamere installate in casa dalla madre. In un altro video vi sarebbero anche minacce rivolte ad un'altra donna presente che stava filmando i fatti al fine di provare la brutalità utilizzata nei confronti della madre e del minore;

rilevato che:

secondo quanto riportato dalle legali che assistono la madre, Nathaly Ayala Leon, l'avvocato Ilaria Boiano e l'avvocato Teresa Manente, non si è mai proceduto ad un adeguato approfondimento delle ragioni dei continui rifiuti del minore di partecipare agli incontri protetti con il padre;

tuttavia nel provvedimento si legge che: "è nell'interesse del bambino la ripresa di un rapporto con il padre e che non è nel suo interesse restare isolato nella bolla familiare della madre, che ha influenze negative sul suo sviluppo armonioso ed equilibrato";

a quanto detto si aggiunga che il Tribunale di Pisa, comune nel quale risiede la madre, ha stabilito che il minore debba restare affidato ad entrambi i genitori come espressione del diritto alla bigenitorialità, ma ne ha disposto tuttavia il collocamento presso il padre residente a Catania con esercizio del diritto di visita della madre. Una decisione che, come di tutta evidenza, vista la lontananza, non consentirà alla madre di avere un rapporto continuo con il figlio, che si troverà dunque a dover affrontare un brusco e traumatico cambiamento del suo stile di vita, dei suoi luoghi e, non da ultimo, di tutti i suoi punti di riferimento affettivi;

rilevato inoltre che:

la Corte di cassazione con ordinanza 17 maggio 2021, n. 13217, nel ribadire ancora una volta come la sindrome da alienazione parentale (PAS) o la sindrome della madre malevola (MMS) non siano patologie riconosciute scientificamente, ha evidenziato come il giudice nell'assumere provvedimenti che abbiano ad oggetto i minori debba sempre indagare la sussistenza di fatti gravi come "irrecuperabili carenze d'espressione delle capacità genitoriali";

secondo quanto affermato dalla suprema Corte, infatti, non è corretto attribuire rilevanza ai limiti caratteriali della madre, quando ella non abbia dimostrato trascuratezza o incuria verso il proprio figlio. Inoltre, il giudice di merito non deve mai trascurare le conseguenze sul minore di decisioni che comportano una significativa attenuazione dei rapporti con la madre in un periodo così delicato per il suo sviluppo fisico e mentale;

per costante orientamento della giurisprudenza di merito e di legittimità, delle convenzioni internazionali per la tutela dei diritti del fanciullo, e della stessa legislazione nazionale, decisioni idonee ad incidere profondamente sulla serenità dei minori devono essere orientate esclusivamente sul criterio del loro migliore interesse,

si chiede di sapere:

se il Ministro della giustizia non ritenga necessario e urgente intervenire al fine di accertare, anche mediante l'utilizzo dei propri poteri ispettivi, quali siano state le modalità adottate nell'esecuzione del provvedimento citato;

se il Ministro dell'interno non ritenga necessario avviare urgentemente un'ispezione al fine di chiarire l'operato degli agenti della Digos presenti sul luogo.

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